Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Orari di catechesi

Inserito il 8 Settembre 2016 alle ore 07:16 da Don Gianni Antoniazzi

Fino allo sfinimento mi permetto di riportare ancora gli orari della catechesi per il prossimo anno scolastico 2016-2017, così che le famiglie che vogliono dare ai figli una formazione secondo Cristo e i sacramenti della fede sappiano regolarsi e gestire i propri impegni:

  • 3a elementare giovedì ore 16.45;
  • 4a elementare giovedì ore 16.45;
  • 5a elementare lunedì ore 17.00
  • 1a media lunedì ore 17.00;
  • 2a media lunedì ore 17.00;
  • 3a media giovedì ore 17.00.

Scrivo queste righe dalla Croazia dove sono in pellegrinaggio con un gruppo di parrocchiani. E qui sono stato raggiunto da una notizia che divulgherò quando sarà più chiara. È sufficiente dire che la catechesi di 2a elementare, inizialmente prevista per il giovedì alle ore 16.45, potrebbe essere anticipata al mercoledì, sempre alla stessa ora.

Segnaliamo che, per le elementari, se ci fosse un gruppo sufficientemente nutrito per ogni classe di catechesi, la parrocchia cercherà di fare anche un secondo turno il sabato mattina alle ore 10.00.

Ricordo anche che sono previste le riunioni coi genitori. Quest’anno abbiamo pensato di non appesantire la prima settimana di scuola con altri incontri. Le riunioni saranno dunque nella settimana successiva con questo calendario:

  • genitori 2a e 3a elementare: martedì 20 settembre ore 18.30;
  • genitori 4a e 5a elementare: mercoledì 21 settembre ore 18.30;
  • genitori 1a e 2a media: giovedì 22 settembre ore 18.30;
  • genitori 3a media: venerdì 23 settembre ore 18.30.

È brutto dirlo, ma è anche giusto che si sappia che la riunione è obbligatoria anche perché in alcuni casi è una delle poche occasioni in cui ci si vede col parroco e gli si possono rivolgere domande. La catechesi per elementari, medie e superiori inizierà da lunedì 26 settembre.

Serve andare a scuola?

Inserito il 7 Settembre 2016 alle ore 17:18 da Don Gianni Antoniazzi

Il 12 settembre, inizia la scuola dalle elementari alle superiori. Quanto è utile per la crescita dei ragazzi e giovani? E che peso può avere la catechesi?

La scuola allarga le possibilità o tarpa le ali all’immaginazione? Abbatte le disuguaglianze o non è neanche al passo con le nuove tecnologie? Cerca il bene degli alunni o la gloria dei docenti? Un proverbio tedesco sancisce che chi si perde nello studio non trova poi la strada della vita. La realtà sembra altra: Zuckerberg (Facebook), S. Jobs (Apple), L. Ellison (Oracle), Henry Ford, Ralph Lauren, ma anche Leonardo Del Vecchio (Luxottica) e altri uomini straordinari han lasciato la scuola proprio per vivere. Sono convinto che la pubblica istruzione sia uno strumento, segnato da fragilità umane, buono a seconda dell’uso che ne fanno gli alunni. Se in chi frequenta ci sono capacità, saranno amplificate. Agli alunni auguro di porsi sempre nuove domande, ai genitori di non smettere lo studio, agli insegnanti di indicare la sapienza. Quanto ai catechisti e a me stesso tremo all’idea di sciupare il Vangelo senza che alcuno se ne innamori. Quando gli obiettivi hanno il respiro di un anno si semina frumento, 20 anni si pianta un albero, un secolo si insegna agli uomini. Se l’obiettivo è l’eternità si trasmette il Vangelo.

don Gianni

Raccolta per i terremotati

Inserito il 31 Agosto 2016 alle ore 18:54 da Don Gianni Antoniazzi

Il 24 agosto scorso un terremoto ha colpito alcuni paesi dell’Italia centrale. La parrocchia aderisce alla proposta della Cei per far luogo a una raccolta fondi domenica 18 settembre

Così ci scrive il Vicario Generale, Angelo Pagan.
La Chiesa di Venezia, nel partecipare al dolore delle vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia, intende esprimere la propria vicinanza cristiana con la preghiera e la carità. In tutte le chiese del Patriarcato, domenica 18 settembre 2016, si preghi affidando i defunti alla Misericordia del Signore e i vivi al suo conforto, e si effettui una colletta con cui contribuiremo alla colletta nazionale della CEI. Grato per la vostra sensibilità, saluto tutti cordialmente nel Signore.

Nel Vangelo di domenica scorsa Gesù ha fatto una raccomandazione: che i discepoli invitino a pranzo anche chi non può restituire il favore. L’amore genuino non fa calcoli e non esige il ricambio.

Davanti a noi stanno i fratelli del centro Italia colpiti dal terremoto: facciamoli sedere al banchetto della nostra vita e sosteniamoli con un’offerta. Dopo le necessità della prima ora, essi devono affrontare la durezza dell’inverno e la ricostruzione del loro territorio. Carpenedo è sempre stata generosa: nonostante le difficoltà del tempo presente, continua ad essere una fra le zone più serene e dinamiche di Mestre. Domenica 18, durante le Messe, raccoglieremo dunque questo aiuto e di certo la gente non mancherà di mostrare il proprio cuore.

don Gianni

Villa Flangini: un successo

Inserito il 24 Agosto 2016 alle ore 19:32 da Don Gianni Antoniazzi

Molti giornali hanno titolato che durante l’estate gli anziani sono rimasti soli in città. Per loro la parrocchia di Carpenedo ha organizzato i soggiorni ad Asolo con risultati straordinari

In questa settimana si concludono i soggiorni ad Asolo per gli adulti e gli anziani organizzati dalla parrocchia presso Villa Flangini. Giornali radio e televisione hanno più volte parlato del problema degli anziani rimasti soli in città durante l’estate. Su lettera aperta di questa settimana pubblichiamo la sintesi di una lettera che ci è stata segnalata su questo argomento. L’Auser ha cercato di porre rimedio al problema della solitudine con un numero di telefono al quale rivolgersi: 800-995988, attivo tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00.

La parrocchia ha proposto di riprendere i soggiorni ad Asolo e il bilancio è più che positivo. Hanno partecipato circa 90 persone. L’esperienza è stata sostenuta da cuochi impeccabili e da animatori straordinari. Per tutto il mese di agosto c’è stato il fresco e il ventilato tipico del celebre microclima di Asolo: notti fresche e giornate ariose e miti. Diciamo grazie alle cuoche Rita ed Emanuela B. con Emanuela R., che hanno deliziato gli ospiti con abilità meritevoli da 5 stelle. Grazie  alle coppie di adulti Flavia e Sandro Stella, Marta e Roberto Pagotto, che sono stati punti di riferimento costanti per ogni bisogno ed hanno animato le tre settimane. Grazie ai giovani Emma e Matteo che hanno portato una folata di freschezza e hanno lavorato sia nel servizio mensa sia nella cura delle pulizie. Grazie a don Claudio che per 3 settimane si è fermato ad Asolo e ha offerto amicizia e sapienza spirituale agli ospiti. Grazie a Vallì che, gettando il cuore oltre l’ostacolo, da mesi ha preparato con cura ogni cosa. E grazie di cuore ai molti ospiti che hanno creato un clima famigliare, festoso, sereno, pieno di vitalità. I cuochi, i giovani e gli staff di animatori hanno riferito che mai si sarebbero aspettati una tale soddisfazione.

È stato prezioso far rivivere Villa Flangini come luogo di attività famigliare per la crescita e lo sviluppo della vita parrocchiale! Molti già ci hanno chiesto di tornare il prossimo anno e ci hanno rimproverato di non aver fatto un’adeguata pubblicità per quest’estate. È vero: abbiamo usato un profilo sempre molto prudente. D’altra parte era il primo anno e dovevamo capire se gli obiettivi erano stati tarati in modo corretto. Ora che abbiamo sperimentato con successo la formula speriamo di poterla sviluppare, ampliare e riproporre moltiplicata per l’anno venturo. Confidiamo che quelli che sono venuti ci aiutino a diffondere la notizia e incoraggino amici e conoscenti a provare l’esperienza durante l’estate del 2017.

don Gianni

I desideri dell’uomo moderno

Inserito il 17 Agosto 2016 alle ore 17:29 da Don Gianni Antoniazzi

Negli Stati Uniti qualcuno ha stilato la classifica dei dieci desideri più importanti per l’uomo d’oggi

Al primo posto c’è il desiderio di restare giovani, al secondo di essere felici, poi diventare immortali, tornare indietro nel tempo, e non perdere la persona amata. Al sesto posto c’è il desiderio di essere sani, poi innamorarsi, essere famosi, e viaggiare per il mondo. Solo al decimo posto c’è il desiderio di diventare ricchi. Tra i primi dieci non c’è quello di fare del bene.

Tre dei primi desideri per l’uomo moderno riguardano il tempo: restare giovani, diventare immortali, e poter tornare indietro nel tempo. Il tempo è la ricchezza più desiderata: ci è dato gratis, ma è impagabile. La sua qualità dipende dall’uomo. Einstein scriveva così: “Quando un maschio siede vicino ad una ragazza carina per un’ora sembra sia passato un minuto, ma fatelo sedere su una stufa accesa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora”.

Il saggio coglie il senso del tempo e lo riempie di vita. Al rovescio, Luigi XIV, re di Francia, la sera del 14 luglio 1789 (Rivoluzione Francese) scriveva nel suo diario: “Oggi niente di nuovo”.

Un cristiano capisce che questo è un tempo di passaggio e mentre invecchia tiene lo sguardo sul “giorno senza tramonto”. Lì c’è la nostra speranza per stare nella giovinezza di Dio.

don Gianni

Assunzione di Maria

Inserito il 10 Agosto 2016 alle ore 17:36 da Don Gianni Antoniazzi

Nel cuore dell’estate, i nostri bisnonni, facevano festa per rafforzare i legami di fraterni-tà. L’Assunta si sposava con le tradizioni locali della campagna per promuovere la vita

Lunedì prossimo, 15 agosto, celebreremo la solennità dell’Assunzione di Maria. I nostri vecchi, soprattutto nelle campagne, profittavano di questa festa per rafforzare la fraternità. L’Assunta si sposava con le tradizioni locali per promuovere la gioia dello stare insieme. La situazione contemporanea è molto cambiata e si punta ad un riposo più personale. Noi cristiani capiamo bene la radice della festa. Da una parte l’Assunzione di Maria “in cielo” garantisce che l’uomo è sempre amato da Dio. Siamo noi a chiamare qualcuno “lontano”, ma questa parola esprime la nostra distanza dal fratello, non la sua da Dio. Dall’altra parte questa solennità annuncia che la morte non ha l’ultima parola sulle vicende umane. «Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti» (1Cor 15,20).

Forse non crediamo fino in fondo alla completezza della risurrezione. Ecco alcune parole di Enzo Bianchi: «La grande Tradizione della Chiesa ha gradualmente proclamato Maria al di là della morte, in quella dimensione altra dell’esistenza che non sappiamo chiamare se non “cielo”, una parte della “terra” nel “cielo”. In Maria è anticipata la meta che attende ogni essere umano, “Dio tutto in tutti” (cf. 1Cor 15,28), è primizia e immagine degli uomini presso Dio».

don Gianni

Senza situazioni stabili

Inserito il 3 Agosto 2016 alle ore 19:41 da Don Gianni Antoniazzi

Il tempo attuale ha le sue caratteristiche: precarietà negli affetti, instabilità nelle relazioni, incertezza nei valori. I giovani in particolare sembrano quanto mai variabili

Durante i campi si respira la mentalità piuttosto ballerina dei ragazzi e il loro bisogno di riferimenti sicuri. Figli di un dinamismo frenetico, sembrano prigionieri di un presente perpetuo e trafelato: in equilibrio precario, senza una vocazione stabile e riferimenti certi. Non si adagiano su adulti stabili, perché cambiamo e dimentichiamo di dare loro il tempo per capire le nostre modifiche. C’è nei nostri ragazzi un senso di insoddisfazione ed incertezza. Sembrano figli del consumismo e della competizione.  All’inizio del ‘900 Pirandello non capiva se la persona fosse in realtà “uno, nessuno o centomila”. Oggi i ragazzi vivono come se la persona non ci fosse. Enzo Bianchi parla di un “soggetto oramai corrotto”.

Anche l’amore è solo un passaggio. D’altra parta “come si può amare una persona, quando in Internet se ne incontrano migliaia che potrebbero piacere di più?” La Verità non è un valore esterno da riconoscere. Semmai è la presunzione riposta nei propri pensieri. Ci sono ragazzi che sanno tutto e purtroppo questo è tutto quello che sanno.
Sembrano installati in una società oramai liquida (Baumann) che non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo. C’è la sete di una certezza assoluta. L’unica risposta è scoprire che Dio ci ama, comunque e sempre.

don Gianni

Confine tra fede e magia

Inserito il 27 Luglio 2016 alle ore 18:26 da Don Gianni Antoniazzi

Non è facile distinguere fede e magia. A volte il confine sta nel cuore dell’uomo. In un periodo di scienza, benessere e laicismo si rifiuta la prima e si accoglie la seconda

Nella nostra chiesa, presso la statua di Santa Rita, qualcuno sta lasciando il foglietto riportato qui sotto. Nell’ultima parte si propone una specie di “catena di Sant’Antonio” che di fatto riduce la preghiera a un atto magico.

Da sempre l’uomo spera di trovare formule e gesti capaci di obbligare una “forza” superiore a compiere i propri capricci. Di contro, la fede cerca un rapporto personale, di affetto figliale con Dio Padre il quale non toglie la responsabilità della vita, ma cammina accanto ad ogni uomo. Tante volte anche gesti di fede autentica possono essere ridotti a magia. La fede muore quando, per esempio, si prega o si svolge un servizio soltanto con l’obiettivo di consegnare a Dio una serie di richieste, a mo’ di contropartita. Fra due fidanzati non si misura quello che si riceve e quello che si dà. Si cerca sempre il bene dell’altro e si porta insieme la responsabilità delle scelte future. La fede domanda un atteggiamento analogo. Il resto non le appartiene. Allontaniamoci dunque da frivolezze che portano con sé un volto satanico.

don Gianni

Catena di Sant'Antonio

Tanta pancia ma poco cervello

Inserito il 20 Luglio 2016 alle ore 18:22 da Don Gianni Antoniazzi

La scorsa settimana a Fermo c’è stato l’omicidio di un nigeriano. Tutti hanno condannato senza appello l’italiano, autore del gesto. Pare adesso che i fatti siano andati diversamente

La morte del nigeriano Emmanuel, l’immigrato richiedente asilo, ucciso da un ultrà a Fermo, ha sollevato l’indignazione generale. Sono giunti diversi testi con la preghiera di pubblicarli su “lettera aperta”. Esprimevano la ferma condanna dell’italiano e parole di esaltazione per il nigeriano.

In effetti da principio la vicenda era stata diffusa con toni commoventi. Emmanuel e la moglie Chiniary dopo tragiche peripezie erano giunti in Italia, ma l’arrivo in questa terra ha segnato la fine delle loro speranze. Un 39enne di Fermo, Amedeo Mancini, avrebbe insultato la donna chiamandola “scimmia africana”. Il marito sarebbe intervenuto e l’italiano avrebbe ucciso Emmanuel a pugni e calci, colpendolo anche con un cartello stradale. Indignazione generale e condanna unanime del web per la nostra barbarie.

In seguito però le indagini hanno cambiato questa ricostruzione fatta dalla moglie. Sei testimoni oculari smentiscono le parole della vedova. Il famoso “cartello stradale” sarebbe stato preso e usato dal nigeriano non dall’italiano. Amedeo Mancini, l’ultrà con precedenti violenti, sarebbe stato pestato per diversi minuti, anche dalla moglie di Emmanuel. Forse ci sarebbero altri nigeriani nella scena… Alla fine Amedeo Mancini avrebbe reagito, ma con un solo colpo, purtroppo ben assestato e mortale. Tutto va detto col condizionale perché nulla viene ancora confermato dalle autorità competenti.

Prima di pubblicare testi di sdegno o solidarietà, prima di accusare gli uni o gli altri, aspettiamo l’esito delle indagini che accerteranno i fatti e le responsabilità di ciascuno. Il resto appartiene alla pancia di Internet che, nel fare commenti, si lascia condurre da paure, precomprensioni e sentimenti più che dal ragionamento e dai fatti.

don Gianni

Redentore e trasgressione

Inserito il 13 Luglio 2016 alle ore 18:13 da Don Gianni Antoniazzi

Sabato 16 luglio la città di Venezia festeggia il Redentore. Per divertirsi molti giungono anche da lontano, ma la gioia sembra figlia soltanto della notte e della trasgressione

In occasione del Redentore molti cercano il divertimento. Pare però che in questi anni la gioia sia figlia soltanto della notte, della trasgressione e di sostanze eccitanti.

Sembra che per festeggiare la laurea sia necessario il vino fino a perdere la testa. Pare che non abbia senso il lavoro dalla settimana senza la trasgressione del week-end.

Forse abbiamo dimenticato la bellezza di una vita piena di significato, a servizio delle persone che amiamo. Il Vangelo ci è stato dato perché ogni uomo abbia la gioia e la gioia sia piena. Quanto è buia l’esistenza di chi non sa più come essere contento. Il Signore, che conosce il cuore di ognuno, sa di che abbiamo bisogno. La sua voce però pare la meno accolta.

don Gianni

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