Inserito il 25 Gennaio 2017 alle ore 22:10 da Don Gianni Antoniazzi
Fra i giovani e gli anziani c’è una profonda distanza di cultura e di mentalità. La tecnologia ha rivoluzionato le nostre abitudini in pochi decenni. È faticoso ma necessario mantenere il dialogo
Giovedì prossimo 2 febbraio celebriamo la “Presentazione al tempio di Gesù”. È una festa nota col nome di “Madonna Candelora”, perché il vecchio Simeone chiama Gesù “Luce delle genti” e la liturgia inizia con una processione di candele accese. Nel vangelo di Luca vi è un gesto tenerissimo: Simeone accoglie fra le braccia il Bambino. È il segno che ogni uomo, pur vecchio e fragile, pur logorato dal peccato, è sempre capace di accogliere Dio. È anche segno che le generazioni del passato possono accogliere con affetto le più giovani. È quello di cui abbiamo bisogno: la capacità di volerci bene nonostante la differenza d’età. Abbiamo modi diversi di fare e pensare. I più giovani già corrono nel futuro mentre chi ha più anni guarda indietro. Stiamo in piedi se impariamo a collaborare gli uni con gli altri e a scambiarci le ricchezze.
don Gianni
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Inserito il 19 Gennaio 2017 alle ore 19:50 da Don Gianni Antoniazzi
Recenti indagini lasciano sbalorditi: fra la gente cresce l’ansia per l’avvenire mentre i messaggi augurali raggiungono un record che nessuno avrebbe mai immaginato. Forse ci sentiamo soli?
A gennaio arrivano le statistiche. Si calcola che, per Capodanno, su WhatsApp e Facebook siano circolati 63 miliardi di messaggi. Una cifra mai prevista. Ci sono anche 7,9 miliardi di immagini e 2,4 miliardi di video. Numeri incredibili ai quali vanno poi aggiunti gli sms, le telefonate e le mail. Vien da pensare che qualcuno abbia passato le feste attaccato al telefono. L’anno nuovo ha portato con sé anche una un’altra sorpresa: aumenta l’ansia. Il futuro propone sfide impegnative e non tutti si sentono capaci di affrontarle. Forse c’è una relazione fra questi dati: più si è soli e più le difficoltà diventano ardue. Stare davanti al cellulare non crea certo un gruppo di fratelli. Meglio tornare presto ai legami autentici.
Don Gianni
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Inserito il 11 Gennaio 2017 alle ore 19:32 da Don Gianni Antoniazzi
In questo periodo dell’anno le famiglie si orientano sia per le scelte scolastiche, sia per quelle realtà che possono ospitare i figli più piccoli, anche appena nati. Noi presentiamo “Il Germoglio”
La parrocchia di Carpenedo, grazie a Dio, ha un Centro Infanzia con scuola materna e nido. È il frutto del lavoro di generazioni intere che si sono alternate per sostenere questo servizio e renderlo poco per volta un’eccellenza del territorio.
Il Germoglio conta più di 100 anni di attività, ma in queste righe presentiamo soltanto l’esperienza del Nido attuale. Conta più di 50 posti, con 10 dipendenti. È autorizzato dalla Regione Veneto, che l’ha accreditato con controlli periodici riconoscendo sempre i migliori standard qualitativi e il massimo punteggio.
Dal lunedì al venerdì accoglie bambini dai 12 mesi fino ai tre anni, con qualche eccezione. La giornata inizia alle 7.30 del mattino e offre un orario flessibile: attualmente c’è la possibilità del part time con merenda, previsto anche con il pranzo da settembre 2017. C’è poi l’offerta del tempo pieno che copre le famiglie fino alle 16.00 del pomeriggio. Si può chiedere di restare fino alle 17.00 ed eventualmente, in via eccezionale, anche oltre.
L’offerta include sempre un progetto educativo con attività ludico – formativa, sia il mattino che il pomeriggio. Insieme ad alcune attività straordinarie che già si fanno, a partire dal prossimo anno ci sarà anche l’inserimento dell’inglese. Il mattino è sempre prevista la merenda con frutta fresca. Il pranzo di mezzogiorno include primo, secondo piatto e contorno.
Dopo il pasto i bambini riposano nella stanza dedicata alla nanna per circa due ore. Al momento del risveglio le educatrici si dedicano alla loro cura e igiene personale, in attesa della merenda pomeridiana. Vogliamo far notare che questa è ancora una delle poche scuole con cucina e cuochi interni certificati. In questo modo la struttura si fa garante per la qualità del cibo e riesce ad offrire alimentazione differenziata anche in base alle necessità dell’ultimo momento. Ampie stanze pavimentate con materiale isolante e gioiosamente arredate accolgono i bambini per i loro giochi. Unica struttura della zona, offre tre spaziosi giardini esterni ove i bambini stanno volentieri durante la bella stagione ed hanno modo di giocare anche nelle giornate invernali soleggiate.
C’è sempre una continua collaborazione con le famiglie. Per chi lo volesse, la frequenza al Nido offre pure la garanzia di poter entrare alla Materna (ove ci sono sempre più richieste dei posti disponibili), comprendendo anche un progetto di continuità nido-materna per far conoscere ai piccoli la realtà della scuola futura, agevolando il successivo passaggio. A settembre i bimbi che arrivano alla scuola dell’infanzia dall’asilo nido si sentono già in un luogo familiare per un inserimento senza lacrime.
don Gianni
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Inserito il 4 Gennaio 2017 alle ore 20:59 da Don Gianni Antoniazzi
In inglese si dice tele-marketing, in italiano scocciatura. Chiamano per venderci qualcosa a qualunque ora. Si ha l’impressione che siano queste le telefonate più frequenti e ora ci raggiungono pure sul cellulare
Il mercato proposto al telefono è nato alla fine degli anni ’80. Secondo Assocontact muove circa un miliardo di euro l’anno. Gli addetti chiamano sul fisso con grande insistenza, ma da qualche mese contattano anche i cellulari.
Come hanno avuto il nostro numero? In linea generale siamo stati proprio noi a dare il consenso firmando contratti senza leggere le clausole, lasciando il numero in qualche programma o applicazione scaricata da internet.
Alcuni call center ottengono i dati anche in modo fraudolento. Cosa fare? Dal 2011 si può chiedere di essere inseriti nel “Registro pubblico delle opposizioni” e si può ricorrere poi al garante della privacy.
Ma non c’è nulla da fare se in qualche modo avessimo già firmato un consenso scritto. Per i cellulari esistono programmi per non essere disturbati, ma sono poco efficaci se i Call center cambiano numero. Forse la soluzione migliore è dire che non siamo responsabili. Io a volte ho risposto anche così: “Sono la donna di servizio e non c’è nessuno”. Mi hanno creduto. Grande soddisfazione.
don Gianni
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Inserito il 28 Dicembre 2016 alle ore 18:39 da Don Gianni Antoniazzi
Serve festeggiare un anno nuovo? È solo convenzione, occasione per far festa e trasgredire, un modo per mettersi alle spalle le difficoltà e nutrirsi di speranze? C’è qualche valore in più?
Talvolta ci viene l’idea che il 1° gennaio sia un giorno come altri, senza nulla da festeggiare.
Poco per volta, però, si intuisce che l’uomo deve pur marcare con solennità alcune tappe del tempo, altrimenti, nello scorrere indifferenziato, si disperde. Oggi, 1° gennaio, fissiamo una cadenza, stabilita per tutti, così da essere protagonisti consapevoli e responsabili del divenire. Senza speranza, però, nulla di questo ha un senso.
Chi fra noi è votato al “sempre peggio” non ha di che brindare. Viceversa, chi ha nel cuore la prospettiva del “giorno senza tramonto” ha innumerevoli ragioni per farsi gli auguri e chiedere che Dio sostenga i passi quotidiani.
don Gianni
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Inserito il 21 Dicembre 2016 alle ore 20:36 da Don Gianni Antoniazzi
La festa della nascita di Gesù annuncia molteplici valori che talora sono dimenticati dall’uomo contemporaneo. Porta con sé l’annuncio che Dio apre le braccia a tutti
A Natale Dio apre le braccia ad ogni uomo, anche a chi pensa di essere lontano. Ha chiamato alla grotta di Betlemme i pastori, che erano distanti da Israele quanto oggi gli Imam dal cristianesimo. Sono venuti poi i “Magi”, i saggi che per orientare la vita non conoscevano le Scritture ma le stelle. Anche oggi Dio nasce per tutti, non solo per i buoni; si è fatto umile affinché nessuno, per quanto emarginato e disprezzato, pensi che Dio non gli è vicino. Nonostante questo i “lontani” sentiranno la Sua presenza a patto che noi, i credenti, i discepoli, camminiamo secondo il suo stile e non mostriamo il volto di una Chiesa rigida, altezzosa, arrogante o chiusa nei muri di un’insicurezza talora evidente e faticosa da superare.
don Gianni
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Inserito il 14 Dicembre 2016 alle ore 18:54 da Don Gianni Antoniazzi
A Betlemme Dio adotta l’umanità e l’uomo accoglie il Signore fra le braccia. La questione dell’ospitalità è oggi come un nervo scoperto di un dente. Consideriamo quel che Dio ha fatto per noi
Il 25 dicembre si avvicina e nascendo fra noi Dio supera la grande differenza fra l’infinito e la fragilità. Lo fa per amore e ci salva. La risposta non è lusinghiera: generalmente la nostra tenebra respinge la luce. Il dramma dell’accoglienza si consuma in molti modi. Ci sono gli extracomunitari rifiutati; il problema dei cristiani martiri per integralismo. A Udine la scorsa settimana una figlia è stata picchiata dai genitori e allontanata dalla famiglia perché si toglieva il velo islamico quando entrava in classe. La lista è lunga. Qui mi preme dire che su questi argomenti le parole non giovano a molto. Ci si accoglie solo al duro prezzo della croce. Per venirci incontro Gesù è salito sul Calvario. Per generare i figli alla vita i genitori devono ri-compiere il cammino della loro crescita. Il Padre misericordioso della parabola sacrifica il vitello grasso. Noi abbiamo riempito la festa di zucchero, ma a Natale Dio nasce a “caro prezzo”. Pensare di risolvere i problemi con le sole buone intenzioni non ci porterà lontano.
don Gianni
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Inserito il 8 Dicembre 2016 alle ore 14:37 da Don Gianni Antoniazzi
Critichiamo quello che non ci piace. Ci aspettiamo qualche novità, ma alla lunga la critica non edifica, anzi deprime chi la riceve e non fa nobile chi la consegna
Nella mia esperienza ho constatato un fatto: come il vento leviga le pietre, così le critiche rovinano le relazioni, in modo lento ma continuo. È vero: il saggio ringrazia per i rimproveri, ma la maggior parte della gente reagisce con rabbia e sensi di colpa. Nell’ultima campagna referendaria, per esempio, c’è è stato un clima tesissimo: a quale risultato ha portato?
Tempo, energie e soldi spesi per nulla. Lo stesso clima si registra dentro la Chiesa Cattolica con asprezza contro il Papa, i vescovi e i preti: basta sfogliare Internet. E così pure nelle nostre parrocchie, tra fratelli, non manca mai l’occasione per creare tensioni. Questo atteggiamento non accelera i cambiamenti, ma rinforza le distanze e finisce per bloccare vita. Meglio trasformare le critiche in proposte costruttive. Per esempio: «Sei sempre occupato e non ti importa di me», può diventare: «ultimamente passiamo poco tempo insieme, manchi…».
don Gianni
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Inserito il 30 Novembre 2016 alle ore 22:32 da Don Gianni Antoniazzi
Giovedì prossimo la Chiesa celebrerà la tradizionale solennità dell’Immacola-ta Concezione di Maria. Una festa a cui non sempre diamo il giusto rilievo
L’Immacolata per molti è soltanto un’occasione per la prima sciata sulla neve. Per altri questa festa racconta valori oramai vecchi e superati: una specie di archeologia della morale cattolica. La proposta della fede va compresa in tutta la sua attualità. Guardando a Maria noi vediamo una donna piena di vita, di gioia, completamente realizzata, libera da condizionamenti e dalla schiavitù del male.
Una donna quotidiana, non straordinaria, capace di diventare per noi un modello di vita concreto e appassionante. Una donna che disegna un volto sereno e convincente di uomo e di donna. Una proposta di vita che non appesantisce, ma solleva il nostro sguardo e lo conduce a guardare con serenità verso Dio. Una proposta di questo tipo può sostenere con forza il nostro commino verso il Natale e ci fa innamorare del Vangelo.
don Gianni
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Inserito il 23 Novembre 2016 alle ore 22:46 da Don Gianni Antoniazzi
Domenica 27 novembre inizia il tempo di preparazione al Natale del Signore. Molti già anticipano la festa commerciale. La fede ha da proporre di meglio
I negozi hanno già iniziato la campagna per gli acquisti di Natale e sui quotidiani si parla di luci e addobbi esposti dal Comune e dai commercianti. In famiglia si progettano cene, pranzi e ferie: chi fra amici e parenti invitare e quali visitare. Bene: l’evento commerciale è a buon punto. La festa liturgica ci chiede invece una preparazione più profonda. Il Signore Gesù viene realmente ad abitare con noi come fece con i due di Emmaus quando li accompagnò nel cammino e si fermò a cena da loro.
È necessario creare però lo spazio dell’accoglienza. Lo ha fatto Maria, che ha dato spazio nella vita e poi nel corpo. Prepararsi al Natale significa mettere da parte il superfluo, le certezze, le arroganze, le banalità e la confusione.
Togliere le cianfrusaglie dal cuore, per fare spazio a Dio, cambia la vita. In meglio s’intende, con una festa che il mondo non può né immaginare né offrire.
don Gianni
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