Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Sobillare il popolo

Scritto il 14 Aprile 2019 08:56 da Plinio Borghi

Sobillare il popolo dev’essere sempre stata la massima aspirazione degli antagonisti, specie se non riescono a far valere altrimenti le proprie ragioni contro il potere costituito. Già Mosè ebbe la “bella” esperienza quando, tornato con le Tavole della legge, trovò i suoi, incitati a dovere, ad adorare il vitello d’oro. Mentre mi accingo a “meditare”, scorrono in tv le immagini di quanti, a Roma, palesemente strumentalizzati dai rappresentanti di Casa Pound, ostacolano il trasferimento dei nomadi sloggiati dai campi, negando loro anche un minimo di sussistenza. Subito, andando agli argomenti della liturgia di oggi, mi vien da pensare: “Non è proprio cambiato nulla!”. Eppure la storia ci consegna tanti di quei fallimenti collezionati da chi sperava di ottenere, e soprattutto di conservare, il consenso del popolo alle proprie azioni rivendicative, a volte perpetrate col terrorismo. L’ex latitante Cesare Battisti ne ha di rievocati dagli anni di piombo! Il presupposto è sempre l’errore di partire con una contraddizione in termini: si tratta il popolo da “bue” e si spera che poi non si comporti come tale. Quando si crede di essere in testa, ci si gira e non si trova più nessuno, perché lo sport più praticato da gente raccogliticcia è quello del “voltagabbana”, non foss’altro che per avere trovato qualche altro più convincente. Anche il populismo è un’arte che chiede ben precise regole: la prima di tutte è il rispetto. Gesù, pur in circostanze negative come quelle proposte oggi, ce ne da una dimostrazione incomparabile. Non si monta la testa per la festosa accoglienza in Gerusalemme, perché sa quanto labile sia la gloria effimera, né si abbassa alla stregua di chi più tardi arruffa il popolo. Egli ama la sua gente, la ama comunque e la rispetta, sia che lo osanni sia che lo rinneghi, tanto che perfino sulla croce le sue parole saranno di comprensione: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”. Come aveva previsto e senza sobillare alcuno, una volta “elevato” ha attratto tutti a sé e da allora sta continuando a farlo, alla faccia di tutti i detrattori che, nel tempo, non sono mai mancati. In questa settimana, gli spunti che ci vengono consegnati sono tanti, da stimolarci alla lealtà, al pentimento, alla riconoscenza per il grande regalo dell’Eucaristia e per l’estremo sacrificio subito dal Cristo per riscattarci, alla speranza per la prospettiva che ci è garantita; fino all’attesa di quella Resurrezione, senza la quale tutto il resto non avrebbe alcun senso.

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