Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Lettera aperta dell’11 dicembre 2022

Inserito il 7 Dicembre 2022 alle ore 19:04 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta dell’11/12/2022. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Lettera aperta e altre informazioni sulla parrocchia possono essere consultate anche tramite il nostro bot Telegram ufficiale:
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Ricordiamo che in coda al foglio vengono pubblicate le pagine dedicate alla parrocchia della Santissima Trinità di via Terraglio 74/C (Mestre – VE) guidata da mons. Fabio Longoni.

La sorprendente fantasia di Dio

Inserito il 7 Dicembre 2022 alle ore 18:39 da Don Gianni Antoniazzi

Il Natale non è una celebrazione del passato che ripetiamo per fedeltà alla tradizione. È una spinta verso il futuro. Come un bambino rinvigorisce la famiglia, la nascita di Gesù rende fresco il nostro pensiero.

L’Avvento mostra un Dio pieno di fantasia, tutto proteso al cambiamento.

Pensiamoci: dapprima l’angelo Gabriele si rivolge ad un uomo, il sacerdote Zaccaria, nel tempio di Gerusalemme. Lo chiama a diventare papà di Giovanni Battista. Questa proposta corrispondeva al suo desiderio eppure Zaccaria non ci credeva fino in fondo e, a causa dei dubbi, resta muto per mesi.

Poco dopo Dio si rivolge col suo arcangelo a una ragazza. Era sconveniente dialogare con le donne, farlo con una ragazza “acerba” era inammissibile. Andare a Nazaret, paesello insignificante dei monti, era irrazionale. L’ultima volta in cui Dio si era rivolto a una donna, era stato nell’Antico Testamento per rimproverare Sara, moglie di Abramo.

Nel Natale esplode la fantasia del Padre che studia tutte le soluzioni. Non c’è niente da fare: la storia cambia, o meglio, si sviluppa e si completa.

Di fronte a questi fatti si coglie l’incredibile giovinezza del Padre. Che senso ha rimanere dunque ancorati a piccole tradizioni provinciali? Se una persona non apre la mente non incontra la nascita di Cristo. Ci aspettiamo un’azione, un fatto, un incontro… e Dio si fa vivo in altro modo.

Il Natale domanda di rinunciare a una fede sclerotica e a una mentalità univoca, tanto più triste quanto più schiacciata da una presunta devozione. Non ci siamo: il Vangelo propone “fede, carità e speranza” più plastiche, una vita che cammina con fantasia piena.

don Gianni

Lettera aperta del 4 dicembre 2022

Inserito il 30 Novembre 2022 alle ore 19:31 da Redazione Carpinetum

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Immacolata: abituarsi a tutto?

Inserito il 30 Novembre 2022 alle ore 18:50 da Don Gianni Antoniazzi

Giovedì 8 dicembre, la Chiesa celebra l’Immacolata. Per la società civile ci sarà un ponte di quattro giorni. Molti ne profitteranno per realizzare il sogno di un breve riposo. Conserviamo il cammino di fede

Mentre ci prepariamo al Natale la Chiesa propone la festa dell’Immacolata. La solennità è stata proposta di recente, nel 1854, ma raccoglie la tradizione dei secoli precedenti.

Nel libro di Genesi Dio mette in guardia Caino: “il male sta accovacciato alla porta” (Gen 4,7). È un’immagine simbolica per dire che dovremo sempre misurarci con la fragilità. Quando però Dio ci riempie di grazia, il male resta fuori e l’esistenza diventa bella.

Noi chiamiamo Maria “Immacolata” ma sarebbe meglio usare le parole dell’angelo: “piena di grazia”. Così capiamo che oggi non si celebra la bravura di una donna ma il miracolo di Dio, capace di sottrarre una persona alla morsa del peccato: per questo la vita di Maria è stata un incanto.

Vale per ogni battezzato, abbracciato dal Signore. Il malvagio resta sempre “alla porta”, qualche volta può vincere, ma Dio ci rialza. Non bisogna aver la pretesa di essere puri ma purificati, non innocenti ma riconciliati. È importante custodire il sogno di una vita buona, senza abituarsi alle brutture.

Purtroppo, l’8 dicembre di quest’anno ci porterà lontano, per i legittimi giorni di riposo. Pazienza: chi resta a Carpenedo prega per tutti. A chi si sposta ricordiamo se possibile l’appuntamento della fede.

don Gianni

Un ringraziamento a Plinio Borghi

Inserito il 27 Novembre 2022 alle ore 10:00 da Don Gianni Antoniazzi

Da lettera aperta del 27 novembre 2022

Come annunciato la scorsa settimana, Plinio Borghi ha concluso il servizio di scrivere il suo articolo settimanale. Lo spazio a lui riservato sarà destinato alla rubrica “Famiglie in diretta”.

Desidero ringraziarlo. Il suo lavoro stabile su questo foglio è cominciato con don Armando, 20 e più anni fa. Da allora ha sempre dato ogni settimana un contributo a commento delle letture della domenica. Il suo sforzo era quello di attualizzarlo.

Al pellegrinaggio della Salute, il patriarca Francesco ha detto così: “Parlare non è facile, a meno che non si usi il vocabolario del politicamente corretto. Il silenzio può essere scomodo o comodo. Non parlare, spesso, è una tentazione per non esporci (chi me lo fa fare?) e questo silenzio talora lo giustifichiamo come riservatezza o rispetto dell’altro mentre, invece, è paura o scelta di non mettersi in gioco!

Bene: Plinio si è messo in gioco. Lo ha fatto ogni santa domenica che Dio ha mandato su questa terra. La sua penna era curata. Anche se le sue idee non erano sempre in sintonia con le mie, ha portato a termine con grande vigore il suo dovere. Le differenze di vedute sono state una ricchezza, non una fatica.

C’è stato un periodo in cui lettera aperta era letta soprattutto per gli articoli di Plinio Borghi. Così mi è stato riferito da molti. È giusto dunque che questo foglio gli renda merito e lo ringrazi per aver accompagnato con grande professionalità e dedizione questo strumento di dialogo.

E poi c’è anche la questione delle correzioni. Plinio non solo ha composto il suo riquadro ma ha anche dato una mano a limare questo settimanale e L’incontro. Dio sa quante volte ha tolto svarioni, ha addolcito gli eccessi, ha proposto verbi e sostantivi più equilibrati. Un servizio che continuerà a fare a lungo, almeno glielo auguriamo.

Da ultimo non possiamo dimenticare che i contributi di Plinio su questo settimanale sono stati anche pubblicati con alcuni libri che l’editrice Carpinetum ha contribuito a stampare. Anch’essi rappresentano un passaggio forte nella vita della nostra comunità. Quei testi rimangono come un segno che ricorda a molti l’importanza di partecipare in prima persona alle vicende della parrocchia per edificarla insieme nella famiglia del Vangelo.

don Gianni

Lettera aperta del 27 novembre 2022

Inserito il 23 Novembre 2022 alle ore 18:40 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 27/11/2022. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

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Avvento: riprendiamoci il Natale

Inserito il 23 Novembre 2022 alle ore 18:10 da Don Gianni Antoniazzi

Le strutture commerciali stanno rubando ai cristiani la festa del 25 dicembre. Da appuntamento di fede sta diventando un pretesto commerciale. È necessario riappropriarci di quanto ci appartiene.

Già da tempo le TV, le Radio e gli altri media sono entrati nel clima natalizio. Le pubblicità sono marcate. Un esempio per tutti: avevo un appuntamento in video-conferenza con Google Meet, uno fra i tanti strumenti a disposizione. Prima di accedere arriva il suggerimento di impostare uno sfondo automatico e viene suggerito quello natalizio, fatto di renne, gnomi, case sui funghi, e bosco innevato. Ecco: il nostro Santo Natale sta finendo per diventare una calda stringa di melodie mielose e di dolci ambienti creati per folclore. Il festeggiato, cioè Gesù, è del tutto scalzato.

Serve ritornare alla fede. Per esempio: riprenderci Babbo Natale.
Basta spiegare ai bambini chi sia davvero questa figura. Si tratta di Santa Claus, nome storpiato in America per indicare il nostro San Nicola. Di lui si festeggia la memoria il 6 dicembre. La sua salma è custodita a Bari ma è venerato (oltre modo!) soprattutto in oriente. Nicola è nato a Patara, in Asia minore, lontano dai poli e dalle renne. Diventò celebre nella santità portando di nascosto doni in denaro a giovani ragazze prive di dote. In questo modo le fanciulle poterono sposarsi. Il santo divenne così emblema della protezione dei poveri, soprattutto più piccoli.
Fino a 40 anni fa, specialmente nel Veneto, i doni erano legati a lui e Santa Lucia. Poi, per ragioni commerciali, la tradizione fu spostata al 25 dicembre e il nome divenne laico: Babbo Natale.

Se noi adulti spiegassimo questi fatti ai bambini, i nostri figli potrebbero trovare un riferimento di fede che li indirizza a Cristo.

don Gianni

Un saluto e un ringraziamento

Inserito il 20 Novembre 2022 alle ore 10:05 da Plinio Borghi

Con oggi concludo la mia rubrica di meditazioni in libertà e il mio impegno di questo tipo con lettera aperta, che dura ormai da un ventennio.

Qualcuno sospirerà che era ora. Per me è stata un’esperienza insostituibile e ringrazio tutti i miei lettori per l’attenzione, le critiche e i suggerimenti che si sono premurati di farmi pervenire. Mi sentirei già pienamente soddisfatto se anche uno solo di loro, stimolato dalle mie meditazioni, si fosse avvicinato un po’ di più alle sacre scritture.

Un riconoscimento va pure ai tre parroci che si sono succeduti in questa avventura e mi hanno incoraggiato. Un ringraziamento sentito e particolare a tutti gli amici della redazione che non solo mi hanno affiancato, ma sono stati anche solerti nel trovare sempre lo spazio adatto per collocare le mie riflessioni. Con loro proseguirà comunque la consueta collaborazione operativa (non è una minaccia).

Vi porto tutti nel cuore e nelle preghiere.

Plinio Borghi

Venga il tuo regno, Signore

Inserito il 20 Novembre 2022 alle ore 10:00 da Plinio Borghi

Venga il tuo regno, Signore. Quante volte includiamo questo auspicio nelle nostre preghiere! Non penso sia da considerarla una mera formuletta, bensì un anelito vero e proprio, che poi è la sintesi di tutta l’azione salvifica del nostro Redentore. Non dimentichiamo che è la premessa dell’unica preghiera suggerita proprio da Gesù, per cui diventa obiettivo e mandato missionario ineludibile. In un vecchio foglietto della Messa di questo giorno, trovo al Salmo Responsoriale questa risposta: “Regna la pace dove regna il Signore”. Per la prima volta la chiusura dell’anno liturgico cade in un clima di guerra che ci angoscia in modo particolare e mi sembra giusto riprendere con convinzione quest’affermazione: dove non c’è pace si estromette l’ipotesi che ci sia spazio per la realizzazione del Regno. Sappiamo che nulla giustifica il ricorso alla guerra, ma che solo la nostra dabbenaggine umana pensa di farne strumento risolutivo delle controversie. Ebbene, oltre al resto, con essa vanifichiamo anche il processo universale di far sì che tutti i regni di questo mondo siano ricondotti all’unico Titolare di questo diritto: Gesù Cristo. Questa festa sia stimolo di ricerca della Pace vera, affinché non suoni finto dire che il nostro Salvatore è Re dell’Universo.

Lettera aperta del 20 novembre 2022

Inserito il 16 Novembre 2022 alle ore 18:07 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 20/11/2022. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

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