Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

È arrivato il carnevale

Inserito il 4 Febbraio 2021 alle ore 12:54 da Don Gianni Antoniazzi

(scritto martedì 2/2 alle 21:30) È giunta la crisi di governo. Non tutti ne capiamo l’esatta ragione. Sembrava fosse sufficiente firmare un programma. Per governare, però, è necessario un cuore da persone mature

Il momento è buio. Negli ultimi mesi, alcuni politici hanno affrontato le curve della storia in modo spavaldo, convinti di riprendere ogni volta la strada corretta. Ora siamo a un vicolo cieco, senza navigatori né indicazioni per procedere. La crisi è grave perché stiamo attraversando il momento più duro dopo la Seconda guerra mondiale.

Indico un fatto. Chi ha rotto il “Conte bis” sperava di tornare in pista con la firma di un “programma”. Se ricordate, in passato si pensava di guarire i malori col clistere. Oggi si crede di risanare il male sociale scrivendo “piani di azione”. Attenzione: si “progetta” il lancio di un razzo, la costruzione di un ponte, lo sviluppo di un pollaio. La vita di una Nazione è superiore ad un semplice programma, anche sottoscritto in pubblico. L’esistenza comporta imprevisti, contrattempi, opportunità, occasioni: chi di noi, un anno fa, avrebbe immaginato questo Covid?

La vita sociale è fatta di flessibilità, prontezza, intelligenza, sacrificio. Esige tutte le facoltà dell’uomo, a cominciare dalla capacità di amare e creare fraternità. Se la soluzione fosse “il programma”, Gesù avrebbe stabilito il “sacramento del progetto”. Il Vangelo invece equipara l’esistenza a una barca sballottata dalle onde, senza porti sicuri. Gesù non indica progetti ma chiama a seguirlo, fa cioè una proposta dinamica.

Per carità, è doveroso organizzarsi prima di “costruire una torre”: il programma però è un mezzo, non il fine, uno strumento da aggiustare man mano, mai il motore del cammino. Nessuno arriverebbe al matrimonio se prima dovesse progettare i 10 anni futuri. Si governa se si è innamorati del bene comune, si affronta il matrimonio se si è mossi dall’amore pasquale, quello che sostiene anche l’imprevisto della Croce. Il resto è la pagliacciata di un carnevale che speriamo di dimenticare in fretta.

don Gianni

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