Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Affrontare una svolta nella vita…

Inserito il 14 Ottobre 2018 alle ore 10:49 da Plinio Borghi

Affrontare una svolta nella vita è successo a tutti e in più di qualche circostanza, talora per cause di forza maggiore, come dover scegliere quale branca di studi intraprendere o, peggio, se interrompere e andare a lavorare; talaltra per migliorare o cambiare la propria posizione lavorativa ovvero per formare una nuova famiglia, mettere al mondo dei figli e così via. Spesso alcune scelte si presentano come determinanti o irreversibili, altre volte richiedono grossi sacrifici e rinunce e qui scattano le difficoltà, specie in presenza di legami o interessi che rischierebbero di venire compromessi. Da ciò deriva l’assioma che più uno ha e più difficoltà trova nel mettere in discussione qualcosa. Ne ho conosciute di anime belle che non avevano remore nel compiere salti al buio oppure allontanamenti prolungati con una leggerezza per me impensabile e, gratta gratta, scoprire che non avevano alcun legame né affettivo né sociale che mitigasse certe impennate. E non parlo di sfaccendati o apatici. Il problema è un altro: quanto i laccioli di cui si parla, in primis il benessere e la ricchezza, possano costituire una palla al piede che ci impedisca di librarsi, ci facciano venir meno il coraggio anche per un impegno di carattere spirituale o solidale. Oggi il vangelo mette a fuoco il famoso episodio del giovane ricco, una persona a posto e osservante, che però sente il bisogno di impegnarsi di più, non gli basta quel che possiede per sentirsi realizzato. Quante volte ci è capitato di assistere alla disperazione di chi gli crolla il mondo addosso e ai nostri occhi sembrava avesse il massimo della felicità! e quanto più disadattamento e squilibrio notiamo in chi ha tanto, rispetto a chi ha poco o niente! Gesù suggerisce al giovane volonteroso una cosa all’apparenza semplice: “Va’, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri … poi vieni e seguimi”. Che equivale a “liberati!”. Qui l’evangelista è magistrale nella sua laconicità: “Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni”. Ecco la sintesi di quel che si diceva prima, ecco perché il denaro, lungi dal fare la felicità o almeno dall’aiutarti, t’impedisce di realizzarti. Staccarsene non vuol dire tanto disfarsene, quanto saperlo impiegare nel verso giusto qui, per crearti beni più duraturi di là. Ai più zelanti Gesù garantisce addirittura il centuplo già in questa vita. Altrimenti il solito cammello continuerà, suo malgrado, a passare per la cruna dell’ago mentre il ricco non ce la farà ad entrare nel regno di Dio.

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