Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

“Divide et impera”

Inserito il 10 Giugno 2018 alle ore 10:12 da Plinio Borghi

“Divide et impera” era l’arcinoto motto dell’impero romano di facile traduzione per tutti. Come di facile traduzione è anche il significato intrinseco delle parole e, detta a spanne, vuol dire che, dove c’è divisione, contrasto, contrapposizione gratuita, subentra la confusione, che a sua volta favorisce la sopraffazione. È un po’ il clima che abbiamo vissuto in questo lungo periodo di crisi istituzionale, prima che si formasse il nuovo Governo. Naturalmente c’è sempre qualcuno che ci guadagna a rimestare nel torbido, sia da dentro che da fuori: l’andamento dei mercati e dello spread sono stati degli esempi evidenti di sfruttamento di una situazione precaria, determinata da una caterva di riserve mentali, malgrado la conclamata volontà di voler fare solo il bene degli italiani. E c’è voluta tutta la determinazione e la pazienza del nostro impareggiabile Presidente della Repubblica Mattarella per costringere tutti a sbrogliare la matassa. Guarda caso, il Vangelo ha sempre una risposta pronta alle nostre piccolezze e oggi in particolare sembra far eco al motto di apertura, datato nella sostanza tre secoli prima di Gesù da Filippo il Macedone. Il nostro Maestro, accusato di essere amico del capo dei demoni in quanto li scacciava con troppa facilità, rispondeva: “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in sé stesso, quel regno non potrà restare in piedi”. Era ed è evidente l’invito all’unità, alla comunione d’intenti e di riferimenti (come ci richiamava la festa di domenica scorsa), a non lasciarsi fuorviare dai reciproci sospetti che il diavolo, divisore per antonomasia, è abile nell’insinuare, come fece con i nostri progenitori nel paradiso terrestre (v/ prima lettura): se ci abbiamo rimesso quella volta, sarebbe ridicolo rimetterci anche la salvezza eterna ricadendo nel medesimo errore. Purtroppo nella nostra debolezza umana è insita l’insidia, alimentata dagli interessi di parte, di solito in antitesi a quelli collettivi, e quindi dai conseguenti contrasti. Per fortuna la Misericordia divina ci perdona tutto, se siamo in buona fede, però. Se invece cerchiamo di ingannare noi stessi, è dura. Conclude infatti Gesù, sempre nel vangelo di oggi: “In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno”. Vale per tutti, ma in modo particolare per i governanti (civili e religiosi ovviamente).

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