Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Iscrizioni al Centro “Il Germoglio”

Inserito il 3 Febbraio 2013 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Da lunedì 28 gennaio sono aperte le iscrizioni per tutti al nostro Centro Infanzia “il Germoglio”

Senza essere in alcun modo polemico con altre scuole paritarie devo dire che la struttura de “Il Germoglio”  si presenta con la massima serietà a tutto il territorio.

Ad indicare la bontà del servizio e la qualità della struttura basta un dato: gli interni che nei giorni scorsi dovevano rinnovare o meno l’iscrizione per l’anno prossimo hanno tutti, senza alcuna eccezione, confermato. Anche quelli che dal nido dovevano decidere se entrare o meno nella materna hanno dato praticamente in blocco la propria adesione: solo 3 su 21 hanno dovuto trasferire altrove il proprio bambino. Da lunedì 28 le iscrizioni sono aperte a tutti. Ci sono circa 15 posti liberi per la scuola materna e altri 30 per il nido.

Il lavoro fatto in silenzio negli ultimi mesi ci permette di parlare con serenità assoluta del Centro Infanzia “Il Germoglio”. La gestione saggia ed oculata del bilancio offre stabilità per garantire molti anni di lavoro sereno. C’è affiatamento fra le educatrici e la struttura è sana. Siamo fra i pochissimi ad avere una mensa interna certificata e un servizio di pulizie  svolto da personale nostro che da molti anni ha affetto per questa struttura. Genitori e nonni capiscono che queste sono garanzie per le famiglie. Da parte mia spero che tutti i posti disponibili vengano occupati, se possibile, da famiglie della nostra comunità.

Ringrazio in modo particolare Lina Tavolin per il lavoro svolto fin qui e incoraggio tutti a proseguire “ad multos annos”.

don Gianni Antoniazzi

La pastorale delle fotocopie

Inserito il 27 Gennaio 2013 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

In attesa di avere a disposizione il bilancio per l’anno 2012, commento un dettaglio di spesa che fa riflettere e che riguarda tutti, visto che quasi in ogni casa c’è una stampante da gestire.

Il motto latino  dice: “unicuique suum” (a ciascuno il suo). Le fotocopie per la parrocchia si devono fare in parrocchia, quelle per il lavoro al lavoro, e quelle personali col computer di casa o in negozio. Non mescolerei ebrei e samaritani. In canonica ci sono le fotocopiatrici: chi ne ha bisogno per le attività di fede venga ad usarle serenamente. Ma con giudizio. Pare infatti che non si possa più prescindere da quintali di carta stampata.

Ma io dico: i nostri nonni che non avevano la fotocopiatrice sono forse  tutti all’inferno? Al rovescio, la fede in Cristo Risorto era, se possibile, anche più forte e radicata di oggi: capaci di formare famiglie secondo il Vangelo e di donare la vita intera per Dio. Mi vergogno a pubblicare il bilancio 2012: abbiamo speso per cancelleria (= fotocopie e simili) 5.000 euro,  cifra che NON possiamo permetterci. Qualcuno sostiene che bisogna pur adeguarsi ai tempi. Lo so, sarò vecchio ma non anacefalo: dico che questo tempo chiede verità (non la stampa di stupide banalità), essenzialità (5 copie in più non servono), rispetto per l’ambiente, riduzione degli sprechi (la carta viene dagli alberi e il toner è cancerogeno). Se anche la parrocchia fosse ricca, dovrebbe spendere prima di tutto per chi è più coinvolto nella crisi.

Bisogna tornare all’uso della memoria umana che non consuma energia e sviluppa la sapienza (“non fa scïenza, sanza lo ritener, aver inteso”, Dante, Paradiso V). E la revisione deve cominciare da noi preti: ricevo quintali di carta inutile da ogni ente religioso. E sorge il sospetto per qualcuno che sia vero il vecchio adagio: “chi non sa vivere, scrive”.

don Gianni

Il bilancio della carità nel 2012

Inserito il 20 Gennaio 2013 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

La volta scorsa abbiamo fornito le cifre dell’anagrafe parrocchiale. Oggi consideriamo il bilancio delle opere di carità. Sono la ricchezza più grande della parrocchia.

Solo Dio conosce quale sia il valore del servizio fraterno in mezzo a noi. Qui parlo di quelle cifre verificabili da tutti.

Il gruppo San Vincenzo, che sostiene innumerevoli situazioni, nel 2012 ha avuto entrate economiche per € 20.952,67 mentre le uscite sono state € 20.770,90.

Il gruppo missionario (sempre di carità si tratta) nel 2012 ha versato per adozioni a distanza e offerte varie € 165.600,00 fra India, Kenya e Filippine: tutto per sostenere 1.020 bambini (!): se tutti dessero tanto valore al denaro saremmo già fuori dalla crisi.

Tanti gruppi mettono a disposizione tempo, energie e risorse per il bene degli “ultimi”. Ma è difficile quantificarle: in tutto (Ritrovo, Mughetto, San Camillo…) sono impegnate almeno altre 50 persone.

Presento con più larghezza il lavoro della Bottega Solidale ove incessantemente crescono le richieste, man mano che passano le settimane.

Al momento sostiene 1.850 persone con una borsa di spesa settimanale. «È il massimo che possiamo fare per gli spazi a disposizione e per la merce che riusciamo a reperire, ma servirebbe molto di più e c’è sempre l’angoscia di chi rifiutare», dice il responsabile Mario Scagnetti. Si assistono una quarantina di persone singole (tutti maschi di una certa età). Circa 65 sono i nuclei familiari con 2 persone. La parte del leone la fanno i nuclei con 4 o 5 componenti (occhio: quasi sempre adulti). Ma qualcuno conta anche 8-9 familiari insieme. Quando viene a chiedere aiuto una donna con bambini piccoli non si dice mai di no. A proposito i bambini sotto i 2 anni sono 50, e mancano omogeneizzati. Chiaramente si controlla che le stesse persone non vadano poi a fare la stessa cosa nei Centri don Vecchi qui vicino.

Mario dice che «i prodotti sono molto diminuiti. Sentiamo la mancanza del latte, del “secondo” (formaggi, burro e olio). I farinacei vanno anche bene (biscotti e kracher), ma la pasta che un tempo era in abbondanza ora bisogna razionarla». Dal Banco Alimentare di Verona (che gestisce anche gli aiuti della Comunità europea) riceviamo metà derrate rispetto a qualche anno fa. È molto diminuita anche la raccolta dai Mercati Ortofrutticoli, mentre tiene l’offerta del pane vecchio. C’è una convenzione con la ditta Pam che porta qui la merce in scadenza da Firenze in su. Un grosso aiuto lo riceviamo anche dai Supermercati Lando (magazzino generale di Cazzago di Pianiga) che forniscono diverso materiale. I volontari del gruppo, compresi gli autisti, sono 35. Quindici in bottega, 7 signore addette alla mondatura della verdura e, per il trasporto dai magazzini alla bottega, sono 7 uomini e 5 autisti circa, più il responsabile e sua moglie.

Andrebbe aggiunta qualche spesa di cancelleria, i sacchetti di plastica per la distribuzione, i prodotti da acquistare per compensare le eventuali mancanze. Molto ancora andrebbe aggiunto, ma qui ci fermiamo.

don Gianni

Fotografia della parrocchia nel 2012

Inserito il 13 Gennaio 2013 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Secondo tradizione, all’inizio dell’anno diamo alcuni bilanci. Cominciamo da quello che riguarda la vita della nostra gente.

Nel 2012 ci sono stati 63 funerali: 98 nel 2011, mentre solo 53 nel 2010. Secondo la Ditta I.O.F. Busolin, che ha uno sguardo anche più completo del nostro, il numero dei decessi nella nostra parrocchia è in calo, a testimonianza di una vita media più lunga.

Per quanto riguarda invece i battesimi dobbiamo registrare un dato preoccupante. Pensate che nel 2000 sono stati 92 e ben 105 nel 2005. Poi, nel 2006 solo 52, nel 2010 – 46, nel 2011 – 55 e quest’anno appena 42, dei quali 22 da fuori parrocchia. Davvero un calo preoccupante.

La vita della catechesi è invece sostenuta dal gran numero di persone che fanno riferimento a questa comunità pur abitando fuori. La ragione è data da un legame affettivo e storico, ma anche dal fatto che i nostri nonni accudiscono i nipoti e li portano a scuola e alla catechesi qui. E dunque: quest’anno 64 ragazzi riceveranno i sacramenti dell’iniziazione. Lo scorso anno 82, due anni fa 79, e prima rispettivamente 68 e 56.

Una parola anche sui matrimoni: nel 2012 ne abbiamo celebrato solo 17. Una miseria se si pensa che nel 95 sono stati 66 (nel 2000 furono 48; 45 nel 2003; 32 nel 2004; 23 nel 2005). Non è solo questione di calo demografico: cresce il numero di giovani che non prendono decisioni impegnative (cioè per sempre) sul futuro.

Messi così i dati non danno un grande conforto. Sembra di stare in una società stanca di vivere. Sappiamo però che lo Spirito del Signore si farà presente. Celebrare in questa domenica il Battesimo di Gesù significa contemplare un gesto pieno di vita, col quale Dio rinnova l’uomo vecchio.

don Gianni

Epifania del Signore Gesù

Inserito il 6 Gennaio 2013 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Questa immagine è presa dal grande quadro posto nella nuova cappellina.
Notiamo due fatti: la luce del quadro viene tutta dal Bambino Gesù mentre la stella quasi scompare come un piccolo punto nella parte alta.

È Cristo che, anche oggi, illumina i passi della vita umana. Le altre “stelle” devono lasciare il passo a lui. In secondo luogo bisogna notare che è Maria a presentarlo ai Magi.
Lei è immagine della comunità dei credenti.

La luce di Cristo giunge agli uomini del nostro tempo solo per le mani della Chiesa e di quei cristiani che, con coraggio e dedizione, continuano a mettere in pratica il Vangelo. Rifiutare la comunità e la Chiesa significa rifiutare Cristo stesso, vivere nel buio l’esistenza.

don Gianni Antoniazzi

Santo Stefano: primo martire

Inserito il 25 Dicembre 2012 alle ore 13:00 da Don Gianni Antoniazzi

La chiesa propone di celebrare il Natale per 8 giorni con uguale solennità. Di solito, qui in Italia diamo maggior rilievo al 26 dicembre, Santo Stefano primo martire.

In lui contempliamo il frutto pieno del Natale. Nella nascita di Gesù infatti Dio si è fatto uomo. Nel martirio del diacono Stefano, l’uomo diventa capace di vivere nella carità completa, fino a perdonare coloro che lo uccidono. In lui l’umanità entra a far parte della vita di Dio.

Vi invito a celebrare con solennità questa ricorrenza.
Ci troveremo in chiesa alle 10.00 e alle 18.30.

Perché tanta solitudine a Natale

Inserito il 23 Dicembre 2012 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Molti al posto di vivere la festa provano tristezza, al punto che qualcuno ritiene questo uno dei giorni più tristi dell’anno. Perché tanta fatica?

Qualcuno si lamenta del Natale e spera passi in fretta. Qualche altro proprio in questo giorno sente maggiormente la solitudine.

Fermiamoci a capire le ragioni.Quanto più l’atmosfera è ricca di festa tanto più sentiamo il peso degli affetti lacerati. Quanto più trionfa la lista dei regali inutili tanto più avvertiamo la banalità sterile del tempo quotidiano.
Ma c’è dell’altro. Chi riduce il Natale ai buoni sentimenti e a un amore sdolcinato, finisce per aumentare la solitudine di quanti vivono l’isolamento. Costoro immaginano che la festa non li abbia raggiunti e suppongono che Dio si sia scordato di loro.

Il Vangelo invece non lega il Natale di Gesù al consumismo e tanto meno a vaghi sentimenti di bontà. Ci assicura invece che Dio ha voluto raggiungerci nel profondo della nostra situazione e ovunque ci troviamo non saremo più abbandonati. Ci ha fatti suoi figli, non c’è bisogno di altro.

don Gianni Antoniazzi

Dei Maya ce ne facciamo un baffo

Inserito il 16 Dicembre 2012 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Il titolo non è elegante: chi legge il seguito capisce la ragione di tanta amarezza. Non serve preoccuparci delle profezie Maya: bastiamo noi italiani ad assicurare la nostra fine.

Nel ventennio fascista, quando i giornali di propaganda volevano ostentare sicurezza sulle minacce esterne scrivevano che del tale o tal altro nemico “se ne facevano un baffo”. Ormai tutti lo sanno. Venerdì prossimo, 21 dicembre 2012, secondo un’interpretazione del calendario Maya, dovrebbe esserci la fine, o quanto meno un cambiamento radicale, della storia. Sarà. Mi sembra però che la gente non si stia preoccupando molto di questa scadenza. Certo, non mancano le eccezioni. Alcuni anacefali, per esempio, versando cifre da capogiro, si sono stabiliti in una località francese, sicuri che sarà l’unico luogo di salvezza.

Noi cristiani ricordiamo bene quel che dice il Signore: “Quanto a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre” (Mc 13,32).

Ma la questione di fondo resta un’altra. Con la nostra situazione nazionale i Maya non ci spaventano. Con un po’ di impegno la fine del mondo ce la organizziamo da soli. Non bastava la crisi persistente, il dramma della disoccupazione, la fatica a tenere unito il Paese con un debito di 1975 miliardi di euro: era necessario anche aprire un tempo di ulteriore instabilità politica e sociale. L’altro ieri una persona disperata mi ha raggiunto per sfogare la sua rabbia contro questa situazione. Chi si spaventa più delle profezie del passato? Possiamo farci del male da soli. Se non fosse perché Dio continuerà ad amarci sempre e la sua provvidenza infonde energie sempre nuove ci sarebbe qui da scendere dalla giostra.

don Gianni

Non è momento di far capricci

Inserito il 9 Dicembre 2012 alle ore 08:02 da Don Gianni Antoniazzi

Una società agiata e spendacciona ha bisogno di gente capricciosa e dissoluta, che getti soldi al vento.  In un periodo di crisi è meglio tornare saggi e prudenti in fretta.

Non ho ben capito cosa sia successo: se fosse colpa mia chiedo scusa prima ancora di cominciare. L’idraulico che da tempo curava la manutenzione della caldaia mi ha prospettato un preventivo da 600 euro per cambiare la ventola. Ho risposto che cercasse un modo più economico per risolvere il problema. Dopo un giorno mi ha riportato il pezzo rotto e una lettera con le sue dimissioni.

Ho fatto finta di non capire e, col pretesto di chiedere chiarimenti gli ho telefonato per invitarlo a ripensarci. Nulla da fare.  E sì che l’ho pagato 900 euro tondi per l’ultimo intervento di manutenzione. Evidentemente confida di avere altri clienti. Ma così, poco per volta si tarpa le ali. In un periodo di crisi sarebbe meglio non essere permalosi. E non è il primo.

Una responsabile del nostro asilo ha chiuso in malo modo i ponti con altre scuole dove aveva la collaborazione. Poi è successo lo stesso con noi. E adesso? E la stessa cosa andrebbe detta per alcune coppie: separarsi in questo momento storico, è la peggiore delle scelte possibili (parla uno che in passato ha talvolta suggerito questo passo). In periodo di crisi costa meno andar d’accordo.

La più grande ricchezza per i nostri figli sarebbe insegnare loro a piegare la testa.

don Gianni

Quando un aiuto ci rovina

Inserito il 2 Dicembre 2012 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Nella storia, anche recente, ci sono esempi di aiuti che alla fine si rivelano rovinosi per chi li riceve. Dio non fa così: a Natale ci tende la mano ma ci lascia responsabili degli eventi.

Anni fa è arrivato il contributo europeo per i pannelli solari. Soprattutto al sud molti ne hanno profittato ma alcuni, col guadagno facile, hanno abbandonato la coltivazione di uliveti centenari. Finiranno i contributi e intanto i campi saranno andati in malora. Per anni ci hanno permesso di acquistare a rate. Adesso la cuccagna è finita. Abbiamo le case piene di cianfrusaglie (superate!) ma il conto in banca ci rende schiavi.

È cosa buona ricevere un sostegno: purché non diventi la nostra sventura.
Certe eredità hanno reso molle la vita dei giovani. In certi casi i missionari hanno visto che l’aiuto economico ai bisognosi favoriva la pigrizia piuttosto che la crescita. Ragionamento analogo dovremmo fare per certi genitori: per troppa protezione hanno guastato i figli. E qualche volta mi domando se anche lo Stato, col sacrosanto obbligo della scuola, non abbia invece rovinato la passione dei giovani per la sapienza.

Veniamo a noi. Presto celebreremo il Natale. Con la sua nascita Dio ci ha salvati: ha assunto la nostra natura per distruggere la morte. Ma il Natale non ci ha tolto la responsabilità di guidare la storia secondo i valori del Vangelo. Dio non si è sostituito a noi, ha preso la nostra mano per guarirla non per tagliarla. Non prendiamocela con il Signore se il male ci è ancora davanti. Sta a noi adesso vivere da persone.

don Gianni

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