Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Battesimo e Salvezza

Scritto il 13 Gennaio 2019 09:02 da Plinio Borghi

Battesimo e Salvezza. Così titolava sul suo Bollettino parrocchiale del 2013 il compianto don Franco de Pieri nella stessa ricorrenza di oggi. Mi è piaciuto il taglio e lo ripropongo in forma più concisa e adattata: “Fa scalpore la notizia che molti in questi tempi hanno chiesto di essere “sbattezzati”, cancellati dai registri battesimali. Io invece è l’unica firma che mi sento di riconfermare per sempre e che vorrei non fosse scritta solo nei registri, ma anche e soprattutto nel libro della vita, nel registro degli invitati a nozze nel regno dei cieli, il libro paga di coloro che hanno accettato di lavorare nella vigna. Tutte le altre le firme sono nulla in confronto a questa, messa proprio dal Signore Gesù a caparra della nostra salvezza, e sarà bene che nessuno la tolga. È segno di appartenenza, di distinzione e di alleanza tra noi, il Cristo e la sua Chiesa della terra e del cielo. Gesù, andando al battesimo, si sottomise al Padre come un Figlio obbediente, si consegnò a Dio come agnello immolato e senza macchia, capì da quel giorno la sua vocazione di Salvatore. Imparò che prima di tutto bisognava servire e obbedire a Dio, più della sua vita stessa. Il suo battesimo nell’acqua del Giordano era un annuncio del suo battesimo reale attraverso la morte e la risurrezione. Cos’è il nostro battesimo? Tre doni principalmente. Primo, ci rende conformi a Cristo, figli come lo era lui. Secondo, quello di entrare a far parte del suo corpo, membri della sua comunità che egli ama e salva, partecipi della sua Chiesa. Terzo e meraviglioso, ci porta in dono già fin d’ora la vita eterna, ci abilita e ci riveste di una veste nuziale che ci permette di entrare nel Regno dei cieli. Per conseguire questi tre doni basta credere e imparare a chiamare Dio con il nome di Padre, sentire una vera e reale fraternità con gli altri e, per quanto siamo capaci, di assomigliare a Cristo. Perché pensare che il battesimo sia una forzatura? È un’Epifania del Signore, è il giorno in cui lui si manifesta a noi come la salvezza definitiva. Neppure i nostri peccati riescono a cancellare questo patto. Dice il vangelo che si “aprirono i cieli” e lo Spirito Santo scese su di Lui come una colomba. È quello che avviene anche nel nostro battesimo. Ci si aprono i cieli e lo Spirito del Signore ci aiuta e ci dà forza in questa vita. Così comandò ai suoi discepoli: “Andate per il mondo intero e battezzate tutte le creature”. Il Battesimo è l’atto di fede e di appartenenza a Cristo più coinvolgente della nostra vita. Riconfermiamo oggi il nostro battesimo!”

Lettera aperta del 13 gennaio 2019

Scritto il 9 Gennaio 2019 07:47 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 13/1/2019. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Forza che arriva anche da fuori

Scritto il 9 Gennaio 2019 07:38 da Don Gianni Antoniazzi

Nell’anno appena trascorso la nostra parrocchia ha registrato qualche prezioso segno di ripresa. I dati, però, evidenziano che i motivi di speranza vengono spesso anche dall’esterno: Carpenedo vive perché sa accogliere

Indichiamo i dati più significativi del 2018. I battesimi sono stati 45. Furono 31 nel 2017 e 44 l’anno precedente.

Le comunioni e le cresime hanno, invece, evidenziato una flessione: 48 comunioni rispetto alle 74 e 51 degli anni prima e 47 cresime mentre furono 64 e 71 nel biennio precedente. Questi ultimi dati, però non ci preoccupano oltre misura: sono due classi di fiacca. Già a maggio, per esempio, avremo 64 prime comunioni. Nel 2018 ci sono stati 13 matrimoni a fronte degli 11 e 9 nei precedenti due anni. Diminuiscono un poco i funerali: passiamo dai 75 del 2017 e 70 del 2016, ai 62 del 2018.

Fin qui i dati nudi e crudi, che però vanno interpretati. Propongo dunque due considerazioni. Facendo la benedizione delle famiglie, si scopre che la parrocchia è ulteriormente invecchiata. L’età media dei residenti è ora intorno ai 47 anni. I nati in parrocchia sono pochissimi: appena 17. Così pure la catechesi vede meno della metà di bambini presenti nelle nostre strade. Il resto viene da fuori. E questo accade non per stima verso il parroco, ma perché questa gente ha mantenuto qui le proprie radici: qui ci sono i nonni, qui vanno più comodi con la catechesi e qui sognano di tornare ad abitare. Quanto ai funerali, bisogna invece notare che aumenta il numero di coloro che domandano la liturgia direttamente in cimitero anche per ragioni di comodità e convenienza. È un fatto diffuso in tutte le città del Nord. Per esempio: a Bologna si celebrano oramai le esequie quasi solo al camposanto. Al numero dei nostri defunti andrebbero dunque aggiunte anche tutte le liturgie celebrate nella chiesa del cimitero.

In conclusione: come avviene in tutta Italia, anche Carpenedo sta facendo fatica e sarebbe una realtà triste se non fosse accogliente. La maggior parte della festa viene infatti dall’esterno, da chi in qualche modo ha qui il suo cuore.

don Gianni

E’ mancata la mamma di don Danilo

Scritto il 7 Gennaio 2019 07:50 da Don Gianni Antoniazzi

Il parroco informa che è mancata la mamma di don Danilo.
la parrocchia tutta porge le condoglianze alla famiglia.

I funerali si svolgeranno martedì 8 gennaio alle ore 10 nella Parrocchia di San Giovanni Evangelista, a Mestre in via Rielta 37a.

La rivelazione è dono gratuito?

Scritto il 6 Gennaio 2019 08:33 da Plinio Borghi

La rivelazione è dono gratuito? Non sempre e non certo in via ordinaria. Sotto il profilo tecnico, ad esempio, è quasi totalmente frutto di lunga e laboriosa ricerca, dove il “quasi” sta ad indicare il margine di sorpresa che si potrebbe avere nel percorso. Se invece la guardiamo dal punto di vista artistico, la gratuità potrebbe costituirne la gran parte, anche se poi occorre un lavoro a monte per farla emergere e un occhio esperto per notarla: “Non l’avrei mai creduto, ma quel ragazzo è stato proprio una rivelazione!”. Sul piano religioso la Rivelazione presiede a tutte le sacre scritture, anche qui è senz’altro un dono, ma raramente gratuito, come potrebbe dirsi per i pastori avvertiti dall’angelo della nascita del Salvatore o com’è stato per San Paolo, folgorato sulla via di Damasco; per gli altri, di norma, è il frutto di una predisposizione, di un’educazione, ma soprattutto di una ricerca, tanto più fruttuosa quanto più è onesta, puntuale, minuziosa e costante. Ne sono esempio i Magi, che oggi sono i veri protagonisti di quella che è stata la manifestazione più importante dell’arrivo del Messia. In questo periodo la liturgia mette in sequenza le tre manifestazioni più eclatanti: l’Epifania, appunto, il Battesimo (domenica prossima), dove i protagonisti saranno Giovanni Battista e nientemeno che la Trinità stessa, e le nozze di Cana, quando sarà Maria ancora una volta la vera protagonista. Tornando ai Magi, che più si avvicinano alla nostra condizione, crediamo che la loro storia si riduca “semplicemente” ad aver seguito una stella? Proviamo ad immaginare quanto studio biblico (e non appartenevano certamente al popolo eletto), astronomico, storico e tecnico ci sia stato alle spalle prima di giungere a talune conclusioni. E quanta passione! Tale da spingerli a mettersi in moto al momento giusto per affrontare un viaggio nient’affatto tranquillo per quei tempi e per di più recando seco beni piuttosto preziosi. Sono stati premiati con la manifestazione in anteprima, che per loro è stata anche una rivelazione sulla validità dei loro studi. E noi? Noi abbiamo la fortuna di aver ereditato la Rivelazione sul piano religioso, ma ciò non ci esime dal continuare nella ricerca e nell’approfondimento (una seria catechesi in primis), se non vogliamo vanificare il regalo che ci è stato fatto e se è nostra convinzione godere anche noi della reale manifestazione del Cristo, che sarà quando tornerà trionfante sulle nubi per il giudizio finale.

Lettera aperta del 6 gennaio 2019

Scritto il 4 Gennaio 2019 02:03 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 6/1/2019. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Grazie Presidente!

Scritto il 4 Gennaio 2019 01:23 da Don Gianni Antoniazzi

Il Capo dello Stato Mattarella suggerisce di togliere le “tasse sulla bontà” ed elogia il lavoro del volontariato che supplisce alle lacune del settore pubblico. Salvini & Di Maio applaudono, ma non si capisce perché.

Nel saluto di fine anno alla Nazione, il Presidente Sergio Mattarella ha ringraziato le “realtà del Terzo Settore e del no-profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà”. Ha aggiunto: “Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle Istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto. Anche per questo vanno evitate tasse sulla bontà”.

Le affermazioni del Presidente smentiscono in modo diretto le decisioni del Senato e del Parlamento sul Terzo Settore. Infatti, nella legge di bilancio 2019, già promulgata, viene raddoppiata l’Ires (imposta sul reddito delle società) per gli enti no-profit.

Non si capisce dunque come possano esultare i due vicepremier per l’affermazione del Presidente. Delle due l’una: o sono io una rapa che non capisce il linguaggio moderno, e chiedo scusa ai lettori, o ci troviamo nella pericolosa situazione di politici limitati che non riconoscono i dati più elementari della realtà.

don Gianni

Guardare alla Santa Famiglia

Scritto il 30 Dicembre 2018 08:06 da Plinio Borghi

Guardare alla Santa Famiglia oggi come oggi sembra quasi un paradosso. Da un lato sono tali e tanti i fattori che hanno concorso a modificare il concetto di famiglia che riesce difficile fare paragoni con passati così remoti; d’altro canto “santa” è percepito in modo così distorto da ritenere più vicini Marte e Terra che una famiglia delle nostre a simile definizione. Fosse una questione di lana caprina, si potrebbe sorvolare, ma il guaio è che sganciarsi da un riferimento che non è affatto irraggiungibile porta a essere ondivaghi o addirittura ad assumere modelli negativi, nella convinzione che siano rimasti gli unici accessibili. Il livello di guardia, allora, si abbassa alquanto e i continui fenomeni diseducanti ai quali assistiamo sono il risultato di questo processo. Per rimuovere alibi di comodo diciamo intanto che la santità è alla portata di chiunque: basta vivere il proprio tempo in maniera positiva, concreta, corretta, coraggiosa se non eroica e l’obiettivo è raggiunto. In buona sostanza non vale essere passivi e rinunciatari: il ruolo di genitore va esercitato in modo deciso e autorevole; il figlio s’impegni a crescere per diventare autonomo, non contro qualcuno, ma per costruire un avvenire sempre nuovo e diverso; altrimenti avremo genitori debosciati e figli destinati a diventarlo. Crediamo forse che Gesù, Giuseppe e Maria vivessero in un mondo di fate e ippogrifi? Hanno avuto pur essi delle belle gatte da pelare, prima per accettare una situazione fuori dalle righe e poi per gestirla. Non risulta che Gesù da piccolo non sia stato anche un po’ discolo (basti vedere dal vangelo di oggi lo scherzetto che ha giocato ai genitori) e che Giuseppe e Maria non abbiano esercitato la loro autorità su di lui, pur sapendo chi era: sennò perché sarebbero stati chiamati in causa? Nella sua infinita sapienza, Dio non poteva trovare altre vie per la salvezza? Furono genitori protettivi e attenti fino in fondo, dalla fuga in Egitto per scampare all’eccidio di Erode alla vita in famiglia per insegnare al figlio il mestiere. E anche dopo, iniziata la predicazione, Maria è stata un riferimento per il Maestro e ha seguito il figlio nelle sue performance, tanto che durante un discorso, lo interruppero dicendo che madre e fratelli lo stavano cercando. Certo, anche Maria non poteva aver capito tutta la portata del progetto divino, ma, come riporta Luca nei due brani di oggi e di capodanno, ha saputo essere mamma perfettamente imitabile “serbando tutte queste cose nel suo cuore”, ma senza rinunciare alla sua autorevolezza. Imitate gente, imitate. (Auguri di un buon 2019)

Lettera aperta del 30 dicembre 2018

Scritto il 28 Dicembre 2018 09:43 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 30/12/2018. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Fine anno, tempo di bilanci

Scritto il 28 Dicembre 2018 09:27 da Don Gianni Antoniazzi

In questi giorni è giusto concentrare l’attenzione sul tempo trascorso, dono di Dio. Accompagnati dalla luce della fede si tratta di capire dove ci siano stati segni di gioia e dove, invece, tante fragilità

Quasi per sfida, mi hanno chiesto di raccontare quali motivi di sconforto e quali soddisfazioni abbia avuto negli ultimi tempi. Qualcuno penserà a vicende scontate: la delusione di un monastero ancora abbandonato e il piacere di un patronato che fiorisce.

Non sono riflessioni sbagliate, ma prima c’è altro. Per esempio: pesa il continuo esodo di tanti che, ultimato il cammino dei Sacramenti, lasciano la comunità cristiana. Pesa la rabbia ormai entrata anche nelle vene della nostra amata Chiesa: porta con sé una povertà stabile. Dispiace essere stati solo spettatori di fronte ad alcune fatiche, ripetendo soluzioni del passato ormai sterili pur di non rischiare strade nuove. È, invece, un sollievo capire che nonostante questa aridità, il Signore sta al timone della barca, con la promessa di una pesca abbondante. C’è soddisfazione per alcune famiglie piene di entusiasmo. È splendido incontrare lo sguardo festoso dei piccoli e dei ragazzi cresciuti in fretta. E nonostante la vita di coppia sembri una proposta tramontata stupisce che 22 giovani siano già iscritti al corso fidanzati. Questi segni danno speranza, come piante fresche, in un bosco abbattuto dal vento gelido.

don Gianni

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