Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

I momenti di scoramento

Inserito il 8 Agosto 2021 alle ore 10:01 da Plinio Borghi

I momenti di scoramento sono sensazioni che tutti abbiamo provato, chi più e chi meno e per i motivi più disparati: incomprensioni nella coppia, incomunicabilità con i figli, dissidi o poca considerazione nel lavoro, incapacità di trovare il bandolo della matassa nel groviglio di problemi, calo di tensione nei rapporti sociali, poca voglia di continuare a vivere e via di questo passo. Di norma sono stati d’animo ai quali si reagisce, ma talvolta rischiano di rappresentare l’anticamera della depressione, specie per i più fragili o demotivati. Subentra allora il bisogno di aggrapparsi a qualcuno o a qualcosa che ti tolga dalle peste, non per forza un professionista, meglio se ci si è premuniti di una riserva di risorse utili alla bisogna. Tranquilli, è successo anche al profeta Elia della prima lettura di oggi: stanco della vita, desideroso di morire, si accascia e invoca il Signore perché gliela faccia finire. Per riprendersi, però, lui ha avuto veramente bisogno del “professionista” nella veste di un angelo che per ben due volte lo rifocillò e lo rincuorò, fino a fargli continuare il cammino al monte Oreb e per ben 40 giorni. Evidentemente quell’acqua e quella focaccia cotta su pietre roventi hanno avuto poteri taumaturgici. Ebbene, anche nel campo spirituale possiamo andare incontro a crisi, a momenti di scoramento che attenuano la passione, a volte fino a provocare vere e proprie devianze. Sfido chiunque a non averne avuti. Qui la nostra risorsa va oltre: abbiamo un Amico disposto a dare la vita per noi e pronto a parlarci attraverso il Vangelo, non solo, ma a farsi Lui stesso cibo e bevanda, come si va dicendo queste domeniche, ma non alimenti qualsiasi per un lenimento temporaneo, bensì nutrimento che sfama e disseta per sempre. Di più: mentre gli altri funzionano per un tempo limitato alla vita terrena, questo punta a quella eterna, che ci viene così garantita. Rinunciarvi è letteralmente da masochisti. Senza contare i vari benefici che derivano da questo rapporto, primo fra i quali quello di vedere da subito il Padre misericordioso proprio attraverso la conoscenza intima del Figlio. Guai quindi arrendersi a causa delle nostre debolezze e addurre pretesti per non mantenere con costanza il ricorso all’Eucarestia: ci toglieremmo il sostegno proprio nei momenti di maggior bisogno. Solo il rifiuto aprioristico di Dio e di Cristo, il cosiddetto peccato mortale, è alternativo: tutto il resto è sanabile e non ci deve indurre a tradire lo Spirito, come ci dice oggi San Paolo.

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