Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Lettera aperta del 23 giugno 2019

Scritto il 19 Giugno 2019 10:48 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 23/6/2019. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Gianpiero Giromella sacerdote

Scritto il 19 Giugno 2019 10:27 da Don Gianni Antoniazzi

Insieme a tre compagni di classe, sabato 22 viene ordinato uno dei nostri giovani. Ringraziamo il Signore! Domenica 23 alle ore 10:30 celebrerà la sua prima Messa qui a Carpenedo. Siamo invitati a partecipare

Gianpiero diventa prete ed è una festa che ci riguarda tutti.
Qualcuno immagina che ormai è giunta la prima generazione di gente atea. Certo, una crisi c’è, ma non è anzitutto sulla fede. La decadenza interessa i fatti umani, nel loro insieme: si fatica a prendere decisioni, a compromettersi in modo definitivo, a stringere rapporti pazienti e di fiducia completa.

L’ordinazione sacerdotale di Gianpiero dice però che anche in questo momento storico esistono segnali incoraggianti e giovani capaci di affrontare con coraggio l’avvenire. Per questo è prezioso sostenere questo nostro amico con tutto l’entusiasmo e la gioia di cui siamo capaci.

Invito chi legge a partecipare all’ordinazione sacerdotale. Sabato 22 andremo a Venezia. Prendiamo il tram alla fermata del Germoglio alle ore 8:17 e ci troviamo a San Marco alle 9:30. In Basilica speriamo di occupare uno spazio riservato così da essere accanto a Gianpiero come comunità e non solo come singoli.
Il giorno dopo, domenica 23, alle 10:30, ci sarà la sua prima Messa qui da noi. Domando a chi legge di non mancare.

don Gianni

Il mistero è svelato!

Scritto il 16 Giugno 2019 08:00 da Plinio Borghi

Il mistero è svelato! Ho scoperto che cos’è la Trinità. Chissà quanti ci hanno provato, da fior fior di teologi a manipoli di scettici! I primi elaborando le più disparate teorie e finendo per incrementare ancor più l’alone di un mistero a dir loro impenetrabile, se non con gli occhi della fede; i secondi riducendola a fotocopia di altre realtà politeiste, come ad esempio l’induismo, glissando sul fatto che nessuna di queste riconduce i vari dei a un’unica Entità. Anzi, si scordano che in queste religioni i vari protagonisti hanno ruoli e compiti diversi, spesso in contrasto fra di loro, fino al punto di farsi concorrenza o combattersi a vicenda. Nel nostro caso, invece, vigono un’armonia e un’unicità d’intenti invidiabile, pur se ogni Persona è identificata in modo distinto dalle altre, con funzioni che non si possono contrapporre, poiché, insieme, costituiscono un unico Dio. Semplice? No, detta così mica tanto, sennò che ci starebbero a fare tutti quei soloni a elucubrare teorie e approfondimenti? Nel vangelo di oggi anche Gesù ammette che avrebbe ancora tante cose da dire agli apostoli, ma che non sarebbero stati in grado di portarne il peso. Tuttavia, apre uno spiraglio di prospettiva: lo Spirito di verità provvederà a trasferirle e ad introdurli verso la verità intera. Domenica scorsa questo abbiamo celebrato e rivissuto e oggi finalmente uno dei più grandi misteri è svelato: la Trinità è una fonte, o meglio, la Fonte di ciò che di più grande possa muovere il mondo e cioè dell’Amore. Tutto ciò che esiste discende da un atto d’amore, a cominciare da Dio stesso, che per amore si esprime nel fenomeno trinitario e a finire con tutta la creazione e il suo futuro epilogo. In mezzo ci sta quel popò di progetto di salvezza ideato dal Padre, realizzato dal Figlio e del quale lo Spirito Santo è portatore. Da notare che il nostro Maestro specifica che lo Spirito non parlerà di sé, ma “prenderà del mio e ve lo annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio…”: mirabile armonia, come dicevo. La realtà umana che si avvicina di più a questo concetto è proprio la famiglia: due persone che diventano una sola carne, pur mantenendo distinte le proprie caratteristiche, e, per effetto dell’amore, generano tutto il resto, in primis i figli. “Beh – dice – hai scoperto l’acqua calda? Si sapeva già che la Trinità era la Fonte dell’Amore”. Può darsi, ma io è da una vita che, anno dopo anno, affronto questa ricerca e per me ogni volta è una scoperta sorprendente.

Lettera aperta del 16 giugno 2019

Scritto il 14 Giugno 2019 09:29 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 16/6/2019. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Programma della Sagra

Scritto il 14 Giugno 2019 08:51 da Redazione Carpinetum

Chi lo desidera può consultare anche online tutte le informazioni, compreso il programma, dell’edizione 2019 della Sagra di Carpenedo.

Torniamo a far festa

Scritto il 14 Giugno 2019 08:49 da Don Gianni Antoniazzi

Da mercoledì 19 a lunedì 24 giugno ci sarà la sagra in parrocchia. Invitiamo a partecipare i parrocchiani e i cittadini con amici e parenti. È una bella occasione per ritrovarsi e conoscersi: vi aspettiamo numerosi

Il calendario dei prossimi giorni ci offre due appuntamenti ugualmente preziosi, anche se di natura diversa. Mercoledì 19 giugno inizierà la sagra e sabato 22 giugno è in programma l’ordinazione sacerdotale di don Gianpiero Giromella, che celebrerà qui la sua prima Messa il giorno dopo, domenica 23, alle 10:30.

Qui è necessario spendere due righe sul primo appuntamento, mentre è meglio lasciare spazio al secondo la settimana prossima.

La sagra, vista solo come occasione per mangiare e giocare, sarebbe un appuntamento senza grande valore. Ci sono ben altre situazioni in cui lo si può fare anche con più divertimento. L’obiettivo della sagra non sta nel livello culinario o ludico. C’è ben di più: la speranza di riuscire a costruire fra noi quei legami umani che possono sostenere un territorio, renderlo più vivo e familiare, a rinsaldare i nostri vincoli di fraternità.

La sagra diventa un’occasione quasi sacra. Chi fa da mangiare non sta cucinando della carne, ma sta servendo al bene del territorio e sta edificando per il Signore una comunità ricca. Chi organizza giochi o manifestazioni non fa il giullare per i piccoli e i giovani, ma cerca di insegnare che la letizia è la carta vincente per condurre il grande gioco della vita.

Grazie, dunque, ai volontari che tanto fanno per Carpenedo. Grazie a chi verrà alla sagra. Grazie a chi porta gente e ci sostiene anche con un’offerta, che sarà devoluta per le spese del patronato.

L’appuntamento è per tutte le sere a partire dalle 18.30. Portate pazienza per eventuali intoppi: sono cambiati tutti gli spazi e ci vorrà un tempo di rodaggio per ingranare al meglio.

don Gianni

“Sacrum septenarium”

Scritto il 9 Giugno 2019 10:00 da Plinio Borghi

“Sacrum septenarium” non è qualcosa di misterioso o di esoterico: sono le parole in latino incluse nella sequenza che ancor oggi recitiamo, in italiano, nella Messa di Pentecoste e che indicano nel complesso i sette doni di cui è portatore lo Spirito Santo. È da quando eravamo bimbi che ce li sentiamo ripetere col catechismo e che in buona sostanza sono a fondamento di una corretta formazione della persona e pure della società stessa: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio. A ben osservarli, fatta eccezione per l’ultimo, andrebbero bene in qualsiasi situazione, riguardi essa un credente ovvero un non credente, una società cristiana ovvero impostata su una religione diversa o financo materialista. Sostenere che uno solo di questi possa essere nocivo o solamente insignificante per dare completezza alla crescita dell’uomo sarebbe una menzogna bella e buona e detta con la consapevolezza che tale si configurerebbe. Di più. Pensare che anche l’assenza di uno solo di essi non inciderebbe negativamente è pure mistificante. Ora, se li applichiamo a ogni ruolo, di studio o di lavoro, di governo o esecutivo, di dirigenza o subalterno, di genitore o di figlio, di laico o religioso e poi li eleviamo all’ennesima potenza, a seconda delle capacità di ciascuno, quali splendide persone e quali armoniose società otterremmo! Purtroppo l’umana fragilità rende imperfette tutte le cose, al punto da non coltivarle adeguatamente o addirittura da inaridirle e qui subentra l’azione efficace dello Spirito Santo, che tutti abbiamo ricevuto al momento della nostra creazione, che ne siamo o meno convinti. Egli aiuta nella comprensione e nel discernimento, senza invasione o costrizione, nel pieno rispetto della libertà dell’uomo. Per questo il suo intervento va sollecitato e invocato e prende forma attraverso i Sacramenti. Per questo il “timor di Dio”, che è sinonimo di “fede”, diventa il dono vero e proprio che eleva tutti gli altri, li aggancia, li motiva e li proietta nella comunione con Dio stesso, quindi timore non nel senso di paura, bensì di amore e rispetto del Creatore, del quale siamo frutto. Ne deriva un compito molto importante per gli educatori cattolici: trasmettere questi principi di fede e tenerli vivi nelle generazioni che avanzano, dando costantemente l’esempio di come vanno vissuti, senza tradirli. Non è responsabilità da poco e oggi è l’occasione per invocare lo Spirito, affinché ci aiuti a mantenere la giusta tensione.

Lettera aperta del 9 giugno 2019

Scritto il 6 Giugno 2019 03:30 da Redazione Carpinetum

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Lo spirito fa giovani, il male invecchia

Scritto il 6 Giugno 2019 03:24 da Don Gianni Antoniazzi

Con questa domenica la festa di Pentecoste completa il periodo pasquale. Riceviamo
lo Spirito di Gesù che ci rende uomini vivi e giovani nel cuore, sempre aperti alla speranza

Vanno di moda le tecniche per curare il corpo e rallentare, se possibile, l’invecchiamento. Ci sarebbe una sana attività fisica, che tutti potremmo praticare in modo anche gratuito: basta una camminata veloce ogni giorno. C’è chi tenta le avventure della chirurgia o cede col fai da te agli inganni di farmaci strampalati.

Qualche giorno fa, papa Francesco, celebrando la Messa a Santa Marta, ha ricordato che soltanto lo Spirito di Gesù ci mantiene giovani, mentre il male ci invecchia rapidamente. Ha ragione da vendere. Il male e il peccato distruggono la nostra vitalità, ci rendono fragili, piccoli, solcati dal dolore. Chi vive nel male perde il valore del tempo. Lo Spirito invece è la vita stessa di Dio, è per noi leggerezza, serenità, forza ricca di senso. Altro che botulino. La chirurgia estetica che tanto ci aiuta in alcuni momenti delicati, in altre circostanze trasforma la persona in una maschera di plastica e rende, se possibile, ancor più marcato il segno del tempo.

Per una figura sempre vitale e giovanile il Vangelo dice di non affidarsi al bisturi ma di rinnovare il cuore e i pensieri aprendoci all’azione della Pentecoste. Anche il fisico ne avrà da guadagnare, immensamente.

don Gianni

Il senso di languore e di vuoto…

Scritto il 2 Giugno 2019 08:00 da Plinio Borghi

Il senso di languore e di vuoto che ti prende quando cessa un rapporto con una persona che ti piace, con la quale stavi bene assieme, è qualcosa di struggente. Anche ammesso che i motivi del distacco siano i più plausibili, che tu comprenda che non si poteva fare diversamente, che ti prometta che in ogni caso non ti dimenticherà, che sarai sempre nei suoi pensieri, lo struggimento avrà il sopravvento, specie se è stato bello ed è un peccato che sia finito così presto. L’autoconsolazione ti porta a pensare che in fin dei conti sei stato fortunato, che ti devi accontentare di averlo vissuto, che l’aver avuto a che fare con una figura così coinvolgente ti ha arricchito, al punto da darti una carica da trasmettere anche agli altri. Tuttavia, il risultato non cambia: ai sentimenti e alle sensazioni non si comanda. E così lo stato d’animo ti porta a ripercorrere i momenti più stimolanti, le perplessità miste a gioia del primo incontro, la voglia immediata di approfondire la conoscenza, l’emozione di sentirsi chiamare per nome, l’orgoglio di essere protagonista privilegiato; anche le tirate d’orecchi quando non ti adeguavi al suo modo di vedere le cose ora diventano prove d’amore. Senti ancora la sua forza d’animo, la spinta che ti imprimeva, le prospettive di vita che ti dava. È vero, talvolta faceva discorsi strani, incomprensibili, come l’ultima volta che ha garantito di esserci sempre anche quando la sottrazione alla vista sarebbe stata messa in atto, ma non ti prendeva mai il disagio: ti dava invece tanta sicurezza. Ha anche detto che la partenza era inevitabile, ma che ci sarebbe stato un ritorno. Lo dicono tutti e poi non li vedi più, ma stavolta mi sa che la promessa non sia peregrina: una persona così speciale non può tirare scherzi. Rimane solo da capire come, ma ha assicurato che in qualche modo ci renderà edotti… Presumo che gli apostoli si siano abbandonati a queste elucubrazioni quando l’angelo li ha colti con lo sguardo perso nel vuoto, mentre Gesù era appena sparito dai loro occhi. Anche quell’emissario speciale, peraltro, ha ripetuto il medesimo concetto del ritorno, modalità incluse: “Come l’avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà”. A questo punto le cose son due: o rannicchiarsi nella tristezza o crederci, convinti, e reagire con gioia. Il vangelo di oggi ci racconta che tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. Ci conviene fare altrettanto, in attesa di una Pentecoste illuminante.

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