Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Settimo: non rubare

Scritto il 30 Gennaio 2019 05:30 da Don Gianni Antoniazzi

A Carpenedo stanno accadendo diversi furti in appartamento. Anche in chiesa abbiamo avuto la nostra parte. Non ci rassegniamo a essere ostaggi dei malviventi. Anzi. C’è però da riflettere sul settimo comandamento

Il settimo Comandamento è sintetico quanto incisivo. In ebraico ci sono soltanto due parole, che tradotte in italiano suonano con una negazione e un verbo: non rubare. Il comando è usato da Israele in un tempo nel quale non c’era la tutela dei notai né quella delle forze dell’ordine. Ecco dunque l’intervento divino che vietava di toccare quello che apparteneva ad altri: le cose, gli animali, la donna.

In queste settimane a Carpenedo subiamo furti in gran numero. Sono una lesione alla persona oltre che alla proprietà. Per evitare reazioni private servirebbe maggiore attenzione da parte della forza pubblica, peraltro promessa in campagna elettorale. Non lasciamoci mettere in ostaggio da questo clima di insicurezza! La risposta migliore non è barricarsi in casa o vivere timorosi, ma far fiorire comunque quella vitalità che altrove ci invidiano.

Capiamo poi l’ampiezza del settimo comandamento. C’è il furto eclatante e c’è quello sottile, quando i ricchissimi continuamente sottraggono energie ai poveri. I profeti dell’Antico Testamento e Gesù hanno sempre condannato questa prevaricazione. Dio ha creato la terra per tutti e, indipendentemente dalle capacità di ciascuno, ogni uomo deve avere almeno le possibilità per una vita sufficiente. Il nostro stile di vita è talvolta un furto verso Paesi ove la mortalità infantile è elevatissima e la gente comune sopravvive con poco più di un euro al giorno. Pensiamoci. I ladri hanno tanti volti.

don Gianni

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