Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Creare scompiglio

Scritto il 18 Agosto 2019 10:00 da Plinio Borghi

Creare scompiglio non dev’essere una cosa tanto difficile, anzi, sembra proprio uno sport praticabile da tutti. Ho appena seguito alla tv l’apertura della crisi di governo, che pur era nell’aria, ma che evidentemente i più esorcizzavano. Risultato: caos totale, dichiarazioni a ruota libera e contraddizioni a nastro. Il flash back su tutte le volte che nella vita ho assistito a fatti analoghi è stato immediato e mi sono tornate alla mente non solo le numerose crisi pilotate o al buio, ma anche le piccole e grandi rivoluzioni, in particolare quelle accompagnate da atti di terrorismo, e tutte o quasi innescate confondendo le carte per creare l’humus adatto per allontanare il più possibile soluzioni confezionate o scontate: lo scompiglio, appunto. Non illudiamoci, tuttavia, che tutto ciò riguardi solo la politica: nelle vertenze sindacali non si è da meno, nei rapporti familiari idem e non parliamo dell’armonia che dovrebbe regnare in tutti gli aspetti della vita sociale in genere, come pure nei rapporti di amicizia. Un sassolino nello stagno, che può essere il gesto di stizza o d’insofferenza, una parola di troppo, una maldicenza, e voilà, il gioco è fatto. Poi arrivano le seppie, cioè gli opinionisti, i mass media, i finti pacieri, gli “amici” di famiglia, i passaparola e giù nero fumo ovunque, tanto perché nessuno si sogni che le cose si appianino con facilità e le soluzioni siano dietro l’angolo. Con questo spirito di negatività, ho aperto le letture di questa domenica e cosa mi ritrovo? Gesù che dice ai discepoli: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra … Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione … D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio…” e via specificando a scanso di equivoci. No, questa non ci voleva, ci si mette anche il Messia, ora, che è simbolo di pace per eccellenza?! È vero che attraverso la sua Croce si pone come simbolo di contraddizione, ma.. Sono le ultime parole del brano ad aprirmi improvvisamente la mente: “… come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?”. Ecco, Gesù è la soluzione e nel suo nome possiamo dar adito a tutto lo scompiglio che ci vuole, ma con già in mano la scelta giusta da fare, che è Lui e la sua Parola. Non c’è crisi al buio nella sequela del Vangelo e ogni rivoluzione nel suo nome è un successo, perché lo scopo è chiaro. Capita l’antifona, voi che rimestate nel torbido?

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