Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Televisione: progresso o decadenza?

Inserito il 2 Marzo 2016 alle ore 14:44 da Don Gianni Antoniazzi

La televisione è stato uno strumento prezioso della nostra società contemporanea. Oggi non è sempre un motore del progresso. Talora spaventa per la sua stupida superficialità

Per caso, domenica scorsa, ho guardato Rai 3. Intervistavano un tale che si dichiarava teologo, ma sembrava uno zuccone scimunito. La giornalista lo incalzava perché affermasse che le religioni sono fonte di divisione, ma lui rispondeva per monosillabi. Una sceneggiata. Quell’episodio aveva però la pretesa di entrare nella testa della gente con la forza di un’affermazione indiscutibile.

In molte occasioni la televisione più che formare crea barbarie. Una sirena che canta, chiama e alletta, promettendo tanto e concedendo poco. Non resta che spegnere.

In passato la tv ha dato un contributo al Paese: informazione, cultura, un linguaggio comune. Oggi gli spettatori si sentono intelligenti che guardano cretini al posto di sentirsi cretini che guardano intelligenti. Per rincorrere l’audience propone stupidità e tradisce la realtà.

A suo tempo ho rilasciato un’intervista che, debitamente tagliata, è stata montata a fini politici. Alla richiesta di avere il video integrale il rifiuto è stato netto.

Per fortuna gli italiani sono intelligenti, più di tanti furbetti della tv. Per carità: fra loro ciascuno è libero di seminare quel che vuole, ma sarà costretto poi a raccogliere quel che ha seminato.

don Gianni

In pellegrinaggio alla Porta Santa

Inserito il 24 Febbraio 2016 alle ore 20:57 da Don Gianni Antoniazzi

La parrocchia, insieme al vicariato di Carpenedo e a quello di Favaro-Altino, è invitata alla Porta Santa sabato 12 marzo alle ore 16.00. Non lasciamoci sfuggire quest’occasione di vita

Il 12 marzo, sabato pomeriggio, alle ore 16.00, è previsto il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Marco del vicariato di Carpenedo insieme a quello di Favaro-Altino. È l’occasione vera, per tutti, per compiere un gesto semplice ma autentico di riconciliazione con Dio. Con la Pasqua, Gesù ha aperto il passaggio al banchetto di vita con Dio. Ha spalancato le ante ed ora Dio accoglie ogni uomo che accetti il suo amore.

Gli sbagli e le fragilità, per quanto faticosi da ammettere a noi stessi, sono vinti dalla grazia di Dio. La Chiesa ha il compito di tenere aperta questa porta. Anzi: nessuno deve neppure toccare i battenti. Sabato 12 compiremo un gesto simbolico e al contempo sacramentale, cioè vero ed efficace. Lo faremo insieme il pomeriggio, alle ore 16.00, in San Marco. Possiamo compierlo per noi o per uno dei nostri defunti: io per esempio per mia madre. Per ragioni di sicurezza è necessario dare la propria iscrizione in segreteria: o venendo di persona o telefonando allo 0415352327 oppure mandando una mail all’indirizzo: parrocchia@parrocchiacarpenedo.it.

don Gianni

Europa nonna ormai sterile

Inserito il 17 Febbraio 2016 alle ore 15:35 da Don Gianni Antoniazzi

“Ho fatto arrabbiare la Merkel”, ha confessato papa Francesco in una intervista. L’impressione, però, è che l’Europa abbia la coda di paglia

Tempo fa – eravamo a novembre 2014 – papa Francesco ha parlato al Parlamento europeo di Strasburgo. In quell’occasione, Bergoglio aveva paragonato l’Europa a un’anziana sterile, come Sara, moglie di Abramo. Aveva aggiunto che vi era pure la possibilità di avere un figlio, come nel caso di Sara. È necessario però che l’Europa «faccia tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialità». Solo così sarà «immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente».

Di recente papa Francesco ha detto che la Merkel si è offesa per quelle parole. In realtà, almeno pensando all’Italia, par proprio che l’immagine della nonna non più fertile sia del tutto calzante. Spaventa la presunzione con la quale nessuno accetta di essere corretto, ma preferisce andare verso il burrone ad occhi bendati.

don Gianni

La conversione degli adulti

Inserito il 10 Febbraio 2016 alle ore 19:05 da Don Gianni Antoniazzi

In questa Quaresima, quinta elementare e prima media si preparano ai Sacramenti. Serve anche il nostro esempio. Un adulto riceverà i Sacramenti la notte di Pasqua

I ragazzi non ascoltano. I ragazzi guardano. Se noi adulti ci nutriamo di soldi, tecnologia, vacanze e rabbia, loro faranno altrettanto.

Se nostro cibo è fare la volontà di Dio, così faranno anche loro. Se noi adulti troviamo sicurezza nel possesso e non nel servizio, allo stesso modo anche i figli ci abbandoneranno nell’ora del bisogno. Se abbiamo a cuore la Quaresima e facciamo qualche passo di conversione, così sarà per i nostri figli. Il cammino dei figli non dipende anzitutto dai catechisti, ma da noi adulti e genitori. I catechisti possono sostenere quello che noi per primi trasmettiamo, poco di più. È decisivo dunque che noi adulti stiamo col Signore. Il resto viene. C’è anche una notizia gioiosa: un giovane, durante questa Quaresima, compirà un proprio cammino e la notte di Pasqua riceverà i Sacramenti dell’iniziazione cristiana. Accompagniamo lui e i nostri figli in questo cammino di gioia.

don Gianni

Ceneri, comincia la Quaresima

Inserito il 3 Febbraio 2016 alle ore 16:14 da Don Gianni Antoniazzi

Mercoledì 10, con l’imposizione delle Sacre Ceneri, ha inizio il tempo forte della Quaresima. Deponiamo le maschere. Il digiuno, la preghiera e la carità aiutano a guardare se stessi con occhi veri e gioiosi

Ancora per qualche giorno viviamo il clima del Carnevale Veneziano. Da mercoledì prossimo, 10 febbraio, siamo invitati ad entrare nella Quaresima. A qualcuno questo passaggio potrebbe ricordare un clima tetro e faticoso. A ben guardare non è così. Il carnevale si anima di feste e scherzi, di maschere e follie; spesso però lascia dietro a sé un seguito di tristezza e vuoto. Al rovescio, la Quaresima si presenta come un tempo di fatica, ma sempre ci riempie di soddisfazione, ci aiuta a trovare equilibrio e gioia, ci libera da molte schiavitù e ci toglie la patina di vecchiume ammuffito. Ci ridona una speranza forte per l’avvenire. Entrare in Quaresima e togliersi dalle dipendenze quotidiane è segno di coraggio, ma anche di intelligenza. Tenere a cuore le necessità dei fratelli è una ricchezza prima per noi che per loro. Custodire un ritmo quotidiano di preghiera significa spalancare le finestre interiori al vento dell’infinito e far entrare nella vita l’aria buona che profuma di gioia.

don Gianni

Ci facciamo troppi sconti?

Inserito il 27 Gennaio 2016 alle ore 18:16 da Don Gianni Antoniazzi

La discussione politica s’infiamma. Talora la vita di questo Stato mi sembra tanto lontana dalla mia. Eppure non si può far finta di nulla. Bisogna riflettere sui valori del futuro

Mi chiedono con insistenza di dire una parola sulle unioni civili.

In tempi non sospetti, ho scritto che ritengo vero l’affetto fra persone dello stesso sesso. Concordo però con Papa Francesco, il quale mantiene distinto il matrimonio da tutti gli altri legami. Considero poi incauta l’adozione dei figli. Su questo serve una lunga riflessione.

Da 50 anni, per esempio, molti intellettuali insistono per la co-educazione di entrambi i sessi, ritenendolo un valore prezioso. Ora qualcuno cambia bandiera e sostiene che anche gli adulti dello stesso sesso possano educare un bambino. Ma questa è una ricerca di voti più che di verità. I diritti sono per tutti: non solo per gli adulti. Anche i bambini cercano completezza. Non è sufficiente un “amore” generico perché ogni strada diventi legittima. Per esempio in Belgio e in Francia alcune lobby hanno già chiesto di riconoscere autentico l’amore che lega un adulto ad un bambino (una volta lo chiamavamo “pedofilia”).

Sarà così anche in Italia? Avremo come in India matrimoni fra un cinquantenne e una dodicenne? Mi sembra che negli ultimi anni ci stiamo facendo sconti su tutto e non mi pare abbiano portato vita e gioia. Purtroppo, inoltre, anche nella comunità cristiana tendiamo ad ottenere ogni tipo di sconto.

Non basta dire di no al divorzio, all’aborto o alle unioni civili. Così non si costruisce nulla. E non si costruirà ancora nulla. La società non sta morendo a causa delle unioni civili ma perché non ci sono più famiglie serene, capaci di nuova vita. Il problema è che i nostri giovani,  pur legati al Vangelo, non sembrano innamorati della famiglia.

Se noi cristiani siamo convinti del valore del matrimonio, se riteniamo che sia fonte di vita, non possiamo soltanto dire no ad altre strade. Basta tergiversare: dobbiamo proporre una vita di famiglia che piaccia ai giovani, che li appassioni. È necessario che sentano la bellezza della famiglia pur nella fatica attuale. Se altri vorranno seguire strade diverse mi importa meno.

Noi, che crediamo al Vangelo, stiamo facendo una proposta appassionata per i figli? Non è peraltro la stessa cosa giungere al matrimonio da giovani o dopo aver provato di tutto. Stiamo rinviando le nozze di continuo. Che succede? Non è che stiamo proponendo un Vangelo scontato a tal punto da non affascinare più nessuno?

don Gianni

Unità dei cristiani

Inserito il 20 Gennaio 2016 alle ore 19:32 da Don Gianni Antoniazzi

Dal 18 al 25 gennaio è in corso la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. In parrocchia c’è un cammino fraterno: c’è affetto per gli adulti (badanti soprattutto) e accoglienza per i giovanissimi

Qui vogliamo bene ai fratelli cristiani, anche di altre confessioni. In patronato sono accolti ragazzi e bambini senza alcuna discriminazione. C’è gratitudine e rispetto per le badanti, di solito ortodosse. Nel servizio di carità non facciamo differenze, come pure nel nostro asilo tutti stanno sullo stesso piano. La Fondazione Carpinetum è stabilmente legata a sua Eccellenza il Patriarca copto d’Europa, il vescovo Kyrillos, col quale si è costruita la chiesa in via Orlanda e si favorisce un seminario subito dietro.

Cominciano ad essere più numerosi i casi di famiglie con genitori di diverse confessioni cristiane che domandano il battesimo per i figli a Carpenedo, trovando sempre piena accoglienza. Un affetto vero fra cristiani c’è.

L’unione visibile fra le Chiese cristiane, cattolica, ortodossa, luterana e anglicana, è un percorso più lungo. Negli anni ’70 sembrava un traguardo a portata di mano, ma si sa che quelle erano riflessioni fatte “un tanto al chilo”. Ancor oggi, talora, al Santo Sepolcro di Gerusalemme i nostri mitissimi fraticelli francescani se le danno di santa ragione con gli ortodossi e questo la dice lunga, più di tante argomentazioni teologiche, sulla distanza ancora ampia. Pace. Ci si è resi conto che la realtà è più complessa delle idee.

C’è da smaltire tutta la rabbia accumulata nei secoli di tensione e convertirsi al Vangelo. Papa Francesco ha continuato il cammino energico del predecessore. Soprattutto con gli ortodossi ha costruito un legame maggiore. Diventato pontefice, si è chiamato Vescovo di Roma, non ha ribadito un ruolo mondiale. Anzi, ha riconosciuto le Chiese orientali, tanto che il Patriarca Bartolomeo dice che solo ora gli ortodossi non hanno più paura di Roma.

Per continuare a lavorare insieme sarebbe intanto sufficiente rafforzare il nostro impegno nel patronato, nel dopo scuola e nell’accoglienza, anche alla S. Messa, delle badanti che accompagnano alla preghiera gli ammalati.

don Gianni

Diventeremo come Venezia?

Inserito il 13 Gennaio 2016 alle ore 17:46 da Don Gianni Antoniazzi

All’inizio dell’anno è giusto fornire un bilancio sulla vita della parrocchia nel 2015. Carpenedo si spegne poco per volta. La parrocchia è molto sostenuta dal vicinato

Bella Venezia, quasi un museo a cielo aperto. Che sia questo il nostro destino? Riporto il bilancio del 2015 cominciando dalle cose importanti, cioè dalle persone.
Nel 2015 abbiamo avuto 40 battesimi, 4 in più dell’anno precedente. Tuttavia 26 sono venuti da fuori parrocchia. Soltanto 13 abitano qui. Cresime e comunioni, celebrate insieme l’ultimo anno, sono 71, rispetto alle 56 dell’anno precedente. Anche in questo caso però la stragrande maggioranza è da fuori. Meno del 35% risiede da noi.

C’è la questione dei matrimoni: 11 nel 2014 e appena 8 nel 2015. Poca cosa davvero rispetto ai numeri dieci volte superiori degli anni ‘85-’95. Ma l’indicazione preoccupante è che soltanto 2 coppie abitano in parrocchia.

I funerali sono diminuiti: dagli 86 del 2014 siamo passati ai 71 dell’anno scorso. Bene. In realtà in questo caso dispiace dire che in questo caso sì si tratta di parrocchiani. Ecco: pare che Carpenedo stia andando in una direzione chiara, quella che qualche anno fa ha cominciato a seguire il centro storico.

Cresce l’età media. Aumentano le case libere. Più di 360 persone vivono sole e superano i 75 anni. Significa che a breve termine altri appartamenti resteranno liberi e si uniranno ai quasi 600 già vuoti. Ciascuno interpreti i dati come gli sembra più opportuno. Da parte mia dico che c’è da lavorare se non vogliamo diventare un cimitero come il centro storico.

don Gianni

Da non dimenticare del 2015

Inserito il 6 Gennaio 2016 alle ore 19:29 da Don Gianni Antoniazzi

Se dovessi segnalare la persona più significativa del 2015, che si avvicina all’ideale di questo semplice settimanale, non avrei dubbi nell’indicare una donna piena di vita

È giusto ricordare chi ha reso luminoso il 2015. Il Presidente della Repubblica, nel suo discorso di fine anno, l’ha fatto elencando delle figure gradite allo Stato. Invece “lettera aperta”, fra le tante, ricorda Rita Fossaceca. Aveva 51 anni. Era nata in Molise, ma si era trasferita a Novara, dove lavorava come radiologa all’ospedale Maggiore. Promossa sempre con risultati luminosi, aveva scelto di dedicare le sue energie, il suo tempo libero e le sue vacanze a chi aveva bisogno. Seguendo lo spirito del Vangelo, aveva contribuito allo sviluppo di un ospedale in Kenia e lì accudiva bambini e in difficoltà e orfani di genitori, indipendentemente dalla religione, dalla cultura e dalla provenienza sociale o geografica. È morta partecipando non ad una festa, ma difendendo sua madre da aggressori violenti. Il suo atto eroico, teso a custodire la famiglia, non è stato un gesto isolato, ma la conclusione di una vita dedicata agli ultimi. Non fu seconda a nessuno neanche dal punto di vista culturale: contava 22 pubblicazioni scientifiche ascritte a suo nome. Che bella donna! Che vita feconda! Qualcuno sostiene che la memoria è l’intelligenza degli ignoranti. Noi capiamo che invece è  maestra di vita e indirizza le scelte future. Forse di altre persone più o meno contemporanee, pur celebrate, non resterà un ricordo degno (chi furono per esempio l’imperatore e il papa di Francesco d’Assisi?). Senza spiritualità e riflessione, la vita non conserva traccia. Al rovescio la Scrittura garantisce che il posto del giusto resta per sempre. Sarà così per Rita. Grazie al suo gesto, il 2015 è diventato più ricco anche per lei.

don Gianni

Don Franco De Pieri

Inserito il 30 Dicembre 2015 alle ore 18:15 da Don Gianni Antoniazzi

Il 23 dicembre il Signore ha chiamato a sé don Franco. Era noto per l’impegno sul fronte delle tossicodipendenze. Rientrato dal Brasile, qui aveva trovato una famiglia

Avevamo appena stampato “lettera aperta” della scorsa settimana quando ci è arrivata la notizia della morte improvvisa di don Franco. C’è stato un incessante susseguirsi di telefonate e di messaggi: increduli, tutti chiedevano conferma e chiarimenti sull’accaduto.

Doveva essere in parrocchia il pomeriggio del 24 e concelebrare con noi la Messa di mezzanotte. Il giorno di Natale avrebbe presieduto la liturgia di mezzogiorno. Il Signore ha disposto diversamente.

Sacerdote da 50 anni ne aveva compiuti 77 da poco. Ha segnato la vita di Mestre. L’ha fatto col Vangelo nel cuore e col servizio nelle mani. Stimato o discusso, non passava inosservato. Il suo temperamento acceso lo aveva portato a combattere battaglie che altri avevano rinunciato ad affrontare.

Figlio del suo tempo, ha amato la comunità cristiana, non sempre o non altrettanto l’istituzione che la rappresentava. Le sue scelte sono state intense: per rinvigorire il suo sacerdozio, ad esempio, è andato un mese, da solo, nelle Ande. Ha vissuto da protagonista momenti decisivi, come la morte di mons. Vecchi. Nell’anzianità cercava solo Cristo. Poco altro. L’ultima catechesi fu sulla Natività: gli conceda il Signore la nascita a vita nuova e la pace.

don Gianni

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