Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Santa Messa della vigilia

Inserito il 23 Dicembre 2015 alle ore 21:25 da Don Gianni Antoniazzi

Giovedì 24 dicembre, oltre alla Messa della mezzanotte (alle 24.00) celebreremo anche la S. Messa della vigilia delle ore 18.30. Sarà valida per il precetto Natalizio. È pensata per i lavoratori che nel giorno seguente avranno turni e per tante massaie che in casa dovranno lavorare più che negli altri giorni a motivo della presenza (santa) di amici e parenti.

Auguri di Buon Natale

Inserito il 23 Dicembre 2015 alle ore 20:16 da Don Gianni Antoniazzi

Desidero rivolgere alla parrocchia l’augurio più fraterno di buon Natale.

Nel cuore di ciascuno c’è la preoccupazione per un momento carico di tensione e di fatica. Ma il Natale dissipa le ombre cupe di tanto grigiore e ci restituisce una speranza luminosa.

Mi preme augurarci un poco di riposo e spero che questi giorni ci permettano di riprendere le forze. Il riposo di cui parlo non è semplicemente un’occasione per ottimizzazione poi il lavoro. È il sostegno per una vita pienamente libera. Il riposo non è solo una rigenerazione fisica, ma prima ancora un rilancio spirituale.

Confido che il tempo del Natale non ci disperda in mille rivoli superficiali, ma raccolga le nostre energie e ci indichi la via della pace.

Non è necessario che tutto sia perfetto intorno a noi. Il diacono Stefano che celebriamo il 26 dicembre, trova pace anche in mezzo al martirio, contempla Dio anche se aggredito. Ciò insegna a conciliare il riposo profondo, pur in presenza di un’aspra battaglia.

Non sempre fra parenti, vicini, amici si può stabilire un clima immediatamente sereno. Il Riposo di Dio supera queste cose. È un dono che nasce quando si comprende se stessi, il proprio ruolo di figli di Dio.

don Gianni

Il dono sereno di Dio per noi

Inserito il 16 Dicembre 2015 alle ore 19:01 da Don Gianni Antoniazzi

L’uomo crede di mostrare forza e potenza causando la morte. Dio offre vita. La nascita di suo Figlio inonda l’umanità di una speranza certa: ogni uomo è amato da Dio più che un figlio

Venerdì prossimo, 25 dicembre, festeggeremo la nascita del nostro Signore Gesù. Chi fra noi si è preparato a questo appuntamento conoscerà la dolce visita di Dio. Lo scrivo con forza. Non è un fatto magico o utopico. Gesù ha sempre camminato con noi secondo il ritmo del nostro passo. Quando noi celebriamo la sua nascita Egli si affianca a noi, come ha fatto coi due di Emmaus, e nella parola e nel pane rinnova per noi il suo Natale.

Chiedo se possibile di non perdere l’incontro con questa grande Gioia. Nessuno di noi è indegno, nessuno è escluso. A tutti è chiesta la conversione del cuore e la disponibilità ad una vita nuova. Non lasciamoci distrarre da regali, sprechi, dissipazioni, disordini. Raccogliamoci in pace, con tutti.

don Gianni

Nato sotto una cattiva stella

Inserito il 10 Dicembre 2015 alle ore 15:04 da Don Gianni Antoniazzi

L’8 dicembre a San Pietro è stata aperta la Porta Santa in un clima blindato. Per entrare in piazza si attraversava ogni tipo di controllo: sembrava di stare a Gerusalemme con le peggiori minacce

Papa Francesco aveva indetto il Giubileo della Misericordia diversi mesi fa, in un clima di festa e di speranza. Già durante il Concilio, Giovanni XXIII aveva insistito che “bisogna usare la medicina della misericordia, piuttosto che imbracciare le armi del rigore”. A dispetto di tanta serenità, l’8 dicembre il Giubileo della Misericordia è stato circondato da un cordone spaventoso di terrore e inquietudine.

Certo, in piazza non sono mancati i fedeli e i discepoli di Cristo hanno celebrato la festa ovunque. Ma quale differenza fra questo clima e la gioia che dovremmo manifestare di fronte alla misericordia di Dio! In Africa, per esempio, una settimana fa, la gente ha cantato, gioito e gridato di esultanza. Qui ci guardiamo intorno per capire da dove viene la minaccia.

Sembra di rivivere l’atmosfera della nascita di Gesù. A Betlemme la luce ha brillato nelle tenebre. Qui la Misericordia è circondata dai segni della rabbia. Perché questo è l’apparato di sicurezza: una continua memoria dei conflitti dell’uomo. Ma come è avvenuto per Gesù, così sarà adesso: la grazia di Dio vince ogni fragilità dell’uomo. Il giubileo avrà la sua accoglienza: non c’è dubbio.

Vien da dire che per fortuna c’è il giubileo diocesano. A San Marco si apre proprio in questa domenica 13 dicembre. Ma anche nel nostro caso non mancano le misure di sicurezza, che fanno ben più notizia della gioia espressa dai fedeli.

Vi invito a non lasciarci condizionare da questa cattiva stella. Noi, che siamo molto più defilati rispetto a questi eventi mondiali, abbiamo la possibilità di vivere con gioia l’Anno Santo. In chiesa c’è sempre il sacerdote per le confessioni. C’è il desiderio di creare un clima più fraterno e sereno. C’è la voglia di imparare a riconciliarsi. Dipende solo da noi.

don Gianni

Immacolata Concezione di Maria

Inserito il 2 Dicembre 2015 alle ore 16:16 da Don Gianni Antoniazzi

L’8 dicembre richiama oramai l’inizio della stagione sciistica. Anche fra noi, forse, qualcuno pensa anzitutto a questo appuntamento. La Chiesa ci propone invece di guardare a Maria

Forse qualcuno non leggerà queste righe perché pensa di trovarci un fervorino. Scrivo di getto quello che mi passa per il cuore guardando alla festa dell’Immacolata. Mentre ci avviciniamo al Natale, momento di salvezza, incontriamo Maria, povera di Israele, che cresce nel villaggio di Nazaret.

1. Il Signore l’ha amata, ad indicare misericordia e tenerezza per ogni persona. La mente corre all’odio di questi giorni. Rischiamo di cadere nello sconforto, nella tristezza e nella disperazione. Non è giusto: l’amore ricevuto da Maria garantisce che Dio ama sempre, anche il più piccolo.

2. Il Signore poi ha affidato a Maria un compito: essere Madre del Cristo. Non è nata dunque a caso, ma ha avuto un posto nella storia. Un posto non più comodo del nostro, visto che è stata in prima fila davanti alla Croce. In questo periodo, tanto confuso, ciascuno deve trovare il proprio ruolo, il posto nel quale ha un compito insostituibile.

3. La storia dell’umanità parla di una fragilità valida per tutti. Sbagliamo di continuo, così com’è avvenuto per le due figure mitiche e simboliche di Adamo ed Eva. L’Immacolata Concezione di Maria ci assicura che, nonostante i nostri sbagli, Dio è sempre capace di creare un progetto buono, migliore di ogni attesa, pur in mezzo al nostro sconforto e debolezza.

Così ha fatto con Maria e così sarà per noi.

don Gianni

Sante Messe per i defunti delle nostre vie

Inserito il 28 Novembre 2015 alle ore 08:02 da Don Gianni Antoniazzi

Continua la nostra incessante preghiera per i defunti. Ricordo l’ultimo appuntamento del mese di novembre: lunedì 30 pregheremo per i defunti di via S. Maria dei Battuti, via del Parco e via S. Donà.

Attesa serena del Natale

Inserito il 25 Novembre 2015 alle ore 19:41 da Don Gianni Antoniazzi

Il bambino è un segno efficace dell’Avvento, tempo di attesa per la venuta di Dio. La sua nascita è un desiderio lungo nove mesi; la sua presenza attesta la speranza per il futuro

Per noi adulti il tempo di attesa è vuoto o addirittura inquietante. Aspettare un bus o il turno in coda è per molti un peso. Numerose speranze si sono trasformate in delusioni; alcuni sogni di famiglia, cullati a lungo, sono naufragati in un amore infranto. La società che parlava di pace si è trasformata in una minaccia imprevedibile. La vita adulta scorre veloce verso l’anzianità e non attendiamo nulla di buono dal futuro. Secondo alcuni fra fine ‘800 e inizio ‘900 l’umanità ha cominciato ad avere una cattiva relazione col tempo, divenuto sempre più sfuggente man mano che aumentava la velocità dei trasporti. Oggi beatifichiamo il presente, perché il passato si allontana in fretta e nulla del futuro ci attrae. Diamo spazio a passioni anche “tristi”: un’eccitazione provvisoria, una dipendenza che ci fa schiavi, la frenesia del consumo, perché la gioia sarebbe frutto di fiducia. Il bambino invece resta un’immagine viva di speranza gioiosa: confida nei genitori, è ricco di sorprese, ha fiducia per l’avvenire. Per nove mesi la promessa della sua nascita ha reso il tempo degli adulti fecondo e colmo di gioia. La sua stessa vita parla di sviluppo. Un bambino ci insegna a vivere la sosta dell’Avvento. Noi gustiamo l’attesa di Dio con un cuore puro, con una vita feconda, con un’energia gioiosa, con una serenità profonda. In questo tempo di angoscia il Signore ci riempia di speranza e di vita.

don Gianni

Sante Messe per i defunti delle nostre vie

Inserito il 21 Novembre 2015 alle ore 08:05 da Don Gianni Antoniazzi

Continua la nostra incessante preghiera per i defunti. Ricordo sempre che, in occasione delle S. Messe del mattino, sia nel corso della settimana che nella domenica, si possono indicare le intenzioni sull’agenda che si trova in fondo alla chiesa. Quel testo va portato all’altare all’inizio della S. Messa e i nomi scritti saranno ricordati in memoria dei defunti.

La sera invece, durante tutte le Sante Messe feriali del mese di novembre, ci sarà il ricordo, strada per strada, dei defunti della nostra comunità. Qui di seguito l’elenco per le celebrazioni di questa settimana.

  • lunedì 23: via del Rigo, via Manzoni;
  • martedì 24: via Turr, viale Garibaldi, Piazza Carpenedo;
  • mercoledì 25: rotonda Garibaldi, via Poste Nuove;
  • giovedì 26: via Bixio, via Cavalletto;
  • venerdì 27: via Trezzo, via Nievo, via Grimani.

Legati alla terza giovinezza

Inserito il 18 Novembre 2015 alle ore 16:11 da Don Gianni Antoniazzi

Forse la vita sarebbe più felice se, nati con l’età di ottant’anni, gradualmente ci avvicinassimo ai venti. Ma non è così. Anzi: l’anzianità porta con sé una ricchezza che non si può perdere

Carpenedo non è un’isola di gioventù. Stando alla visita delle famiglie, in questa parrocchia abbiamo 994 persone sopra i 75 anni, 364 (circa) delle quali vivono sole. Dobbiamo legarci di più a questi amici che dimostrano vitalità, simpatia, ricchezza umana e saggezza.

Molti sono nonni a tempo pieno, ma non è giusto limitarsi a chiedere loro tempo ed energie. Hanno bisogno di un amore sincero, di sentirsi parte viva e stimata in una comunità, vedersi oggetto di attenzione e considerazione, in particolare da parte dei giovani. I loro ideali di vita hanno permesso la nostra crescita. La loro presenza continua a sostenere la società a più livelli. Al loro fianco possiamo crescere nella saggezza, nella fede e trovare un sostegno per affrontare le prove con speranza. Soffrono di solitudine come tutti e, come tutti, provano angoscia e amarezza. Non sempre godono di salute stabile, ma sono molto più costanti di tanti energumeni che in una notte di follia buttano il benessere nel cestino.

Dio tesse la storia e in ogni fase della vita ha messo delle opportunità. Chi ha più anni va mantenuto al centro perché indichi la strada della comunione, del servizio e diventi motore umano e cristiano del territorio.

Nella parrocchia non basterà creare un “gruppo specializzato” per gli anziani. Non è accettabile una delega a pochi volenterosi. Il consumismo per anni ha messo da parte chi non produce beni. Se cambiamo visione possiamo apprezzare la ricchezza di questi nostri amici, che spesso vivono una rinnovata giovinezza, pur negli anni che passano.

don Gianni

La festa della Salute

Inserito il 11 Novembre 2015 alle ore 18:36 da Don Gianni Antoniazzi

Sabato prossimo, 21 novembre, è la festa della Salute, momento solenne per la città che raccoglie fedeli anche da lontano. Perché però pregare Dio nella malattia?

La festa della Madonna della Salute continua a portare pellegrini, veneziani e non, al tempio votivo di Venezia. Molti, in occasione di questa solennità, vengono a pregare anche in parrocchia per affidare al Signore la propria salute. A che serve, però, far riferimento a Dio per la salute? Non sarebbe meglio aver più cura dell’ambiente e orientare più risorse alla ricerca? Non dovremmo forse mantenere vigoroso e robusto il corpo? Certo che sì, e per queste cose non si dovrebbe aspettare “domani”. Il “domani” è appunto il tempo della fragilità. Anche perché si rischia di passare metà della vita a rovinarsi e l’altra metà a curarsi. Eppure il rapporto con Dio ha la sua ragione. Come segno d’amore e misericordia Gesù ha guarito molti malati e ancor oggi offre salute. Da sempre Maria è accanto ai sofferenti, lei che ha conosciuto la croce. Ma c’è di più. La salute non è anzitutto una questione chimica. La culla della salute è lo spirito. Un uomo contento, sereno, armonioso, ricco dell’amore di Dio è sicuramente più sano di chi è conquistato dall’odio, dalla cupidigia, dalla rabbia e lussuria. Un proverbio di Israele diceva: “il cuore allegro giova come una medicina; lo spirito afflitto secca le ossa” (Prv 17,22). Romano Battaglia citava i vecchi saggi e diceva che “il corpo umano si tiene in equilibrio con la felicità e ogni volta che questa viene a mancare insorgono i disturbi, le malattie”. La vita secondo il Vangelo è dunque il motore per il benessere, in tute le sue forme, fisica, mentale e sociale. Per questo val la pena raccoglierci in preghiera e il 21 novembre riprendere un cammino secondo Dio.

don Gianni

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