Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Il mare da contemplare

Scritto il 26 Giugno 2019 06:02 da Don Gianni Antoniazzi

Durante l’estate molti di noi amano andare al mare che nella Bibbia è l’immagine della storia umana con le sue vicende alterne e i suoi pericoli. Per noi è segno poetico di libertà e il riflesso dell’infinito.

“Uomo libero, tu amerai sempre il mare, perché il mare è il tuo specchio e tu contempli la tua anima nello svolgersi infinito della sua ombra”, (Charles Baudelaire nella sua celebre poesia L’uomo e il mare). Anche per Giuseppe Ungaretti il mare è “voce di una grandezza libera”, una libertà vera, che non ha bisogno di imporsi con arroganza, ma sa scegliere il nascondimento. Richiama sempre la vita umana perché Dio ha creato l’uomo come il mare crea i continenti, ritirandosi (Friedrich Holderlin). Talvolta il mare è dialogo di silenzio e musica, colori e suoni. Racconta l’indicibile. Il mare è terapeutico: quando i pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, il mare li annega coi suoi grandi suoni larghi imponendo un ritmo in ciò che è disorientato e confuso (Rainer Maria Rilke).

Una linea d’orizzonte che parla d’infinito con linguaggio comprensibile a tutti. È il luogo dove si incontra l’eternità, ovvero il mare unito al sole. Perché dunque ridurre il mare all’arenile rumoroso di una spiaggia colma di gente, in cerca di emozioni estetiche e di riposi sotto ombrelloni chiassosi con l’unica attenzione ad avere un’abbronzatura alla moda?

don Gianni

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