Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

“Piuttosto che niente meglio piuttosto”

Inserito il 9 Settembre 2020 alle ore 18:11 da Don Gianni Antoniazzi

Qualcuno ancora viene poco a Messa. Non tanto per paura del contagio quanto perché manca ancora la gioia di un incontro libero con i “fratelli” di fede. È una difficoltà passeggera: anche se zoppi possiamo camminare

L’Eucaristia è un incontro vero col Signore e coi fratelli. Guai se mancasse la dimensione verticale o quella orizzontale del rapporto col Risorto e col prossimo. In questo periodo, non per volontà della Chiesa, la seconda è affievolita. C’è da tenere la mascherina, rispettare le distanze e manca la festa con canti e saluti affettuosi. È un momento passeggero ma pur sempre pesante. La celebrazione mantiene comunque il suo significato pieno.

Nella vita può capitare di restare per qualche periodo con le stampelle, ma non per questo si è morti, né si smette di essere se stessi. Anzi: è normale vivere, prendere decisioni, attivarsi anche quando le circostanze non sono del tutto agevoli. Così è nella fede: anche se per qualche tempo la situazione non è ottimale, non per questo bisogna trascurare il rapporto col Signore. Quello normale con i fratelli è solo rinviato. Gesù per primo ha celebrato l’ultima cena senza un rapporto sereno coi presenti: i 12 erano divisi, anche fra loro. La comunione col Risorto ha ricomposto i legami.

Così è anche oggi: mantenere il legame col Signore ci predispone sempre ad un legame più vero fra noi: lo ripristineremo appena possibile. I giovani fanno sicuramente più fatica, dal momento che per loro è fondamentale il rapporto di gruppo. Sarà nostro impegno ricuperare anche con loro.

È importante però che gli adulti non assumano le logiche degli adolescenti: il Vangelo va vissuto anche se al momento ci manca un po’ la gamba forte della vita comunitaria.

don Gianni

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