Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

“Gli affari sono affari”

Scritto il 26 Luglio 2020 10:04 da Plinio Borghi

“Gli affari sono affari”: è la frase magica che giustifica qualsiasi strategia commerciale, non sempre trasparente, talora truffaldina. E non è appannaggio di chi vende: anche chi compra non si risparmia ogni tentativo pur di strappare il prezzo più conveniente. Naturalmente i fattori da considerare sono vari, a partire dal rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, non sempre l’aspetto più importante è l’oggetto della compravendita: a volte, e in certi Paesi orientali diventa prevalente, è la stessa trattativa che affascina, che diventa un rito nel quale ogni gesto, ogni proposta, ogni forma di interesse comunque espressa acquistano precisi significati e, se condotti nel rispetto delle regole, appaganti a prescindere da chi abbia o meno fatto l’affare. Ne consegue che il tiramolla estenuante diventa una prassi, cosa che da noi non sarebbe ben gradita. A una cosa bisogna stare attenti: se il compratore lancia un prezzo e il venditore accetta, è tassativamente proibito recedere, pena ritorsioni pesanti. Oggi, nel continuare col discorso delle parabole, Gesù ci fa capire che anche Dio si è messo in affari con l’uomo, appunto per il fatto di avergli concesso il libero arbitrio e quindi la facoltà di scegliere e di decidere. In palio c’è il Regno dei cieli, che nelle similitudini odierne è rappresentato dal tesoro trovato in un campo e dalla perla preziosissima. In entrambi i casi i protagonisti alienano tutto ciò che possiedono, pur di comprare quel campo, di ottenere quella perla. L’oggetto vale la candela, e il Regno pure. Abbiamo il vantaggio che Dio applica il sistema orientale: è di una pazienza infinita e sempre disponibile a continuare la trattativa; se diamo segno di rifiutare, ci rincorre con proposte nuove, ma togliamoci dalla testa di “fare l’affare” senza impegnarci totalmente, altrimenti sono guai. Infatti, nella terza similitudine in lettura Egli impersona i pescatori: alla fine di una pesca abbondante i pesci buoni vengono trattenuti e i cattivi buttati, preludio del grande epilogo, quando non ci sarà più margine e l’offerta verrà soppesata fino in fondo. È chiaro che l’unica cosa che non possiamo fare con il nostro Interlocutore è quella di fare i furbi con strategie fuori luogo, perché a rimanere fregati saremmo solo noi. La posta in gioco è alta, l’offerta deve essere adeguata e, una volta avanzata, se non la manteniamo saranno dolori. Anche in questo Dio è molto orientale e, d’altra parte, è proprio da quelle parti che ha voluto nascere (!?).

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