Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

C’è dono e dono, c’è regalo e regalo

Inserito il 6 Giugno 2021 alle ore 10:00 da Plinio Borghi

C’è dono e dono, c’è regalo e regalo. Dicono che non ci sia dono più grande che spendersi per gli altri fino al punto di mettere in gioco la propria vita. Ed è ciò che ha fatto Gesù Cristo, il cui sacrificio è stato sublimato dal provenire nientemeno che dal Figlio di Dio, per cui di valore universale e ineguagliabile. Non basta, ci ha voluto fare in soprappiù anche il massimo dei regali: l’istituzione dell’Eucaristia nell’ultima Cena, conferendo agli apostoli il “potere” di mantenerlo per sempre in vita a tutti gli effetti in mezzo a noi e mantenendo così la promessa che non ci avrebbe mai lasciati soli. Ne consegue che la sua non è una presenza astratta, spirituale, bensì concreta e reale, che poggia da una parte sulla sua Parola, quel Vangelo intramontabile e sempre fresco e attuale, e quel Pane eucaristico, effettivo nutrimento del corpo e dell’anima. Sono i due momenti sui quali si articola la Messa, entrambi essenziali, entrambi parimenti supporto l’uno dell’altro: la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica. Ogni volta che rifletto su questo argomento, non posso non riandare col pensiero al santo Curato d’Ars, località in cui ci siamo soffermati durante uno dei bei pellegrinaggi organizzati dalla nostra parrocchia. Nella chiesa è raffigurato mentre soggiornava a lungo davanti al tabernacolo e a chi gli chiese perché rispose semplicemente: “Io lo guardo e Lui mi parla”. Evidentemente era in buona compagnia e le parole erano balsamo per la sua anima, per cui, malgrado il tanto daffare che aveva, a quelle ore di contemplazione non avrebbe mai rinunciato. Tutti gli aspetti esteriori e talora folkloristici di cui si è arricchita nel tempo questa festa hanno proprio questo scopo: indicare al fedele la fonte del sostentamento, suo e della sua fede. Qua si apre l’altro risvolto della riflessione: ne siamo veramente convinti? Quando alziamo gli occhi a quella Particola, o durante la consacrazione o durante l’esposizione nell’ostensorio ovvero durante la tradizionale processione siamo pienamente consapevoli di incontrare gli occhi di Gesù che ci sta guardando e ci parla con le imperiture parole del Vangelo? Quando facciamo la Comunione, sentiamo di ricevere Cristo in corpo, sangue, anima e divinità e avvertiamo la pregnanza di aprirci agli altri con i quali condividiamo questo cibo prezioso? Sono tutte domande che ci interpellano e la risposta alle quali è termometro dell’intensità della nostra fede.

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