Inserito il 14 Marzo 2018 alle ore 19:31 da Don Gianni Antoniazzi
Da tempo desidero dedicare un grazie a due volontarie della parrocchia non più giovanissime. Hanno rovesciato l’idea secondo cui da vecchi si diventa inutili. E non sarebbero le uniche: anzi!
Tanti anziani prestano servizio: desidero ringraziarne due in particolare.
Malvina Chiozza Cecchinato, nata qui nel 1923. A 19 anni già insegnava verso Jesolo. In tempo di guerra, quando il ponte sul Piave era distrutto, ogni giorno, scesa dal treno, procedeva in barca sul fiume e, in bici, faceva 16 chilometri per andare al lavoro. Per più di 20 anni ha insegnato a Carpenedo. Fra le sue alunne c’era anche Milena Pavan, morta a 81 anni: lei stessa l’ha accompagnato alla sepoltura. Andata in pensione dopo 42 anni di servizio, ha accudito nipoti e figli di amici. Qualche anno fa, aperto il doposcuola, è tornata in trincea, nell’insegnamento ai bambini: apprezzata, competente, puntuale. Esemplare.
La seconda persona da ringraziare è Ernesta Bonso, nata a Trivignano nel ’27, ma da sempre con noi. Di professione infermiera è sempre attiva sotto tutti i punti di vista. Per decenni ha accudito i malati e ancora oggi ha un dinamismo che le consente di dare una mano agli altri. Di fede granitica, si è resa disponibile con una persona più giovane, a seguire un gruppo di catechismo. Non perde un colpo: indica il Signore e suscita affetto indiscusso fra i bambini.
Guardo con ammirazione queste persone capaci ancora di mettersi in gioco. Giovedì 15 marzo anche don Armando compie 89 anni. Mi chiedo se, al mio turno, avrò la capacità di fare altrettanto.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su La forza degli anziani
Inserito il 7 Marzo 2018 alle ore 20:07 da Don Gianni Antoniazzi
Concluse le elezioni del 4 marzo mi permetto alcune parole che prima sarebbero state fuori luogo. Non ritengo che il risultato elettorale sia stato del tutto funesto. Anzi: bisogna sottolineare il buono.
Ha vinto la democrazia: l’afflusso alle urne è stato alto, in Veneto quasi l’80%. Un traguardo mai raggiunto nella patria della democrazia, gli Stati Uniti. Il nostro Comune non è stato da meno, nonostante le lunghe code sopportate anche da molti anziani.
Il voto non è stato soltanto di pancia. Ci sono tutti i segni della riflessione. Per esempio: a livello nazionale Roma ha sostenuto i 5 stelle ma nel voto per la Regione Lazio ha dato 215.000 voti in più a Zingaretti (PD). Gli elettori non seguono abitudini passive ed emotive: riflettono e distinguono.
Una sana democrazia comporta cambiamenti. E ce ne sono stati. Piano a dire che questa è soltanto protesta. La Lega governa da anni. I 5 stelle sono passati dal “Vaffa Day” ai toni vellutati, rassicuranti e mai scomposti di giovani in cravatta aperti alla collaborazione. Certo: i cambiamenti spaventano anche me, che non avrei pensato a questo esito, tuttavia portano vita.
Il problema resta la legge elettorale che non dà vincitori. Dipende non da Dio, ma dagli uomini. Probabilmente ci saranno presto nuove elezioni. Intanto speriamo che dalle urla della propaganda, si passi presto al lavoro per questa povera Italia.
don Gianni
Inserito in Notizie parrocchiali | Commenti disabilitati su Il buono di queste elezioni
Inserito il 28 Febbraio 2018 alle ore 18:10 da Don Gianni Antoniazzi
Domenica scorsa, dopo le 11.00, è caduto il pilone sul Ponte della Libertà. In 30 minuti molti fra noi già conoscevano la situazione. L’informazione è sempre più veloce e personale, ma anche puerile e banale.
La notizia del pilone caduto a Venezia è arrivata sui cellulari in un attimo. Prima che radio e TV diffondessero l’evento molti, tramite foto e video, sapevano che il ponte era bloccato. Tutto grazie al passaparola sui social.
Siamo così catturati dai fatti di rilievo che resta poco spazio per osservare la vita ordinaria. Nel 1940 il sacerdote e teologo Romano Guardini si lamentava perché la cultura rivolgeva l’attenzione alle “opere” e trascurava l’essere vivente dell’uomo. In effetti quest’epoca porta a compimento i timori di Guardini. Disponiamo degli eventi mondiali: notiamo i fatti eccezionali e trascuriamo l’incessante evoluzione dell’esistenza.
Le macro-notizie prendono il sopravvento nello sport, nella scienza e nelle realtà sociali. Noi diventiamo incompetenti dell’uomo: non capiamo il momento favorevole per una decisione, non accettiamo un rimprovero saggio, abbiamo meno forze di concentrazione e di quiete, di raccoglimento e di rinnovamento interiore.
Come faremo a crescere nel nostro ambiente quotidiano, come potremo ricercare la sapienza del vivere se siamo continuamente bombardati dagli spot di cronaca? È urgente rispondere al “paradosso” di Guardini.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su Notizia veloce e vita lontana
Inserito il 21 Febbraio 2018 alle ore 18:11 da Don Gianni Antoniazzi
L’Istituto di ricerca Demos ha pubblicato l’indagine annuale sul rapporto fra italiani, istituzioni e politica. Alla crisi dei riferimenti democratici tradizionali corrisponde la richiesta di leadership carismatiche al comando.
Sono nato nel ‘67, quando la democrazia era il marchio della civiltà. Da pochi giorni, l’Istituto di ricerca Demos, ha svolto un’indagine con risultati singolari. Nel 2017 appena il 60% degli italiani ritiene che la democrazia sia ancora efficace. Il resto non esclude l’opportunità di forme autoritarie. In ogni caso la maggioranza degli italiani pensa che, per superare la fatica di questo momento, serva un uomo forte al governo (65%). In effetti la fiducia sui partiti è scesa al 5% e l’11% dà credito al Parlamento.
È scesa anche la stima per la “Chiesa”: negli ultimi 10 anni siamo passati dal 54% al 42%. Drammatica l’opinione su vescovi e cardinali. Anche in questo ambiente però spicca la speranza in una guida giusta e determinata: papa Francesco quest’anno è al 77%, nonostante la posizione scomoda sugli immigrati (l’anno scorso era all’82%).
C’è dunque il crollo delle istituzioni partecipative. Anche la nostra parrocchia ne risente: 40 anni fa i giovani correvano a “fare gruppo”, oggi preferiscono la vita isolata e delegano ad altri la discussione sui problemi. Un confratello sacerdote, che giudico saggio, mi riferisce che l’ascesa del Duce è maturata in un contesto del tutto analogo. Che ci sia da temere?
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su Serve un uomo forte?
Inserito il 14 Febbraio 2018 alle ore 18:44 da Don Gianni Antoniazzi
Il Gazzettino scrive che la Curia non fornisce indicazioni di voto per il 4 marzo, ma che nelle parrocchie si starebbe suggerendo un partito specifico. Smentisco per Carpenedo. Il cristianesimo domanda un pensiero libero e responsabile.
Il cristianesimo propone un pensiero libero e responsabile, anche per il voto politico del 4 marzo. Qui in parrocchia, pur con tutte le nostre fragilità, da una parte cerchiamo il Vangelo e lo proponiamo con coraggio, dall’altra lasciamo che ciascuno voti per chi crede opportuno. Non ci sono preclusioni, anzi: siamo lieti che chiunque si metta al servizio del bene comune. Ci farebbe piacere se in ogni partito ci fosse qualche cristiano, capace di incarnare la proposta del Vangelo.
Guardiamo con una certa diffidenza chi ha la pretesa di rappresentare in modo esclusivo il Cristo. In passato, col pretesto di “difendere” la croce, qualche partito ha impedito l’alternanza di governo e ha trasformato l’Italia in un bidone di debiti. Certi principi li capisco anch’io che pure non ho una vista di falco: che senso ha votare un politico paracadutato da fuori in cerca di voti a Venezia? Come potrà risolvere i nostri problemi se neppure li conosce? E un politico, sposato più volte (anche a Las Vegas) e schiavo della gola fino a star male, come può esibirsi davanti alla gente con il volto della semprevergine austera, paladino del Vangelo? Desta il sospetto di cercare interessi, o no?
Per tutti ci sarebbe da eccepire, a cominciare da me, che non sono mai stato degno della chiamata al sacerdozio. Non si possono trasformare i politici in angeli e demoni: in ciascuno c’è del buono insieme a tante fragilità. A noi servono persone oneste e competenti, che conoscano bene il territorio. Ciascuno voti liberamente, e, se possibile, dia poi una mano a edificare un po’ di vita nella nostra realtà.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su Piena libertà di voto
Inserito il 7 Febbraio 2018 alle ore 18:58 da Don Gianni Antoniazzi
Mercoledì 14 febbraio inizia la Quaresima con l’imposizione delle sacre Ceneri. è un tempo di preghiera, digiuno e carità: l’occasione per ritornare a Dio con tutto il cuore e per liberare in noi le energie migliori.
La Quaresima è un tempo nel quale trovare libertà. Ricorda i 40 anni dell’esodo d’Israele, fuggito dalla schiavitù d’Egitto. Rimanda ai 40 giorni di digiuno nei quali Gesù ha superato il vincolo delle tentazioni.
Il tempo che precede la Pasqua è un’occasione unica per scrollarsi di dosso i tanti idoli che ci comandano e ci sovrastano: vizi, istinti e falsi “piaceri” che finiscono sempre per imbruttirci. Animo dunque: non è una proposta di fatica, ma di vita.
Bisogna poi riconoscere con realismo che, per quanto ciascuno possa essere saldo nel cammino, finirà comunque per cadere. Nessuno di noi è perfetto. Qualche volta la fragilità della nostra condizione avrà il sopravvento.
Perfetto: il tempo di Quaresima ha anche questo scopo. Ricordare che Dio è un padre di bontà straordinaria. Quando il figlio cade nessun genitore urla. Semmai abbraccia il proprio figlio e lo esorta a riprendere il cammino. Così il più importante impegno della Quaresima è capire che Dio ci è vicino sempre per risollevarci nel momento in cui toccheremo con mano la nostra debolezza.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su Possiamo sempre risollevarci
Inserito il 31 Gennaio 2018 alle ore 19:07 da Don Gianni Antoniazzi
La parrocchia invita gli ammalati che possano muoversi a partecipare sabato 10 febbraio, alle ore 16, alla Santa Messa in occasione della Madonna di Lourdes per invocare la benedizione del Signore.
Il Signore ha sempre cercato le persone sofferenti. Il Vangelo di Marco, per esempio, inizia molto rapidamente col battesimo di Giovanni, le tentazioni nel deserto e la chiamata dei primi discepoli: tutto in appena 20 versetti. Poi subito dedica uno spazio più ampio a Gesù che opera guarigioni: libera un indemoniato, risana la suocera di Pietro, guarisce i lebbrosi.
La fede cristiana non impone il dolore, la rinuncia e la tristezza. Gesù stava a pranzo in allegria e raccontava parabole piene di vita. Qualcuno lo chiamava “mangione e beone”. Invita ad essere Beati, cioè gioiosi. È venuto perché la sua gioia fosse in noi e la nostra gioia fosse piena.
Qualunque sia la situazione attuale, il termine della nostra vita è la pienezza di vita. Se anche per qualche istante la nebbia dovesse coprire le vette luminose delle nostre attese, sappiamo che presto tornerà il sole. Il Vangelo, dunque, propone di tenere ben scolpita nel cuore la speranza della vita piena.
Dopo di che bisogna tener conto che la condizione umana è sottoposta al criterio della fragilità, cioè al regime del “finito”, non dell’infinito: abbiamo da misurarci col dolore ma sarà marginale, non ne conserveremo ricordo, ne usciremo più maturi e staremo nella bellezza data a noi dal Cristo risorto.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su La malattia e la Fede
Inserito il 24 Gennaio 2018 alle ore 19:56 da Don Gianni Antoniazzi
Domenica scorsa due fratellini avevano previsto di andare a sciare. Parlando con i genitori del tema trattato a catechismo, hanno deciso di fare a meno della giornata di svago per aiutare un bisognoso.
Domenica scorsa, a fine Messa, due bambini son venuti a salutarmi assieme al loro papà e al loro nonno. Mi hanno consegnato una lettera scritta di proprio pugno: dentro c’era anche del denaro. Mi hanno chiesto di leggere il biglietto dove c’era scritto: “Noi abbiamo risparmiato questi soldi rinunciando a sciare”, firmato Nicole e Marco. L’offerta era più che sufficiente per una bella domenica sugli sci. Commosso, ho ringraziato.
Nei giorni precedenti, la catechista aveva proposto di fare un servizio in casa per raccogliere un’offerta in favore dei poveri. Poi, discutendone con i genitori, è nato questo gesto. Dico grazie alla famiglia per il significato educativo dell’offerta. Ringrazio questi ragazzini che hanno pensato a chi si trova nel bisogno.
Mercoledì 14 febbraio inizia la Quaresima. Abbiamo molto da imparare dai più piccoli. Di quante cose potremmo fare a meno e quanto saremmo ricchi se cominciassimo a fare spazio per chi ha meno di noi.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su Donare qualcosa di sé
Inserito il 17 Gennaio 2018 alle ore 16:51 da Don Gianni Antoniazzi
Si avvicinano le elezioni e attendiamo di conoscere a giorni le liste dei candidati. C’è però la preoccupazione che le sparate elettorali non siano rispettose dell’intelligenza dei cittadini chiamati a compiere la loro scelta.
In tempo di elezioni qualche candidato mente con promesse irrealizzabili. Talvolta il clima diventa imbarazzante, in pieno stile Totò. Sembra una gara a chi la spara più grossa, senza considerare che gli elettori capiscono molto più di quanto si pensi.
Per esempio: il debito pubblico supera i 43.000 euro a testa. Un peso capace di bloccare l’Italia al primo intoppo. Pochi ne parlano. Al rovescio: si promette che gli uni o gli altri riceveranno più contributi. Non si può offendere l’intelligenza degli elettori.
Domenica scorsa don Fabio Longoni ricordava che, secondo un’etimologia dal greco, “Italia” deriva da “italoi”, cioè “paese dei vitelli”. E continuava: a marzo qualcuno proverà a metterci l’anello per portarci dove vuole.
Sarebbe già prezioso se qualcuno si impegnasse a trasformare il flusso di denaro pubblico in un vero motore di crescita, paragonabile alle energie che i privati, con minori risorse, riescono a sviluppare. A pensarci bene, però, già questo obiettivo, potrebbe risultare incredibile nel contesto italiano.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su Gli elettori hanno testa
Inserito il 10 Gennaio 2018 alle ore 18:14 da Don Gianni Antoniazzi
Con il Battesimo di Gesù domenica scorsa si è concluso il ciclo di Natale. È iniziato il tempo ordinario della fede che ci porterà fino alla solenne celebrazione delle Ceneri, il 14 febbraio.
Dopo Natale siamo entrati nel tempo ordinario della fede.
L’aggettivo “ordinario” rischia di indicare uno spazio mediocre, quasi di routine faticosa, priva di passione. Una sorta di passaggio obbligato da affrontare con remissività. La persona matura, però, vive di fatti ripetitivi e “ordinari”: ogni giorno mangia, lavora, si lava e riposa. Questa regolarità non è soffocante, ma realizza la crescita compiuta. Di più. Il termine “ordinario”, così come la parola “standard”, da una parte fa riferimento ai fatti normali (per esempio ci può essere una “prestazione ordinaria” che indica il livello medio per un’attività), dall’altra parte lo stesso vocabolo può fare riferimento anche a valori ottimali. C’è per esempio il “modello ordinario” che vale come “esemplare standard”, di perfezione irremovibile, al quale tutti dovranno puntare.
Così, il tempo che ci sta davanti prima della Quaresima può essere addirittura eccellente: quello nel quale porre le basi solide per il futuro. Con questo spirito appassionato, la parrocchia rilancia tutte le sue attività e propone anche alle famiglie di partecipare con entusiasmo alla vita della fede nella quotidianità.
don Gianni
Inserito in L'editoriale di don Gianni | Commenti disabilitati su Dentro la quotidianità