Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Madonna della Salute

Inserito il 19 Novembre 2020 alle ore 14:15 da Don Gianni Antoniazzi

Sabato 21 novembre la Chiesa veneziana celebra la festa votiva vecchia di secoli per la liberazione dalla peste. I nostri padri hanno riconosciuto l’intervento di Dio nella storia della Serenissima. È un invito a rinnovare la fede

In occasione della Madonna della Salute, invitiamo tutti a venire in chiesa qualche istante e a raccogliersi in preghiera. Vicino all’ingresso ci sarà l’icona, esposta per la solenne venerazione. Come sempre, le porte della chiesa saranno aperte alle 5:00 del mattino, ma sabato 21 e domenica 22, chiuderanno solo alle 21:00, non prima.

Bisogna avere chiarezza su una questione: la preghiera non sostituisce la responsabilità umana, non si supplica il Signore perché Egli svolga il lavoro al posto nostro. Rivolgiamo invece la nostra invocazione a Dio, per intercessione della Vergine, affinché la nostra vita possa cambiare, essere sanata dall’egoismo, dall’orgoglio, dalla cupidigia e da ogni altra causa di malessere. Il Signore guidi le nostre scelte, le renda più responsabili, ci conduca ad impiegare le risorse umane e razionali per edificare il bene. Ci prenda per mano e ci accompagni verso l’uscita da questa malattia angosciante.

Detto questo ciascuno preghi come può, come gli è stato insegnato: il Signore non allontana nessuno dei suoi figli quando si presenta davanti a lui con umile sincerità.

don Gianni

Il nuovo messale

Inserito il 11 Novembre 2020 alle ore 18:03 da Don Gianni Antoniazzi

Nelle parrocchie è arrivato il Nuovo Messale, il volume di copertina rossa che viene usato sopra l’altare per celebrare la Santa Messa. Qualcuno si aspettava maggiori cambiamenti e un linguaggio più moderno

Un sacerdote della nostra diocesi (d.S.V.) commenta il Nuovo Messale con queste parole: “Ho avuto modo di sfogliare il testo e leggere alcune recensioni, generalmente positive. Ho l’impressione che questa edizione, tanto attesa e pubblicizzata, sia nata vecchia. La revisione è iniziata vent’anni fa: in vent’anni il mondo della comunicazione è radicalmente cambiato. Le tanto decantate novità sono realmente poche e poco significative. Permangono nel testo forme letterarie del vecchio messale, obsolete, poco accessibili alla gente […] La montagna ha partorito il topolino. Capita spesso quando il compito di rivedere qualcosa è affidato a ‘professionisti’ che hanno poca consuetudine con la vita quotidiana della comunità cristiana”.

Il sacerdote che ha scritto queste righe gode del mio affetto e della mia simpatia da decenni. È vero che il linguaggio avrebbe potuto essere più attuale e in effetti si usano concetti incomprensibili soprattutto ai più giovani. Tuttavia di per sé la liturgia realizza un “mistero” che supera le categorie umane. La salvezza della Pasqua è più grande della nostra comprensione. Quando celebriamo è normale che anche il linguaggio possa non corrispondere alla moda e, come avviene in alcuni testi poetici, chieda a chi partecipa di elevare lo sguardo oltre la semplice natura umana.

don Gianni

Notizie “in fumo”

Inserito il 4 Novembre 2020 alle ore 19:07 da Don Gianni Antoniazzi

è un fatto che in questo periodo l’informazione offra ampio spazio al Covid-19. Giornali, televisione e radio spendono molte risorse per spiegare la situazione alla gente. Anche altri temi, però, meriterebbero attenzione

I giornali sviluppano sempre più le informazioni riguardanti l’attuale pandemia. Ci riferiscono gli incrementi del Sar-Cov-2, spiegano quali siano i vari parametri, insistono sul rischio… In genere riportano un quadro allarmante. È giusto e noi cerchiamo sempre di mettere in pratica le indicazioni ricevute. D’altra parte i morti per Covid, nel pianeta, superano il milione e duecentomila e, nella sola Italia, si registrano più di 39.000 decessi.

Perché, però, non insistere anche su altre questioni di salute? Penso, ad esempio, al fumo. L’OMS riferisce che è la seconda causa di morte nel mondo e la più evitabile. Nel solo 2018 ha causato più di 6 milioni di vittime, oltre a 600.000 morti per fumo passivo. In Italia si contano dai 70.000 agli 83.000 decessi l’anno, il 25% dei quali tra i 35 ed i 65 anni. Entro il 2030 il numero mondiale delle vittime potrebbe salire a 8 milioni.

Dal momento che i numeri sono ben superiori al Covid, non sarebbe il caso di sviluppare le notizie anche su questo tema? Il fumo è contagioso: basta guardare i ragazzi. Non è propriamente una libera scelta: la nicotina crea subito grande dipendenza. Non basta un vaccino per smettere: spesso serve l’accompagnamento di un esperto. Grava sulla sanità con più soldi di quanti ne incassi lo Stato in tasse. Perché il mondo resta fumoso su questa piaga?

don Gianni

Oltre la soglia del tempo

Inserito il 28 Ottobre 2020 alle ore 16:30 da Don Gianni Antoniazzi

In questa domenica i cristiani celebrano con gioia la festa dei Santi e domani, lunedì 2 novembre, ci sarà la memoria dei defunti. È il compimento della Pasqua e della Pentecoste, eventi per la nostra salvezza

Nei primi due giorni di novembre la chiesa ci invita a contemplare due realtà: i fratelli “santi” che, per grazia del Padre, hanno raggiunto la pienezza della loro persona; insieme a questo dono ci sarà poi la preghiera per i defunti in genere, perché Dio possa far breccia col suo amore anche nel cuore di chi attende la piena realizzazione di sé. In ogni caso rifletteremo sul mistero della morte, esclusa dalla scena presente. Per chi ha fede, essa non è un dramma ma il passo verso il compimento.

Certo, quando una persona ci lascia soffriamo per il distacco. Ella però non viene meno. La Pasqua ci garantisce che oltre la tomba c’è la risurrezione. La Pentecoste pone nelle nostre mani lo Spirito del Risorto, seme della vita in Dio.

Nascondere la morte dal nostro sguardo non ci aiuta a trovare serenità e pace; al rovescio, trasforma le scelte quotidiane in illusioni, perché ogni progetto solo umano è come l’erba del campo che sarà falciata. La prospettiva del Vangelo, invece, non illude, è ragionevole, dà una speranza certa e indirizza la vita su valori duraturi.

don Gianni

Rispettare davvero l’ambiente

Inserito il 21 Ottobre 2020 alle ore 18:40 da Don Gianni Antoniazzi

Cresce il rispetto per l’ambiente e le sue risorse. La Bibbia per prima insegna la cura per la “casa comune” Papa Francesco ha dedicato un’enciclica a questo tema: “Laudato si’”. Manca ancora un po’ di concretezza

Questa (la copertina di lettera aperta della settimana, NdR) è la famosa tempera su tavola dal titolo “Città ideale”, custodita alla Galleria Nazionale di Urbino. L’opera, commissionata dal duca di Urbino Federico da Montefeltro (1422-1482), è di autore ignoto. Interessante notare che all’epoca la città ideale non prevedeva né un animale, né un albero… neanche un filo di verde. Ad indicare che il rispetto del creato non è un valore antico andato perduto ai nostri tempi. No: è una virtù tutta da costruire. Decisivo che non resti un’idea astratta, un’ideologia, ma riesca a raggiungere la realtà.

Ne parlo perché in canonica è arrivata una bolletta sorprendente: nell’ultimo anno € 3.600,00 di acqua per il solo edificio del patronato (consumi della canonica a parte). Una cifra vertiginosa. E bisogna tener conto dei mesi di chiusura. Il grande aumento dei consumi è stato registrato fra fine giugno e il mese di luglio, quando di per sé le attività erano a Gosaldo e qui c’era una presenza più contenuta di ragazzi. Forse qualcuno si è dimenticato aperto qualche rubinetto…

Al di là della spesa, pesante, dobbiamo imparare una maggiore attenzione per il creato: non è possibile sprecare così le risorse. Un racconto narra di una bambina che voleva cambiare il mondo. Le dissero di cominciare da un impegno semplice: non sbattere le porte di casa.

Inutile scendere in piazza per l’Amazzonia. Ricordiamoci intanto di chiudere i rubinetti.

don Gianni

Responsabile di mio fratello

Inserito il 15 Ottobre 2020 alle ore 08:48 da Don Gianni Antoniazzi

In questa domenica celebriamo la Giornata missionaria mondiale. Una volta dall’Italia partivano migliaia di sacerdoti per recarsi in zone remote del pianeta. Adesso vengono dall’estero a dare una mano fra noi

Per tradizione, nella Giornata delle missioni, si pensava alle “terre lontane”, dove non si conosceva il Vangelo. Qui è diverso: i nostri adulti non conoscono il Signore Gesù e la sua proposta di uomo nuovo. Certo: la maggior parte chiede il Battesimo, la Comunione e la Cresima per i figli. Non sempre, però, con l’intenzione di incontrare il Signore. Spesso c’è l’obiettivo di adempiere a una tradizione e di compiere un’iniziazione sociale. È cambiato dunque l’orizzonte.

Che senso ha, allora, la missione? Bisogna fare proseliti fra noi? Neanche per sogno! Si tratta piuttosto di dare agli altri la gioia che abbiamo ricevuto gratuitamente. Essere missionari significa non relegare la fede all’ambito privato e personale, come a dire: “La fede è affare tuo”. È necessario avere a cuore che altri possano incontrare il Signore. “Sono forse io responsabile di mio fratello?”, domanda Caino a Jahvè, interrogato della sorte di Abele. La nostra risposta dev’essere diversa: «Eccomi, manda me» (Is 6,8), ha risposto Isaia a Dio, preoccupato per il popolo; “Fratelli tutti”, ha appena scritto papa Francesco.

Con questa pandemia capiamo che non si può vivere ciascuno per conto proprio, ma insieme, avendo cura gli uni della salute degli altri. Bene, serve essere responsabili anche della fede altrui: da qui inizia una missione piena di gioia e di vita.

don Gianni

Il lupo di Gubbio

Inserito il 7 Ottobre 2020 alle ore 15:51 da Don Gianni Antoniazzi

Papa Francesco ha proposto una nuova enciclica dal titolo “Fratelli tutti”. Vi si legge anche una nuova proposta per guidare la realtà sociale, economica, politica e civile indossando lo sguardo del Vangelo

Alzi la mano chi ha approfondito l’enciclica “Laudato si’”, quella di papa Francesco sul creato. Già le persone “del settore” non si sono peritate più di tanto a leggerla, figuriamoci la gente poco abituata al linguaggio di fede

Così pure il nuovo documento “Fratelli tutti” rischia di rimanere carta morta, se nessuno la affronta. Nasce da una citazione di San Francesco, al quale nessuno era estraneo. Da uomo di pace, pur in un clima di crociate, visitò il Sultano d’Egitto (Malik-al-Kamil). Un’apertura straordinaria, visto l’ambiente culturale e i mezzi di trasporto a disposizione.

Qui però va ricordata un’altra esperienza condotta dal Santo d’Assisi a pochi passi da casa. Il Frate fu chiamato dalla gente di Gubbio a risolvere il problema delle razzie di un lupo feroce. Francesco, al posto di andare contro l’animale, scelse di parlargli con dolcezza. Lo chiamò “fratello lupo” e gli disse anche: “Io so perché fai questo, perché c’avevi fame”. Con carità creativa, e qui sta il colpo di genio, Francesco aiuta Gubbio ad “adottare” il lupo, così che l’animale, al posto di compiere grandi razzie, finisca i suoi giorni sfamato dalla città.

Questa è la vittoria sulla paura, questa è la pace possibile. È la capacità di andare oltre il linguaggio dei valori. È la voglia di scovare soluzioni sostenibili. Grande Francesco. L’enciclica respira questo stile: merita di essere conosciuta.

don Gianni

Libertà o rispetto?

Inserito il 30 Settembre 2020 alle ore 16:44 da Don Gianni Antoniazzi

In questi giorni è stato contestato un testo scolastico: un bambino di colore parla in modo sgrammaticato. Sembra giusto: noi Italiani partiamo dal rispetto per tutti e la libertà di espressione è un valore secondario

Mentre la Francia canta ogni forma di libertà, in Italia abbiamo l’attenzione per ogni persona umana.

Per esempio, è scoppiata la polemica circa un testo scolastico per le elementari: fra le immagini un bambino di colore diceva parole sgrammaticate: “Quest’anno io vuole imparare italiano bene”. Il manuale di letture “Le avventure di Leo” per la classe di seconda elementare edito dal Gruppo Editoriale Raffaello è dunque passato sotto il mirino dell’associazione “Educare alle differenze” che ne ha fatto un caso sui social.

In Francia invece prevale la libertà di espressione. Significativo il caso delle vignette satiriche di un famoso settimanale che continua a offendere i sentimenti religiosi. In quel caso i francesi parlano di diritto alla satira e alla libera espressione.

Forse sarebbe meglio riconoscere che questi vignettisti hanno superato il confine e sono passati sul versante della rabbia, della violenza, dell’insulto, privi di equilibrio e razionalità. Cosa viene prima: la dignità delle persone e il rispetto per la loro opinioni, anche religiose, oppure la voglia di vendere qualche copia in più di un giornale che offende la sensibilità altrui? Al solito, si nasconde la povertà umana sotto una patina di cultura di bassa lega.

don Gianni

Sempre pronti

Inserito il 23 Settembre 2020 alle ore 15:12 da Don Gianni Antoniazzi

Sarà il clima autunnale, sarà la fatica della ripresa, ma di fatto i segnali di fiacca si moltiplicano e talvolta soffocano l’iniziativa di chi avrebbe buone intenzioni. L’emergenza sanitaria impone di combattere la pigrizia

L’apostolo Paolo ammonisce i cristiani di Tessalonica: “chi non vuol lavorare neppure mangi” (2Tess 3,10). Alcuni, infatti, pensavano che in pochi giorni ci sarebbe stata la fine del mondo e avevano smesso di lavorare. A costoro l’Apostolo comanda di mangiare il proprio pane e di stare in pace. Chi per pigrizia, aveva smesso di lavorare, avrebbe dovuto attendere il Signore nel digiuno.

La situazione si sta ripetendo: col pretesto del Covid-19 ci stiamo mettendo a riposo. I segni di pigrizia sono parecchi. Per esempio: abbiamo pubblicato il calendario della parrocchia chiedendo ai gruppi di fare altrettanto. In 3 settimane nessuno ha risposto, se non per organizzare il servizio alle Messe delle 9:30 e delle 12:00. “È un peccato non far niente dal momento che non si può far tutto” (Churchill). Anche nel rispetto delle norme sanitarie c’è un po’ di pigrizia.

Qualche giorno fa una persona è venuta in chiesa ed è andata a sedersi. Durante la Messa ha cominciato a tossire. Ci sarebbe la regola di uscire subito e invece, per tossire con più facilità, questa persona ha pensato bene di togliere anche la mascherina, lasciando molti sbigottiti.

Questa negligenza è figlia di pigrizia. Sta bene allora una frase di Confucio: “La pigrizia cammina così lenta che la povertà non fa grande fatica a raggiungerla”. In effetti stiamo diventando così lenti nelle nostre attività che presto, sulla porta di casa, troveremo la povertà.

don Gianni

Il diacono Franco è tornato alla casa del padre

Inserito il 19 Settembre 2020 alle ore 14:55 da Don Gianni Antoniazzi

Cari amici, oggi la figlia del nostro diacono Franco ci ha informati che è andato in cielo.
Noi sappiamo che è accolto dal Padre del Signore Gesù. Con questa speranza certa ci stringiamo alla famiglia e partecipiamo al lutto che li ha colpiti.

Le esequie del nostro diacono Franco saranno celebrate in parrocchia giovedì 24 settembre alle ore 10.30. Presiederà il Patriarca Moraglia.

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