Inserito il 25 Marzo 2022 alle ore 08:15 da Redazione Carpinetum
Da questa domenica si passa all’ora legale. L’orologio va portato avanti di 60 minuti. Si perde un’ora di sonno. È come se, con l’orario attuale, le Messe cominciassero un’ora prima. Teniamone conto.
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Inserito il 24 Marzo 2022 alle ore 15:54 da Redazione Carpinetum
Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 27/3/2022. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.
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Inserito il 24 Marzo 2022 alle ore 15:47 da Don Gianni Antoniazzi
La Quaresima è un cammino di servizio a Cristo e ai fratelli. È una strada di preghiera, di digiuno e di carità. C’è però anche la bellezza del perdono fraterno dato e ricevuto come un dono dal Padre.
Il Cristianesimo è l’unica “religione” (leggi fede!) che chiede di “uscire” dalla religione, per essere a servizio dell’umanità. Come diceva il vangelo di domenica scorsa: siamo “alberi di fico”, piantato nella vigna perché la fecondità della Pasqua riempia di frutti tutta la vigna.
Così il Cristianesimo si distingue da ogni religione per la capacità di uscire da sé stessi e andare verso gli altri. La grande sfida è trovare l’accordo coi fratelli. Per questo il Cristianesimo è un vero umanesimo (nel senso non laicista): realizza per intero l’uomo (“Ecce Homo”, diceva Giovanni); ecco l’uomo: colui che ama gli altri, offrendo la vita.
La grande conversione viene dalla rabbia del Venerdì Santo che ci rende nemici, alla Riconciliazione della Pasqua che ci trasforma in fratelli.
Di natura siamo anzitutto animali. Se vogliamo diventare compiutamente umani dobbiamo dominare le forze dell’istinto. Ci abitano libido e pulsioni: la rabbia ci aliena e ci toglie libertà. È dunque prezioso porre segni di riconciliazione concreti. Non teorici. Non vaghi. è per questo che invitiamo i giovani e gli adulti ad aderire alla grande occasione della Riconciliazione che si terrà in questi giorni: per i giovani il 29 marzo alle 20:30. Per gli adulti il 6 aprile alle 20:45.
Per la Quaresima noi pensiamo ai sacrifici: niente burro a tavola o nutella sul pane, ma è la libertà dalle passioni a darci la postura di uomini e donne liberati.
don Gianni
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Inserito il 20 Marzo 2022 alle ore 10:00 da Plinio Borghi
Il metro della produttività è sempre stato quello più usato in campo lavorativo ed economico. Mi ricordo ancora come, agli albori dei primi movimenti sindacali, i licenziamenti andassero alla grande soltanto su tale base e come noi, dipendenti pubblici, fossimo considerati più parassiti che produttori di servizi, come tanto tempo dopo fummo classificati, tant’è vero che anche gli emolumenti risentivano molto di tale valutazione. Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma, pur essendo usato con meno disinvoltura e pretestuosità di allora, il metro è rimasto pressoché lo stesso, anzi, possiamo dire che ha trovato motivi di estensione anche in altri campi, quali il volontariato e l’istruzione, per citarne un paio, non disdegnando settori come la religione e la cultura. Naturalmente i criteri sono diversificati e per certi versi la produttività non va intesa come fine, bensì come mezzo, ma la sostanza non cambia. Altrimenti quale altro significato attribuire alla parabola del fico infruttifero riportato nel vangelo di oggi? Quella pianta occupava uno spazio improprio nella vigna ed erano tre anni che non faceva il suo dovere: il padrone era ai limiti della pazienza e lo voleva sradicare tout court, se non fosse stato per l’intercessione del vignaiuolo. È chiaro che nemmeno nella vigna del Signore è lecito vivacchiare e fare i parassiti, com’è evidente che anche l’infinita misericordia di Dio ha dei limiti (scusate l’ossimoro), determinati appunto dal nostro impegno e dal risultato, che non sta sulle parole ma nei fatti. Lo premette anche Gesù all’inizio del brano di cui stiamo parlando, quando qualcuno si lagnava con lui perché Pilato mescolava il sangue dei galilei con quello dei loro sacrifici: “Loro non erano più peccatori di voi e, se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”. Torna il discorso della conversione, che, in definitiva, vuol dire “fare frutto”, mettere cioè in pratica in modo pieno e concreto il ruolo che siamo chiamati a ricoprire come seguaci di quel Cristo che si è messo totalmente in gioco per noi. La voce del Padre nella nube sul Tabor di domenica scorsa concludeva con un ordine: “Ascoltatelo!”, che non va inteso come un passivo “statelo a sentire”, ma “seguitelo!”, calcatene le orme. La Quaresima è un momento favorevole per fare il punto e la verifica. Qualora ci accorgessimo di essere fichi poco produttivi, una bella zappata attorno alle radici e una bella concimata possono rigenerarci. Attenzione, il licenziamento in tronco è sempre alle porte.
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Inserito il 17 Marzo 2022 alle ore 09:00 da Redazione Carpinetum
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Ricordiamo che in coda al foglio vengono pubblicate le pagine dedicate alla parrocchia della Santissima Trinità di via Terraglio 74/C (Mestre – VE) guidata da mons. Fabio Longoni.
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Inserito il 17 Marzo 2022 alle ore 08:43 da Don Gianni Antoniazzi
C’è da accogliere chi scappa dalla guerra in Ucraina e si sta parlando di eventuali 28 euro al giorno per risarcire le spese di chi si convenziona con le prefetture. Qualcuno pensa già che sia un tesoretto da spartire
Parrocchia, Fondazione Carpinetum e Associazione il Prossimo hanno realizzato un primo nucleo ove accogliere chi scappa dalla guerra in Ucraina. Si tratta in genere di mamme con bambini. Molte famiglie si stanno rendendo disponibili per un’accoglienza diffusa (al momento i numeri non sono stratosferici).
Qualcuno già ipotizza che tutto questo sia accompagnato da una cifra di 28 euro al giorno per persona. In internet e in alcuni giornali (La Verità) si calcolano gli affari che potrebbero contrarre coloro che si convenzionano con le prefetture, entrano nella rete Cas e godono del risarcimento spese.
Ebbene ci teniamo a dire che le attività svolte da parte nostra non rientrano in alcun modo in questo orizzonte: non chiediamo né percepiamo alcun contributo, né in passato l’abbiamo mai avuto. Non disprezziamo affatto chi prende questi soldini. Anzi: riteniamo che sia una lodevole iniziativa del Governo incoraggiare anche con questo strumento l’accoglienza.
Da parte nostra, però, non siamo in grado di gestire le dinamiche che ruotano attorno a questioni economiche. Spieghiamo. Ciò che viene fatto nel contesto della carità genera vita e crea pace. Se una persona capisce di essere accolta gratuitamente fa il possibile per rialzarsi; l’affetto ricevuto la rigenera; intuisce che intorno ci sono fratelli e trova speranza per l’avvenire.
Quando invece di mezzo ci sono soldi cambiano le leve e noi non siamo ancora capaci di manovrarle… nel senso che mai vorremmo dare l’impressione ai nostri amici dell’Ucraina di essere “usati” per secondi fini. Non vogliamo in alcun modo che sia inquinato lo scopo di quest’opera.
Siamo certi che se l’ambiente resta quello della carità evangelica la vita e l’energia non mancheranno mai. Abbiamo toccato con mano che, se entrano in campo altre logiche, nessuno è mai soddisfatto e non c’è forza a sufficienza per annunciare il Vangelo.
don Gianni
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Inserito il 13 Marzo 2022 alle ore 10:01 da Plinio Borghi
Il Tabor è sempre suggestivo e chi ha avuto modo di andare in Terra Santa e di avventurarvisi non può che darne atto. In realtà, più che di un monte si tratta di un cocuzzolo solitario che si erge su di un terreno piuttosto ondulato. Forse è per questo che nei vangeli neppure lo si chiama per nome, ma lo si cita solo come monte: più di quello non c’è, la strada è abbastanza impressionante e a mano a mano che ci si alza il panorama si amplia tanto da farti sembrare ancora più in alto. Sopra non serve più fantasticare su capanne o tende come fecero gli apostoli che Gesù ha scelto di portarsi appresso: il tempio è stato realizzato proprio per dare la sensazione di tre tende, la più grande al centro e ai lati quelle di Mosè ed Elia. Il giorno che ci sono andato era bel tempo, ma sono convinto che se un po’ di brezza avesse spinto una nuvola a coprire momentaneamente il sito non sarebbe stato difficile immaginare la voce del Padre nel ruolo di supporter del Figlio. Quando m’imbatto nel racconto, riportato da tre evangelisti su quattro, mi viene spontaneo pensare come mai il Maestro abbia voluto riservare questa bella esperienza solo a Pietro, Giacomo e Giovanni e perché si sia servito di una location siffatta, benché stimolante. Quando, scendendo, ha chiesto agli astanti di mantenere il segreto fino alla sua resurrezione dai morti, non è che nemmeno loro abbiano compreso di che cosa stesse parlando, per cui non fu una questione di riservatezza. Oggi sappiamo quel che ha voluto rivelarci e ce lo ricorda anche Paolo nella seconda lettura: pure il nostro corpo sarà un giorno trasfigurato come il suo. È insito altresì il rinnovo del patto che Dio ha fatto con Abramo e riportato nella prima lettura, cosa che succede attraverso il Battesimo nel quale abbiamo già vissuto una prima trasfigurazione, immersi appunto nella Grazia di figli. Circa la scelta del luogo va detto che non è una novità che per i messaggi più “impegnativi” Gesù si orienti quasi sempre in contesti la cui suggestività contribuisca a veicolare al meglio la qualità del contenuto. Qui mi piace pensare, contrariamente a quanti la snobbano, a una sorta di sostegno della ritualità come elemento connaturato alla liturgia, come ho avuto modo di esplicitare ancora, e ciò senza nulla togliere al valore della sostanza. Certo, non bisogna esagerare, il tutto deve essere equilibrato, ma curato nei particolari per un recepimento adeguato, cosicché ne guadagni anche la messa in pratica
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Inserito il 9 Marzo 2022 alle ore 17:05 da Redazione Carpinetum
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Inserito il 9 Marzo 2022 alle ore 16:46 da Don Gianni Antoniazzi
Lo strapotere, anche energetico, della Russia incute timore soprattutto all’Europa. L’Ucraina è più modesta, eppure reagisce a testa alta. La forza sta nell’essere vivi, non per forza ricchi di risorse
La bibbia ci trasmette il celebre episodio di Golia, eroe possente dei Filistei che, rivestito di armatura scintillante, di lancia e spada, si scontra in duello con Davide, pastore d’Israele, ragazzino di bell’aspetto e fulvo di capelli, armato di fionda e sassi, senza altre difese se non la fede e la rapidità nello slancio. Sappiamo l’esito: un solo colpo preciso, è bastato per mettere a terra il gigante.
La realtà che viviamo ha qualche cosa di analogo. Proprio in questi giorni avvertiamo l’oppressione di chi, come la Russia, detiene sopra di noi il potere dell’energia. Gas, benzina, gasolio ed energia elettrica sono alle stelle. Che fare? La lotta sembra del tutto impari e l’Italia pare votata alla sconfitta. Certo: se stiamo passivi sarà così. Ma il mercato è forte solo in apparenza. In realtà il potere economico ha i piedi d’argilla. A comandare siamo noi, se vogliamo.
Basta imparare a lasciare a casa l’auto e muoverci in bici, a spegnere le luci ovunque non servano, ad abbassare il riscaldamento di uno o due gradi e a indossare un maglione in più. Non solo possiamo farlo ma dobbiamo! Con la bici si può andare a Marghera, a Zelarino, a Favaro, in via Bissuola, anche in via Miranese (c’è il passaggio dalla Cipressina).
Chi compie questi piccoli gesti dà un colpo preciso ai giganti dell’energia. In un’economia sensibile come quella attuale, ridurre i consumi, anche solo del 5%, è un modo immediato per tagliare la testa a chi nutre la guerra.
Il Vangelo lo ricorda di continuo: serve essere fedeli nel poco per avere autorità su molto. Gesù guarda con speranza solo alle realtà piccole e vive: parla del granello di senape, degli uccelli del cielo, del seme gettato in terra. È la forza della fede in Cristo Risorto che continua a cambiare il mondo.
don Gianni
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Inserito il 6 Marzo 2022 alle ore 10:04 da Plinio Borghi
Gesù con smartphone e social: è una delle tante stranezze che la fantasia m’insinua. E allora lascio galoppare l’immaginazione figurandomi come, nell’ipotesi, si sarebbero potuti svolgere i fatti descritti nel Vangelo. Sicuramente non si sarebbe sottratto a qualche selfie, specie in occasione del battesimo o nel reclutare gli apostoli, ma non ne avrebbe abusato per tenere aggiornata la mamma sulle sue performance in tempo reale o per chattare mentre la gente anelava di ascoltare la sua parola. Forse in circostanze come quelle di oggi avrebbe tirato qualche tiro mancino al demonio, sempre che nel deserto avesse campo sufficiente. Sono convinto che non avrebbe disdegnato nemmeno l’uso dei social per raggiungere più gente possibile con i suoi messaggi, ma non avrebbe tediato con le interminabili e prolisse tiritere che i nostri ammalati di protagonismo ci propinano. Soprattutto non avrebbe mai fatto diventare virali i suoi miracoli infestando i siti di post come usano fare i soliti immaturi con le loro bravate. Questione di coerenza, visto che il più delle volte frenava anche gli stessi beneficiari dal raccontare. D’altronde, se così non fosse, l’impianto della pericope letta il mercoledì delle ceneri, che dovrebbe costituire il vademecum quaresimale, crollerebbe di contraddizioni, come quelle che ci caratterizzano quando ci comportiamo proprio all’opposto. “Non praticare la giustizia per essere ammirato, quando fai l’elemosina non suonare la tromba, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, se preghi non essere tronfio perché ti possano vedere, anzi fallo nel segreto della tua camera, e se digiuni non assumere un’aria disfatta, invece mostrati bello e profumato: l’unico che deve sapere come stanno le cose è il Padre tuo che è nei cieli e ti ricompenserà. Altrimenti avrai già avuto la tua ricompensa”. È chiaro che tutto ciò stride con l’ansia per i “follower” o i “like” che amiamo inseguire e perseguire con i sofisticati apparecchi che abbiamo in uso, fino a diventare ridicoli, specie se ci coinvolgono al punto da costituire un fine e non più un mezzo da attivare con moderazione. Il nostro Maestro, pur non essendo vissuto nell’era tecnologica, riesce con la sua Parola a fornire buone dritte anche per questo tempo in cui gli strumenti per “apparire” rischiano di compromettere la sostanza dell’essere. Ecco quindi uno spunto in più per impostare la Quaresima con un buon “digiuno”: ridimensionare il ricorso compulsivo a smartphone & C. e riqualificare la presenza sui social.
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