Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Comandamenti e Cristo crocifisso

Inserito il 7 Marzo 2021 alle ore 10:00 da Plinio Borghi

Comandamenti e Cristo crocifisso sono i due argomenti che la liturgia odierna pone all’attenzione e che in sostanza rappresentano i due poli fra i quali si articola la nostra fede, l’uno caposaldo del Vecchio Testamento e l’altro del Nuovo. Sul primo non c’è molto da aggiungere, se non che quegli stessi principi costituiscono ancora il riferimento basilare della nostra impostazione comportamentale. Lo stesso Maestro si premura a dire che lui non è venuto ad abolirli, bensì ad interpretarli diversamente. Sul secondo è San Paolo a porre in modo lapidario un distinguo fondamentale: a chi cerca segni particolari di prestigio, noi contrapponiamo Cristo crocifisso, cioè esattamente l’opposto che chiunque possa aspettarsi. Ecco la peculiarità del nostro credo! Infatti, da un’immagine di morte, la più vergognosa e la più negletta, scaturisce la fulgidità incomparabile di una vittoria sulla stessa. Solo Dio è padrone della vita e della morte e infatti nel vangelo di oggi, che ha per corollario la vicenda dei mercanti nel tempio, Gesù dimostra la sua divinità proprio con la sfida finale: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Non era facile per alcuno capire a cosa si riferisse e non è facile ancora oggi acquisire questo concetto, tanto che lo stesso evangelista si premura a spiegare che il Messia si riferiva al proprio corpo. Non è il caso tuttavia di pensare che nel suo dire il nostro Salvatore si sia limitato a un mero gesto di affermazione personale: il corpo di ogni uomo è tempio di Dio ed è destinato alla medesima resurrezione del Cristo; come tale va curato e rispettato, cominciando a non renderlo oggetto di mercato, di azioni denigratorie e svilenti, di strumentalizzazione materiale e ideologica e via dicendo. Qui tornano a fagiolo i Comandamenti cui si accennava all’inizio, nei quali sono preminenti appunto le disposizioni che riguardano la nostra persona e quella degli altri. Dio riserva in pratica al rapporto con Lui i primi tre e questo divario la dice lunga: è il riguardo per noi stessi e per il prossimo che qualifica il nostro rispetto anche per Lui. È poi quello che ha detto Gesù riassumendoli nei due comandamenti dell’amore. C’è abbastanza carne al fuoco, allora, per aggiungere un altro tassello a questo percorso quaresimale: confrontarci con le tematiche dei Comandamenti e adottare gli opportuni correttivi al nostro modo di agire.

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