Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Un bell’investimento

Inserito il 17 Febbraio 2019 alle ore 08:36 da Plinio Borghi

Un bell’investimento. A chi non piacerebbe avere le possibilità economiche per potervi accedere! È il primo pensiero che d’altronde ti viene in presenza di una vincita consistente, perché abbiamo da sempre acquisito il concetto base: nessun capitale resiste a lungo se non si fa luogo ad una serie di investimenti articolati e differenziati, nemmeno se si nascondono i soldi sotto il materasso. Naturalmente ci sono delle regole di massima da seguire, le stesse che valgono poi anche per i più modesti risparmiatori, la più ovvia delle quali è che a una maggior rendita corrisponde un forte rischio, checché ne dicano taluni millantatori: la truffa è sempre dietro l’angolo, come ci ricordano il gatto e la volpe di collodiana memoria. Va da sé che in ogni caso abbondiamo anche di seri esperti in materia e il dilemma è solo a quali mani sicure affidarci. Tuttavia, non illudiamoci di avere a che fare con una materia nuova o con regole recenti, dovute a come gira oggi l’economia o alla globalizzazione: l’investimento fa parte della grande famiglia del commercio, la cui origine si perde nella notte dei tempi ed è connaturata all’uomo. È da mo’ che s’usa dire che il mondo è dei furbi. Figurarsi un paio di millenni fa che reazione di scetticismo ci sia stata quando un sedicente “Esperto” ha cominciato a dire: “Beati i poveri, beati gli affamati, beati quelli che piangono..”, con il seguito di: “Guai a voi ricchi, guai a voi che siete sazi, guai a voi che ridete..”! Fuori di testa, contro ogni logica! E non è che oggi, con le stesse parole che continuano a risuonare dal Vangelo, la reazione sia diversa, con l’aggravante che conosciamo bene la fine che ha fatto poi quell’Esperto. Sì, sappiamo che la morte non l’ha vinto, che è risorto, primizia di coloro che sono morti, come ci ricorda San Paolo oggi, ma il tarlo che puntare tutto sul “fantomatico” Regno dei Cieli non sia un buon investimento tormenta anche i credenti; con quelle regole poi! Eppure una logica c’è e ce la ricorda Geremia nella prima lettura: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo… Beato l’uomo che confida nel Signore…” In poche parole i piani del Signore hanno un respiro più ampio delle nostre piccole congetture, ma soprattutto non ci può ingannare con un investimento fasullo. La rendita è enorme, il rischio è minimo: una vita; un batter di ciglia in confronto a un’eternità. Non ci convince? Investiamo pure sulla nostra breve esistenza e.. perderemo tutto. L’ha detto l’Esperto di cui sopra.

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