Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La Madonna della Salute

Inserito il 16 Novembre 2016 alle ore 20:03 da Don Gianni Antoniazzi

Il 21 novembre Venezia rende grazie alla Madonna della Salute. Da secoli adempie a un voto per la salvezza dalla peste. Oggi la celebrazione mescola rinnovate profondità di fede con tradizioni laiche

La festa della Madonna della Salute raccoglie motivi spirituali anche molto diversi. C’è chi si affida del tutto alla volontà di Dio, c’è chi va alla festa per scaramanzia “che, tanto, male non fa”; c’è chi partecipa per un riferimento tradizionale e chi invece vuole rendere grazie di un dono ricevuto. C’è chi spera di garantirsi la salute invernale e chi, dopo tanti anni, riscopre il suo rapporto con Cristo.

Nel dolore ci rivolgiamo all’intercessione di Maria perché ha vissuto la sofferenza unita al Signore. A Lei che ci è Madre, chiediamo lo stesso: che Dio non ci abbandoni quando si fa sera e su noi scende il mistero del dolore. Siamo certi che il Signore non disprezza la preghiera dell’uomo, anche quella che sembra superficiale. Come un Padre, ricco d’amore, sa valorizzare il bene di ogni suo figlio.

don Gianni

Leggiamo mai il vangelo?

Inserito il 9 Novembre 2016 alle ore 21:18 da Don Gianni Antoniazzi

I primi cristiani rischiavano la vita per una copia del Vangelo. È il testo più citato dall’umanità. La maggior parte della cultura mondiale lo prende in considerazione. I battezzati lo ignorano.

Il Vangelo è il testo che cresce con chi legge: solleva l’animo ad ogni età e ogni cultura vi trova un riferimento certo. È una fonte per chi cammina nel deserto. Ha la forza di cambiare la visione della realtà e della storia. Dopo aver incontrato il Vangelo le scelte di vita non sono più le stesse: purifica dal veleno di certe mentalità distruttive. In un mondo talora cieco apre la visione dei fatti secondo gli occhi di Dio. Ci mostra in pienezza il volto di Cristo. Purifica la mente dalla cupidigia e dall’egoismo. È il testo più vivo che si possa incontrare: ci rende profondamente giovani. All’estero, fa parte della dotazione della camera d’albergo. Quasi sempre è a basso prezzo, anzi talora lo abbiamo ricevuto senza spesa. In internet lo si trova del tutto gratis: che sia per questo che lo trascuriamo?

don Gianni

Niente telecamere alla nostra materna

Inserito il 4 Novembre 2016 alle ore 20:11 da Don Gianni Antoniazzi

In giro per l’Italia talora si ha notizia di qualche insegnante che usa metodi “bruschi” sugli alunni, soprattutto piccoli. Qualcuno auspica le telecamere dentro le aule. Ero della stessa opinione, ma…

Come in ogni ambiente, anche nella scuola ci sono alcune fragilità. Di recente abbiamo notizia di educatrici e insegnanti accusate di maltrattare i piccoli loro affidati.

È successo in periferia di Palermo, nel Comune di La Spezia, vicino a Modena, in un piccolo comune dei Colli Berici e in altri casi ancora. Che fare? Alcuni propongono le telecamere in classe e, sinceramente, pensavo di essere il primo a farlo dal momento che non abbiamo proprio nulla da nascondere.

Ne ho parlato con una persona saggia e mi ha convinto del rovescio. Mi ha fatto notare che il rapporto educativo si basa sulla fiducia tra famiglie ed insegnanti. In passato, quando questo legame era più forte, l’insegnamento era più efficace.

Oggi forse c’è più diffidenza. In certi casi i genitori manifestano il dissenso verso un insegnante davanti ai figli. Da parte mia incontro sempre insegnanti preparati, rispettosi e appassionati.

Mostrerei fiducia e rispetto verso tutti e in questo modo li aiutiamo a lavorare meglio nel loro ambiente. Se poi ci fosse un educatore troppo brusco, posto in un ambiente sereno, sarebbe subito aiutato dai colleghi a migliorarsi. Nel caso specifico del nostro Centro Infanzia sono certo che l’affetto e la responsabilità reciproca fra colleghi fa già più di qualunque telecamera. Per contro la videosorveglianza rischia di porre il gelo della diffidenza: tutti si sentirebbero sotto processo. Sarebbe la fine di un clima educativo.

don Gianni

La memoria dei defunti

Inserito il 26 Ottobre 2016 alle ore 18:37 da Don Gianni Antoniazzi

Martedì prossimo, 1° novembre, celebriamo la solennità di tutti i Santi. Il giorno dopo, il 2 novembre, la memoria dei Defunti. Sono appuntamenti che ci riempiono di speranza

C’è l’autunno con le sue piogge, le notti lunghe, il clima misero e la luce diafana. In campagna, per i terreni, è il tempo del riposo. Compiuti i raccolti, la memoria va ai defunti che dalla terra hanno ricevuto vita e da lei sono tornati. Per me la memoria dei genitori è una consolazione, non una tristezza: non li ho mai tenuti senza il ricordo della gratitudine. Da 50.000 anni e più, il “sapiens” depone le salme con rispetto mentre gli animali abbandonano chi non vive. C’è la certezza che il legame di chi si è amato resta. Anche per chi non crede, l’amore traspare d’infinito. Chi poi ha incontrato Cristo capisce che la morte è un passo verso Lui e sa che l’amore di Dio vuole riunire tutti oltre la morte (1Tm 2,4). Come però non si entra da soli nella vita, ma si riceve l’esistenza dall’amore di qualcuno, così solo nella comunione di un legame completo si approda alla sponda dell’Eterno. Questo è il mistero della preghiera per i defunti: essa è una comunione di fratelli che si rivolge a Dio perché con la sua misericordia cancelli le fragilità di chi ha attraversato il tempo e doni il compimento a coloro che abbiamo amato. Verrà il giorno in cui saremo tutti riuniti nell’amore.

don Gianni

Troppo presto e troppo tardi

Inserito il 19 Ottobre 2016 alle ore 20:09 da Don Gianni Antoniazzi

Come diventano adulti figli e nipoti nell’era di Internet? Per certi versi vivono tutto troppo presto, per altri aspetti appaiono spesso impreparati alle scelte della vita. In ogni caso sembrano aver troppo

Alberto Pellai è uno psicoterapeuta dell’età evolutiva. Ha saputo raccontare la situazione dei preadolescenti nella società di Internet. Per lui “tutto è troppo presto” (titolo del libro). Per esempio: “Nessuno lascerebbe i figli soli in una grande città di notte, eppure li lasciamo liberi di accedere alla rete più grande della storia facendo finta di non capire le conseguenze”. Le nuove tecnologie mettono in mano ai maschi più giovani la ricerca di una sessualità facile, immediata e di pronto consumo. La maggioranza di loro riconosce di visitare siti che i genitori non approverebbero. I social invece convincono le ragazze ad essere “sexy e ammiccanti”: qui, per loro, starebbe la chiave del successo. In ogni caso vi è un divario fra ciò che i figli fanno “on line” e ciò che i genitori si aspettano da loro e su troppi argomenti bruciano le tappe, anticipando situazioni che in passato si sarebbero vissute con altra maturità. Sui fatti decisivi, al rovescio, arrivano troppo tardi. Pare che non abbiano la forza o la consapevolezza necessaria per le decisioni che introducono alla maturità: arrivano quando il tempo è scivolato di mano. Nonostante queste indicazioni, per parte mia, resto convinto che la maggioranza dei giovanissimi abbia capacità e risorse necessarie a vincere queste sfide e a uscirne vincitori.

don Gianni

Credo la Chiesa Santa

Inserito il 12 Ottobre 2016 alle ore 21:16 da Don Gianni Antoniazzi

Qualche mese fa il Patriarca aveva accennato alle future collaborazioni pastorali. Giovedì 6 ottobre ha convocato i sacerdoti in Basilica a San Marco e ha indicato responsabili e compiti

I vescovi cercano soluzioni per annunciare il Vangelo con i pochi preti disposti a vivere fra la gente. Il Patriarca Francesco sta proponendo con forza le “collaborazioni pastorali” perché in futuro sia possibile guidare le parrocchie con passo uniforme. Noi siamo in collaborazione con San Paolo di via Stuparich, la Santissima Trinità e la Madonna del Carmelo alla Favorita. Da poco è stata aggiunta anche San Pietro Orseolo in viale don Sturzo. Il Patriarca avrebbe chiesto a me di esserne responsabile, a me che mai avrei voluto trovarmi in un percorso così complesso e pieno di fatiche. Vedo la vita di alcuni preti sul litorale con due o tre parrocchie: corrono come trottole eppure nessuno è contento perché tutti vorrebbero che il proprio orticello fosse il primo.

Qui esprimo tutta la mia fede nello Spirito di Dio che parla attraverso il Vescovo e sono disposto al sacrificio per rispettare questo principio. A suo tempo la nostra parrocchia non ha ben compreso la mancanza del cappellano e ha continuato a chiedere che il sacerdote rimasto lavorasse per due. In futuro questa comunità ricordi che da più di 60 anni non dà un prete per la diocesi e quindi accolga almeno l’idea di non averne uno tutto per sé.

don Gianni

Portare la Fede a tutti

Inserito il 5 Ottobre 2016 alle ore 19:53 da Don Gianni Antoniazzi

Domenica prossima, 16 ottobre, si celebra la 90ª Giornata missionaria mondiale. Avremo con noi Padre Vincenzo che poi subito partirà per il Brasile. Sosteniamo la sua opera

Domenica 16 ottobre celebreremo la novantesima Giornata mondiale delle missioni. Se per noi la fede è una gioia dobbiamo imparare ad offrirla con lo stesso entusiasmo e la stessa gratitudine anche a ogni persona che incontriamo.

Questa è la missione: non si tratta di fare proseliti in giro per il mondo, perché il Signore ama tutti e ne siamo certi. Se però vediamo che il Vangelo dà un senso alla nostra vita e ci rende contenti e pieni di speranza, se capiamo che Gesù è un compagno di cammino vero e prezioso, non una semplice idea del passato, un mito o un simbolo, allora ci viene voglia di offrire agli altri la stessa ricchezza.

C’è poi anche la questione della carità. Si tratta di sostenere la vita e le opere di chi consacra tutta la sua esistenza in mezzo agli ultimi. Desideriamo raccogliere anche un’offerta per Padre Vincenzo, che in questo ultimo mese è stato in mezzo a noi. Di solito vive nel Rio delle Amazzoni, in un luogo sperduto dove raggiunge i suoi villaggi con ore e ore di viaggio in barca. Le offerte di questa domenica andranno a lui e per le necessità della sua gente.

don Gianni

Il valore di un saluto

Inserito il 28 Settembre 2016 alle ore 16:35 da Don Gianni Antoniazzi

Stringiamo legami su Facebook, ma non scambiamo il saluto per la strada, come adolescenti che scrivono il proprio amore sugli sms e non rivolgono un sorriso incrociando la persona amata

Un saluto vale molto: indica un legame, offre serenità, mostra amicizia, dà conforto e fraternità. Nei sentieri di montagna ci si saluta con passione, ma in città ci contentiamo di un timido cenno di capo. “Ciao” è parola conosciuta in tutto il mondo (viene dal nostro s’ciavo) e proprio noi fatichiamo a salutarci. Il Vangelo di salvezza inizia col saluto dell’Angelo a Maria: ave (xαῖρε) “salute”, e si conclude con shalom “pace”, il saluto del Risorto nel cenacolo. Gesù raccomanda ai suoi di salutare le famiglie: “Pace a questa casa” (Lc 10,5) e Maria si mette a servizio di Elisabetta con un saluto che la fa danzare di gioia. Oramai ci siamo abituati a vivere da estranei: in bus, in sala d’attesa, al mercato, quando camminiamo in centro stiamo gli uni accanto agli altri da forestieri. Io per primo faccio fatica a ricordare i nomi e talora sono così sopra pensiero da dimenticare un buongiorno a chi incontro. Chiedo scusa.

Invito me stesso e chi legge a fare un passo di coraggio e a porgere per primo il saluto. Ne guadagneremo in vitalità.

don Gianni

Prendere sul serio la vocazione

Inserito il 21 Settembre 2016 alle ore 20:43 da Don Gianni Antoniazzi

Sempre meno sacerdoti: la soluzione non è il matrimonio né gli arrivi dall’estero, ma l’apertura responsabile alla chiamata di Dio

La presenza religiosa sta calando. I sacerdoti ordinati a giugno sono andati a Quarto d’Altino, a Caorle e a Favaro. Uno continuerà gli studi. Nessuno a Mestre e il prossimo anno non ci saranno ordinazioni. Il monastero delle Carmelitane chiude e i Conventuali lasciano il Sacro Cuore. Non basta: domenica scorsa un sacerdote ha rinunciato al ministero. Nessuna condanna, ma a 50 anni avrebbe potuto sostenere una parrocchia importante. Notizie pesanti, insomma.

Qualcuno confida nella responsabilità dei laici. Giusto, ma nei fatti pochi sono disposti a portare le pesanti responsabilità quotidiane. Altri immaginano di dare il sacerdozio a gente sposata. Anglicani, Evangelici e Maroniti da tempo lo fanno, eppure sono alla frutta peggio di noi. Nel mondo ortodosso non va meglio e tanti sacerdoti sono addirittura divorziati. Qualcuno parla del presbiterato alle donne. Nessun dogma lo vieta.

Laddove si è fatto, non si sono però risolti problemi, anzi sono nate divisioni.

Avremo i sacerdoti dalle missioni? Uno è venuto, ma niente da fare: ciascuno va meglio nel suo ambiente. Qui abbiamo le nostre necessità e la mentalità di un africano, per esempio, fatica a incontrarsi con le attese di un giovane mestrino.

Bisogna ammettere che i neocatecumenali invece continuano ad avere vocazioni e molte: al sacerdozio, alla vita religiosa e al matrimonio con tanti figli.

I fatti parlano e zittiscono le idee. Quando la fede è proposta con passione e vissuta in una comunità di fratelli, quando la si propone in modo sereno ai giovani, c’è spazio perché la vita fiorisca con abbondanza. Di questa vita avrebbe bisogno anche il nostro territorio.

don Gianni

Il servizio rende belli

Inserito il 14 Settembre 2016 alle ore 19:00 da Don Gianni Antoniazzi

Madre Teresa è stata proclamata santa. Ha donato la sua vita, ha trovato gioia, ha cambiato il corso del ’900, ha diffuso la luce di Dio. Perché non seguire il suo esempio?

La Scrittura Divina (Qoèlet) comanda di godere la vita. Al tempo di Gesù un celebre rabbino, Hillel, affermava che Dio ci chiederà conto delle gioie che non abbiamo saputo assaporare. Su questo tema anche il Vangelo è chiaro: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. Gesù non mortifica l’uomo, ma indica la strada per una felicità completa: il dono della vita. Egli stesso non è venuto per farsi servire, ma per servire.

Questa parrocchia ha sempre avuto una grande tradizione di servizio. In questi anni però il lavoro è sempre più esigente e la pensione giunge più tardi. Pazienza. Il servizio resta la condizione per la gioia. In parrocchia servirebbe qualche disponibilità, anche maschile, per le pulizie. Sono necessari nuovi catechisti. È necessario un aiuto grande fra gli amici del patronato: accudire i ragazzi nello svago è un annuncio prezioso del Vangelo. Fra poco cercheremo altri insegnanti per il dopo scuola. Il Signore ha dato talenti in abbondanza a tutti. Pensiamoci.

don Gianni

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