Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Un evento straordinario

Inserito il 24 Giugno 2018 alle ore 10:36 da Plinio Borghi

Un evento straordinario, che si lega a doppia mandata a quello del nostro Salvatore, è proprio la nascita di Giovanni Battista, unico santo del quale si celebra questa ricorrenza, oltre, ovviamente, a Gesù e Maria. E che di evento si tratti (termine troppo spesso abusato) è dimostrato da due fatti: le circostanze che hanno accompagnato la nascita fin dal concepimento (a tutti note) e il prevalere di questa festa su quella della domenica, cosa quanto mai rara. D’altronde il ruolo di precursore del Messia, che il Signore gli ha riservato, lo rende unico e fondamentale e a confermarlo è proprio il Maestro, quando ai discepoli dice che nessun uomo nato da donna è grande come Giovanni. Ne conosciamo tutti le gesta e ad ogni Avvento abbiamo in lui una guida che ci indica la strada da seguire per rivivere appieno il Natale. E sappiamo anche con quale abnegazione egli abbia svolto fino in fondo il suo ruolo, annullando sé stesso pur di far emergere il vero Redentore del mondo: “Ecco l’Agnello di Dio, del quale io non sono degno neppure di sciogliere i calzari!”. Perfino in punto di morte si è peritato di accertarsi di aver visto giusto! Orbene, c’è una frase che Gesù ha aggiunto dopo aver esaltato il Battista in tale circostanza: “Ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui” (Lc 7,28). In buona sostanza ci ha nominati tutti precursori e questo ci induce a fare del nostro Santo non solo una “guida” per l’Avvento, ma anche il nostro “istruttore”, se vogliamo essere all’altezza di emularlo, deserto compreso. Spesso si è portati a pensare al deserto come ad una location ideale per mettere in scena i momenti più forti della Scrittura: la voce di Giovanni che grida di preparare la strada attraverso la conversione, Gesù che vi trascorre l’iniziazione per l’annuncio del Regno, lo stesso Mosè che vi trascina il popolo ebraico in vista della terra promessa. Invece il deserto è proprio una condizione che dobbiamo realizzare dentro e fuori di noi, per trasformarci, per renderci adatti a ricevere e a trasmettere la lieta novella che ci è stata consegnata, per accedere a quell’umiltà che il Battista ha così bene incarnato, unica premessa per riuscire a far emergere la vera figura di riferimento: il Cristo, innalzato sulla croce per attirare tutti a sé. A parole sembra facile e scontato, ma nei fatti… quanto ci facciamo belli, quanto ci gonfiamo, quanta ombra procuriamo alla luce vera! Per concludere e detta in veneto: se no se dèmo ‘na rimediada, go idea ch’el Signor ne darà ‘na bea stuada!

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