Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

E che nozze! (prima parte)

Scritto il 20 Gennaio 2019 08:00 da Plinio Borghi

E che nozze! (prima parte). Come la settimana scorsa (e anche per la prossima) riporto un originale pensiero di don Franco de Pieri sul terzo “miracolo” della manifestazione, pure questo del 2013 e riadattato. Un taglio che mi sembra interessante riprendere e partecipare.

Nozze a Cana di Galilea. Lo Sposo: il Signore Gesù; la sposa: l’umanità. Madre dello sposo: la Vergine Maria; invitati: tutti noi. La sposa era per la verità un po’ miserella, ma quel giorno, accanto a quello Sposo faceva anche lei la sua bella figura. Genitori della sposa: due poveracci, uno si chiamava Adamo, l’altra Eva. Avevano avuto tanti figli, da perdere il conto. Ormai erano abituati a matrimoni uno più fallimentare dell’altro, sapevano che qualcosa di cattivo ogni volta riusciva a guastare tutto e quindi a quello che si stava celebrando a Cana non prestavano molta attenzione: era sempre lo stesso copione, un uomo si univa ad una donna, facevano figli, più meno gli stessi, e avevano perso la speranza di vedere tra i loro figli Uno che si distinguesse. A Cana la loro speranza fu esaudita. Tra le loro figlie era nata una “Donna” diversa da tutte le altre. All’inizio non si erano resi neppure conto di quale grazia era capitata alla loro discendenza. Eva, la vecchia madre, sperava che ad ogni nascita venisse al mondo “la Donna”, non una donna qualsiasi, ma la “benedetta tra tutte le donne”, la Donna che sapesse vincere il tentatore antico, che sapesse generare senza egoismo, senza pensare a se stessa, che potesse mettere al mondo il Figlio da sempre atteso. Adamo era così vecchio che aveva ormai perso la speranza che dalla sua discendenza potesse uscire un virgulto che potesse ridare vita nuova all’umanità. Venne l’occasione, un giorno di nozze, e che nozze! Tutta l’umanità era rappresentata, tutta l’umanità fu invitata. L’umanità era la sposa! Ma lo Sposo non si fece subito riconoscere. Anche gli invitati non si resero conto di essere ognuno di loro l’invitato, di essere la sposa. E lo Sposo? Era lì, seduto accanto al vecchio Adamo, assieme ad una schiera di pescatori, di convitati affamati ed assetati di cose di questo mondo. Pensavano tutti che fosse una cena di nozze come tutte le altre. Tutti si sono messi di buon appetito, tutti si sono messi a bere quello che l’oste portava in tavola. Era così ormai nauseata l’umanità invitata, che a furia di bere di quell’acqua sporca fornita a tavola, finì come sempre per ubriacarsi. Ma quelle non erano nozze come tutte le altre! Erano nozze speciali”. (segue)

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