Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

“Ut omnes unum sint”

Inserito il 17 Gennaio 2021 alle ore 10:00 da Plinio Borghi

“Ut omnes unum sint” (affinché siano una cosa sola). È una frase tratta dalla preghiera rivolta al Padre da Gesù per i suoi discepoli, durante il lungo discorso di commiato pronunciato prima di uscire verso l’orto del Getsemani, dove sarebbe stato arrestato, e riportato da Giovanni al cap. 17. Era preoccupato il Messia per i suoi, che in più circostanze avevano agito in concorrenza fra loro e manifestato debolezze di varia natura; d’altronde li aveva prelevati in modo talmente disomogeneo che non poteva essere altrimenti. Ne abbiamo conferma in queste due domeniche in cui le pericopi di Giovanni e Marco descrivono la fase di “ingaggio”, ma sono convinto che il pensiero del nostro Maestro correva già alle contraddizioni e ai contrasti in cui la sua Chiesa sarebbe incorsa nei secoli a venire e che si sono puntualmente verificati, con tutte le divisioni che ne sono conseguite. L’attualità di questo riferimento torna per due motivi: il primo in quanto entriamo nella settimana dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani; il secondo avendo giusto nel 2020 celebrato il XXV dell’enciclica “Ut unum sint” di Giovanni Paolo II. Perché il processo ecumenico è così difficile e perché tutte queste divisioni, nonostante i ripetuti inviti del Salvatore a volerci bene fra noi come lui ce ne ha voluto, dato che è da questo che saremo riconosciuti suoi? Beh, c’è un dato scontato: è appagante per la nostra povera natura umana sentirsi in possesso della verità e quindi tacciare gli altri di eresia. Se poi il consenso è consistente, va gestito e subentrano altri interessi, la contrapposizione si accentua, i dogmi non condivisi contribuiscono a consolidarla e diventa altrettanto difficile rifluire. Tutte le raccomandazioni di Gesù intanto vanno a farsi friggere ed ognuno è convinto che a non ottemperarvi siano gli altri. E lo Spirito Santo non avrebbe dovuto illuminare le menti affinché tutto ciò fosse evitato? Certo, se tutti lo invocassero con il medesimo intendimento, ma tra le cose che il nostro discernimento partorisce c’è anche il relativismo, uno dei nemici più forti che ostacola la Sua azione e che si annida in ogni “fazione”, inducendo a distorcere la linearità di ogni eventuale soluzione. Perciò, l’impegno di ognuno di noi è quello di pregare per un dialogo produttivo, sollecitando lo Spirito a illuminare le menti di chi ci guida nella fede e a rimuovere i preconcetti, frenando la tendenza ai sofismi e tenuto conto che uniti pure il relativismo s’indebolisce e si vince.

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