Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Un sano protagonismo…

Scritto il 17 Dicembre 2017 11:02 da Plinio Borghi

Un sano protagonismo è quanto di più efficace e corretto si possa richiedere per portare avanti un ruolo di prestigio, soprattutto se l’azione implica il conseguimento di obiettivi impegnativi e rivolti a un bene comune, sia esso privato che pubblico. Comporta ovviamente l’assunzione piena delle proprie responsabilità e ciò non implica tuttavia l’arrogarsi titoli o funzioni che non competono ed esclude pertanto l’indebita invasione di campi altrui. La falsa modestia o, peggio, l’operare sotto vento per eludere implicanze dirette sono forme deleterie e intralciano il percorso. L’opposto è usare del protagonismo a soli fini personali, per appagare il proprio ego, senza alcun obiettivo se non quello di ostacolare gli altri, nella presunzione che la loro collaborazione ti metta in ombra: la classica malattia da protagonismo, molto più diffusa, purtroppo, e che è causa sovente di divisioni e contrapposizioni speciose, fenomeno che si riscontra palesemente in politica. Il Giovanni Battista che la liturgia odierna ci propone è un vero protagonista, investito di un compito non da poco: fare da apripista al Messia inquadrando le regole comportamentali per accoglierlo adeguatamente; non solo, ma indicandolo quand’è il momento, affinché non vi siano dubbi su chi sia la vera figura cui va rivolta l’attenzione. Si dà tanto da fare, il Battista: richiama, battezza e predica con autorità, tanto da essere scambiato egli stesso per il Salvatore atteso; ma egli correttamente non ingenera equivoci e, a chi lo interroga in proposito, precisa: “Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo”. Bello il dialogo che precede questa affermazione conclusiva: sembra quasi di assistere ad un’antesignana trasmissione de “I soliti ignoti” in onda su Rai uno dopo il TG! Dagli indizi sembrava che… e invece: “No, non sono io il Cristo”. E c’è una correlazione, in effetti: se si cerca bene e si arriva al personaggio scatta il premio. L’Avvento serve ad affinare la nostra ricerca, Gesù non lo si trova per caso e la strada da seguire è proprio quella che ci indica la “voce che grida nel deserto”. Ancora oggi, se si passa attraverso Giovanni il Battista, mediante una seria introspezione cui far seguire la vera conversione, allora saremo gratificati anche di quel Battesimo di Spirito e fuoco che solo Gesù è venuto a portarci. Il protagonismo di Giovanni Battista non si è esaurito duemila anni fa, ma è ancora attuale e funzionale.

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