Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Gesù con smartphone e social

Inserito il 6 Marzo 2022 alle ore 10:04 da Plinio Borghi

Gesù con smartphone e social: è una delle tante stranezze che la fantasia m’insinua. E allora lascio galoppare l’immaginazione figurandomi come, nell’ipotesi, si sarebbero potuti svolgere i fatti descritti nel Vangelo. Sicuramente non si sarebbe sottratto a qualche selfie, specie in occasione del battesimo o nel reclutare gli apostoli, ma non ne avrebbe abusato per tenere aggiornata la mamma sulle sue performance in tempo reale o per chattare mentre la gente anelava di ascoltare la sua parola. Forse in circostanze come quelle di oggi avrebbe tirato qualche tiro mancino al demonio, sempre che nel deserto avesse campo sufficiente. Sono convinto che non avrebbe disdegnato nemmeno l’uso dei social per raggiungere più gente possibile con i suoi messaggi, ma non avrebbe tediato con le interminabili e prolisse tiritere che i nostri ammalati di protagonismo ci propinano. Soprattutto non avrebbe mai fatto diventare virali i suoi miracoli infestando i siti di post come usano fare i soliti immaturi con le loro bravate. Questione di coerenza, visto che il più delle volte frenava anche gli stessi beneficiari dal raccontare. D’altronde, se così non fosse, l’impianto della pericope letta il mercoledì delle ceneri, che dovrebbe costituire il vademecum quaresimale, crollerebbe di contraddizioni, come quelle che ci caratterizzano quando ci comportiamo proprio all’opposto. “Non praticare la giustizia per essere ammirato, quando fai l’elemosina non suonare la tromba, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, se preghi non essere tronfio perché ti possano vedere, anzi fallo nel segreto della tua camera, e se digiuni non assumere un’aria disfatta, invece mostrati bello e profumato: l’unico che deve sapere come stanno le cose è il Padre tuo che è nei cieli e ti ricompenserà. Altrimenti avrai già avuto la tua ricompensa”. È chiaro che tutto ciò stride con l’ansia per i “follower” o i “like” che amiamo inseguire e perseguire con i sofisticati apparecchi che abbiamo in uso, fino a diventare ridicoli, specie se ci coinvolgono al punto da costituire un fine e non più un mezzo da attivare con moderazione. Il nostro Maestro, pur non essendo vissuto nell’era tecnologica, riesce con la sua Parola a fornire buone dritte anche per questo tempo in cui gli strumenti per “apparire” rischiano di compromettere la sostanza dell’essere. Ecco quindi uno spunto in più per impostare la Quaresima con un buon “digiuno”: ridimensionare il ricorso compulsivo a smartphone & C. e riqualificare la presenza sui social.

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