Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Sguardo fermo su Pentecoste

Inserito il 1 Giugno 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

L’8 giugno sarà Pentecoste. Senza lo Spirito non c’è salvezza: Esso ci lega realmente alla Pasqua e ci rende famiglia di Gesù. È la festa da celebrare con la propria comunità perché cresca nel Vangelo.

La grande festa della Pentecoste costituisce la pienezza dell’evento pasquale: Gesù Risorto, asceso al cielo e partecipe della signoria di Dio, compie la promessa fatta ai suoi discepoli di inviare loro lo Spirito santo. Ed è proprio nella potenza dello Spirito che la comunità cristiana può testimoniare Cristo in mezzo a tutti gli uomini, «nelle loro rispettive lingue» (cf. At 2,4.8.11). Se per il popolo di Israele Pentecoste era la festa memoriale del dono della Legge al Sinai, la festa dell’alleanza, per la comunità di Gesù il dono dello Spirito è celebrazione dell’alleanza nuova, ultima, definitiva. Gesù non ha lasciato «orfana» (cf. Gv 14,18) la sua comunità, né con l’ascensione al cielo è avvenuta una separazione tale da mettere fine alla sua azione nel mondo. La comunità dei credenti, infatti, condivide con lui la stessa vita, lo stesso Spirito, e questo la abilita a proseguire la sua azione nella storia: annunciare la buona notizia del Vangelo, compiere il bene, adoperarsi per far arretrare il dominio di Satana.

Enzo Bianchi

Perché i cristiani votano?

Inserito il 25 Maggio 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

In questa domenica, 25 maggio, votiamo per l’Europa. Più d’uno è ancora incerto sulle preferenze. Molti ritengono di non andare ai seggi. Il parroco non manifesta preferenze. Tuttavia…

C’è una responsabilità che ci viene direttamente dalla fede. Quella di partecipare alla storia come persone responsabili e mai come spettatori passivi. Il Signore Gesù non ha guardato la nostra condizione stando fuori dalla nostra vita di uomini. Ha assunto un corpo, ha partecipato alle nostre vicende. Ha pagato fino alla morte di croce ed ora, sempre coi segni della passione, resta con noi fino alla fine. Discepoli di questo Cristo non possiamo restare indifferenti alle sorti del tempo presente. Un cristiano è libero di esprimere in coscienza un voto secondo la sensibilità e la cultura personale. Anche astenendosi si potrebbe talora indicare un atteggiamento coraggioso.

In linea generale però noi partecipiamo sempre e con responsabilità alle vicende del nostro tempo da uomini che fanno la fatica di tirare la carretta e si rendono protagonisti in ogni servizio, anche per quello del bene comune e della cosa pubblica.

Ritengo che il minimo dovere di ciascuno di noi sia quello di votare. Se non si compie questo passo rischiamo poi di non diventare in alcun modo responsabili per le conseguenze politiche della storia presente. I nostri figli ci chiedono di riflettere e di esprimere una scelta per il bene. È l’occasione per aiutarli.

don Gianni

I sacramenti d’iniziazione cristiana

Inserito il 18 Maggio 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

La nostra parrocchia svolge molteplici attività. Se mi chiedessero qual è la più importante risponderei senza ombra di dubbio: che la gente si incontri col Signore Gesù.

Sabato prossimo, 24 maggio, alle ore 16.00, 54 ragazzi della parrocchia riceveranno il sacramento della Crismazione e, per la prima volta, si accosteranno all’Eucaristia. Una tappa preziosa non solo per loro, ma per ognuno di noi, responsabili della crescita nella fede.

Elenchiamo qui di seguito i nomi di questi amici perché possiamo ricordarli personalmente nella preghiera.

Aggiungo poi qualche considerazione. Ricordo la mia prima comunione. A 7 anni sono stato portato ad Eraclea, nella chiesa principale e, di mattino presto, insieme a mia sorella, ho ricevuto l’eucaristia. Unico segno di festa fu andare nell’asilo a prendere la cioccolata, serviti dalle suore. Una giornata quasi ordinaria. Ma da quel giorno non ho mai mollato l’Eucaristia. Dai 10 anni in poi ho partecipato alla Messa ogni giorno. Per mia scelta. Anche vincendo qualche resistenza dei genitori perché talvolta interrompevo il ritmo del lavoro. Alla cresima mi sono preparato con una catechesi del tutto sommaria. Anche in questo caso poche feste. Dopo la cerimonia vi fu un pranzo in casa; il padrino mi consegnò i doni che l’obbligo suggeriva (l’orologio). Eppure sono diventato prete.

In questi anni, nella tappa dei sacramenti, siamo capaci di organizzare un pranzo di nozze. Dopo tuttavia per tanti, anche di parrocchia, la fede diventa un vago ricordo. Non ci siamo. Proprio non ci siamo. A breve dovremo cercare una proposta più appassionante. Ma il cuore mi suggerisce che la cosa dipende da noi adulti, educatori e genitori. Sarà bene guardare al nostro rapporto col Signore Gesù. In fretta.

don Gianni

Una casa per chi perde autonomia

Inserito il 11 Maggio 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Scrivo queste righe per invitare i parrocchiani all’inaugurazione del Centro don Vecchi 5, mercoledì prossimo 14 maggio, alle 11.00, in località Arzeroni, raggiungibile seguendo le indicazioni riportate nella piantina pubblicata su lettera aperta dell’11 maggio 2014.

La struttura è pensata per quelle persone bisognose che stanno perdendo l’autonomia. Chi entra in questo ambiente riceve un appartamento che diventa in tutto casa sua: arredato con mobili, quadri, pentole e quant’altro appartiene alla sua storia.

In questo centro i residenti troveranno un’alta protezione, una continua accudienza, una vigilanza familiare notte e giorno.

L’inaugurazione è stata studiata in modo da consentire a tutti i presenti di poter visionare i 65 appartamenti della struttura.

Poi accoglieremo coloro che ne hanno fatto o ne faranno richiesta. Da settembre, a Dio piacendo, inizieremo l’attività al completo. Vi invito dunque a visitare questo Centro che esprime la concretezza dell’amore fraterno. Alla fine della cerimonia ci sarà anche un brindisi per festeggiare la provvidenza di Dio e la generosità dei tanti che hanno reso possibile questa impresa. Vi aspettiamo numerosi e pieni di gioia.

don Gianni

Santi perché uomini

Inserito il 4 Maggio 2014 alle ore 08:06 da Don Gianni Antoniazzi

Qualche volta confondiamo la santità con la perfezione di vita. Niente di più sbagliato. è santo chi si lascia condurre dalla misericordia di Dio e supera le fragilità.

Qualcuno ha protestato perché la scorsa settimana “lettera aperta” non ha speso una parola sulla canonizzazione dei due papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. In effetti è vero: non abbiamo scritto e spieghiamo perché.

“Lettera aperta” rivolge l’attenzione prevalentemente alla comunità e al territorio: poco più in là. I giornali diocesani e nazionali hanno sviluppato molto l’argomento e non era necessario trattarlo ancora.

Di fronte ad un evento tanto vasto, come la santificazione di due papi  è faticoso scrivere cose nuove e originali: semmai c’è il desiderio di una riflessione più intima e personale.

Forse è vero che anche la diocesi di Venezia non ha partecipato con fervore straordinario: una ventina di persone o poco più è andata in delegazione a Roma, benché Giovanni XXIII abbia qui una storia significativa.

Quanto poi alla canonizzazione, tanti confondono la santità con la perfezione. Mentre invece essa consiste nel lasciarsi abbracciare dalla misericordia di Dio. Si è santi perché disponibili all’azione dello Spirito, non perché capaci di compiere un progetto umano di successo. Sono santi questi due papi perché profondamente profetici: hanno parlato in nome di Dio, hanno indicato il senso della storia presente e lo svolgimento di quella futura. Lasciamoci toccare il cuore dai loro interventi. Già sarebbe molto.

don Gianni

Gratitudine e imbarazzo

Inserito il 27 Aprile 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Portiamo sempre e comunque nel cuore un profondo senso di gratitudine e rispetto per chi si mette al servizio della giustizia. Ma non sempre le ciambelle riescono col buco.

Venerdì Santo i vigili ci hanno accompagnato nella via Crucis e abbiamo pregato con decoro.
Erano stanchi. Per tutto il giorno infatti avevano diretto il traffico intorno al nuovo centro commerciale di Marghera. La sera, però, si sono dedicati ugualmente a noi e li abbiamo sentiti vicini.

Al rovescio, la Domenica di Pasqua c’è stato un episodio che ha imbarazzato più di qualcuno. Fra la Messa delle 9 e quella delle 10.30 è stata mandata qui una pattuglia a mettere multe sulle auto parcheggiate in modo maldestro.

La legge va osservata sempre e comunque. Quando siamo multati dovremmo anche ringraziare chi ci aiuta a migliorare la sicurezza stradale: è per il nostro bene. Noi cristiani poi dovremmo dare esempio di cittadini che rispettano l’autorità preposta. Però è stato imbarazzante vedere la pattuglia dei vigili che fra una Messa e l’altra, nell’apice della Pasqua, passava a mettere multe.

Tanto più che non c’era un cane per strada e i veicoli non davano certo fastidio ad alcuno. Qui i parcheggi sono pochi, molta gente è venuta a pregare ed è stato inevitabile che qualcuno sia andato fuori norma.

Francamente non capisco con quale intento la pattuglia sia stata inviata qui. Non credo che la cosa abbia costruito un senso civico fra la gente. E neppure si è riusciti a creare fiducia verso le istituzioni. Al contrario: il Comune ha dato l’impressione di grattare il fondo del barile in cerca di soldi per sistemare gli ammanchi… Basta così: non aggiungo altro.

Mi offro di pagare il 50% della multa ai malcapitati. Basta venire in segreteria ed esibire il verbale per avere i soldi in contanti (serviranno a sistemare la pavimentazione di Carpenedo, dico giusto?).

Dall’altra resterò fermo sul fatto che prima di ogni ragionamento sulla piazza si tratterà col Comune per avere 100 posti auto in più nel nostro quartiere, come già chiesto all’assessore Maggioni.

don Gianni, parroco

Il Signore morto vive glorioso

Inserito il 20 Aprile 2014 alle ore 00:00 da Don Gianni Antoniazzi

A Pasqua non facciamo solo memoria della Risurrezione. Oggi è offerto a tutti il dono della vita oltre il crepuscolo dell’esistenza terrena.

Come i due discepoli di Emmaus, pur delusi e arrabbiati, anche noi possiamo fare l’esperienza della compagnia del Risorto.

Nel momento della fatica gli altri si assentano dalla responsabilità della storia. Lui resta sempre, anche quando tramonta il sole sopra le frivolezze della nostra giornata umana.

Che questa Pasqua sia una risurrezione per le nostre famiglie e per il territorio intorno a noi. Fiorisca la fiducia tra noi. Ci sia il dono della pace fra le persone più care. Scenda la vita sul nostro lavoro quotidiano. ubbidienti al progetto di Dio, si possa trovare speranza per l’avvenire dei figli.

I motivi di preoccupazione non mancano certo, ma quanti più sono quelli di speranza: il Signore ha sostenuto i nostri padri nelle sfide del loro tempo e ha operato con loro profondi cambiamenti nella storia.

La Pasqua che ci invita alla piena comunione col Signore renda la comunità cristiana aperta alle novità di Dio, del Vangelo e della storia. Viviamo da fratelli che si sostengono e, con cuore lieto, stiamo in pace.

don Gianni

Il parroco, don Fabio, don Mario, don Matteo, le suore di clausura, il diacono Franco e il Consiglio Pastorale rivolgono alla comunità e al territorio i più lieti auguri di Pasqua.

La settimana dei cristiani

Inserito il 13 Aprile 2014 alle ore 08:04 da Don Gianni Antoniazzi

Inizia la Settimana Santa. Molti pensano a giorni di austerità e fatica. È invece il momento in cui ci si rigenera come persone libere e gioiose.

Da oggi, 13 aprile, domenica delle Palme, inizia la Settimana Santa. Negli ultimi secoli questi giorni hanno riportato alla mente la condanna del Signore, la sua passione, la morte e la sepoltura. Ma le cose stanno in modo diverso. Fin dall’antichità i cristiani avevano nel cuore un significato più pieno: nella prima settimana, descritta con linguaggio simbolico e sapienziale dalla Genesi, Dio aveva creato il cosmo e l’uomo, così nella Settimana Santa Dio propone la rigenerazione del cosmo e della persona, per diventare figli di Dio nel giardino della Vita, liberi dal male e aperti alla gioia. Ci ha creati senza la nostra libertà, ma non vuole redimerci senza la nostra collaborazione. In questi giorni apriamoci con fiducia alla grazia di Dio.

don Gianni

Il narcisismo è la nuova epidemia

Inserito il 6 Aprile 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Nel vangelo Gesù guarisce un “idropico” gonfio d’acqua. Il miracolo è per i narcisisti: troppo grossi e pieni di sé per attraversare la porta stretta della vita.

Una rivista di Boston, specializzata in psicologia, afferma che bambini e giovani sono sempre più narcisisti: nutrono meno passione per gli altri e li sostengono quel poco. Addirittura il 70% dei ragazzi soffrirebbe di questa malattia e avrebbe una visione “gonfiata” di sé. Lo studio dice che in questo modo spariscono le relazioni di affetto profondo: gli altri diventano solo un mezzo per raggiungere i propri scopi oppure si trasformano in pericolosi avversari.

Prima causa di questo disturbo sarebbero i genitori che usano un linguaggio troppo lusinghiero verso i figli. Ci sarebbero poi il mondo scolastico e quello dello sport che suggeriscono troppa competizione. Abituati a sentirsi “speciali” e “superiori” i giovanissimi impattano poi duramente con la realtà e la fuggono con ogni mezzo: di qui molti malesseri e dipendenze.

Ma la cosa riguarda anche noi adulti. Narciso fu il mitico personaggio che, specchiandosi nell’acqua, si innamorò della sua immagine fino ad affogare. Così sarebbe la nostra vita. Inseguiamo il mito di noi stessi o degli altri senza puntare lo sguardo sull’amore di Dio. Cerchiamo “la gloria degli uomini” e trascuriamo quella di Cristo. Così la vita ci diventa insopportabile.

Quanto è sano invece fissare il Crocifisso: un Figlio e Fratello che non ha voluto gareggiare, ma ha preferito offrire quel che aveva perché noi avessimo la dignità più alta.

don Gianni

L’Italia ce la può fare?

Inserito il 30 Marzo 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Molti discutono se Renzi saprà sollevare l’Italia dalla crisi. La chiesa non ha certo il compito di sostenere i programmi di partito. Dobbiamo però collaborare sempre per il bene comune.

L’attuale crisi dell’Italia non è legata esclusivamente alle leggi economiche. Anche, ma non solo. I nostri nonni hanno ricostruito un paese in ginocchio dopo la seconda guerra mondiale, facendo leva su profonde motivazioni interiori e su una speranza allora incrollabile. Proprio su questo invece verte la crisi attuale: la figura di uomo. E tutte le scelte che la persona compie hanno il sapore della fatica, della fragilità, della sfiducia. Tutte cose che il patriarca Angelo andava ripetendo da anni.

La bellezza, se così vogliamo dire, di Renzi è la sua capacità di scrollarsi di dosso un’Italietta fatta solo di critiche distruttive e di proporre con coraggio qualche cosa di nuovo.

Il suo stile sembra poi disinteressato, cioè slegato da interessi personali. Ho letto (rapidamente e da profano, per carità) alcuni obiettivi del suo programma. Certo: possono essere discutibili, ma non sono peggiori delle proposte ascoltate in passato. Che sia possibile tornare a crescere?

Personalmente mi sembra necessaria una condizione: se quanti concorrono a guidare il nostro paese portano nel cuore la passione per il bene e per l’unità, prima o poi vedremo una ripresa.

Diversamente, se dirigenti, amministratori pubblici, politici di ogni sorta continueranno a coltivare i propri interessi e il proprio orticello elettorale, allora temo che il nostro paese stia per raggiungere il capolinea. Poi non so quante altre possibilità la storia vorrà ancora offrirci.

don Gianni

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