Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Parlare d’amore non è facile

Inserito il 6 Maggio 2018 alle ore 10:14 da Plinio Borghi

Parlare d’amore non è facile, tali e tanti sono i risvolti interpretativi che l’argomento comporta. Quando poi ci si è fatta un’idea abbastanza decente e convincente, metterla in pratica in modo coerente è ancora più difficile. Quel che ci scorre sotto gli occhi tutti i giorni ne è la dimostrazione più lampante: contrasti, reazioni eccessive per un nonnulla, e giù fino alle estreme conseguenze che da sempre ci tormentano, come l’odio verso il fratello e le guerre. Ci meravigliamo quando sentiamo qualche imam proclamare che l’Islam è una religione d’amore, che nutre il massimo rispetto per la donna: il pensiero va a tutti gli atteggiamenti diametralmente opposti che constatiamo. E noi? Quante aggressioni abbiamo compiuto in nome di Dio? Magari con fratelli che adoravano lo stesso Dio? Pure nel nostro piccolo, come esprimiamo il bene per chi amiamo? Facciamo spesso fatica anche a dichiararlo! Forse ci riusciamo a mala pena nelle prime fasi di innamoramento, quando le pulsioni giovanili ci aiutano a superare l’imbarazzo, poi diventa il più delle volte strumentale o sollecitato. Quante volte il partner (prevalentemente la donna) se ne esce con la frase: “Ma tu mi vuoi bene?”. “Certo che te ne voglio!”, ti viene spontaneo rispondere; al che di rincalzo: “Ma non me lo dici mai e me lo dimostri poco..” e via con i soliti chiarimenti che non rimuovono molto. Se Sant’Agostino ha affermato con tanta tranquillità: “Ama e fa quello che vuoi”, significa che ben difficilmente lo spessore della prima azione sarà tale da giustificare la seconda. La liturgia di oggi, nella quale si respira ormai tutta l’aria dell’imminente addio del Maestro, è proprio improntata su quello che è anche il nerbo della Parola e del progetto di salvezza nel loro insieme: l’amore. Quante volte Gesù ritorna sull’argomento! Amatevi.. se mi amate.. da come vi amate.. (gli uni gli altri come io vi ho amato.. osserverete i miei comandamenti.. riconosceranno che siete miei discepoli..). Evidentemente anche in questo ambito si riflettono le stesse problematiche di cui si diceva prima. Oggi addirittura eleva i suoi al rango di “amici” e qui il discorso si farebbe lungo, visto il largo uso (e abuso) che facciamo di questo termine. Gesù però è un partner esigente e pretende che ce lo meritiamo professando il suo amore, dichiarandoglielo, dimostrandoglielo, dando la vita per gli altri come lui l’ha data per noi. Altrimenti rimaniamo solo servi e quindi schiavi delle nostre incertezze, delle nostre pastoie.

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