Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Davvero cerchiamo la pace?

Inserito il 11 Maggio 2022 alle ore 19:13 da Don Gianni Antoniazzi

La guerra non nasce dal caso o dal destino ma dal cuore dell’uomo. Come un grande fiume raccoglie i corsi d’acqua affluenti così la guerra è frutto delle tensioni sociali di un popolo intero

Prima premessa. Il pensiero del Papa è chiaro: la guerra non ha senso. Con le armi non c’è un vincitore ma ci perdono tutti. La pace, se imposta con la forza, porta presto ad un nuovo conflitto.

Seconda premessa. Papa Francesco viene tirato in ballo da molti: le sue parole sono una coperta comoda e ciascuno vorrebbe tenerla.

Terza premessa. Papa Francesco chiede sempre la fine della guerra in Ucraina, sia in privato che in pubblico. Domenica scorsa ha chiesto di pregare perché i responsabili delle Nazioni «non perdano il “fiuto della gente” che vuole la pace».

Finite le premesse. Di solito apprezzo molto il Papa per il coraggio. Mi piacerebbe che parlasse di più di Cristo, morto e risorto, ma mi sta bene così. Forse mi sbaglio, ma non vedo che “il fiuto della gente” voglia la pace. Nelle nostre famiglie le tensioni ci sono e non piovono dal cielo: spesso vengono per cupidigia o per invidia. Vedo che nutriamo bene la mala pianta della rabbia.

C’è chi se la prende coi fratelli, chi con la nuora o il suocero, chi coi colleghi o coi datori di lavoro, chi coi propri dipendenti, chi coi politici e chi coi preti. Mi pare che molta parte delle tensioni riguardi la cupidigia, la voglia di possesso. Ho sempre pensato che le guerre vengano dalla somma delle tensioni personali. A me pare tanto che anche le nostre persone che vengono dall’Ucraina desiderino la vittoria del loro popolo. E come dargli torto?

Insomma, senza escludere anche me dal numero, mi pare che ci sia da fare un gran lavoro sulla pace, ma non solo per i politici. Proprio per la gente. Credo che quando uno ha il cuore in pace riesce a mettere in pace un popolo. Forse dovremmo studiare molto di più l’esempio di Gandhi che troppo in fretta abbiamo dimenticato.

don Gianni

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