Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Palme e Settimana Santa

Inserito il 1 Aprile 2012 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Con la Domenica delle Palme si apre la Settimana più importante dell’anno liturgico. La chiamiamo “Santa” perché celebriamo in questi giorni i fatti salienti della nostra salvezza.

In questi giorni andremo dall’esperienza trionfale e pacifica delle Palme, alle spine del Venerdì Santo per finire con la luce radiosa della Pasqua. Celebreremo l’Ultima Cena con l’istituzione dell’eucaristia, la Passione, morte in croce, sepoltura e risurrezione di Cristo per la nostra salvezza.

Centro e culmine della fede, origine e fonte di ogni altra liturgia è la solenne “Veglia Pasquale” di sabato prossimo, 7 aprile, alle 22.00 (si chiama “veglia” ma vi è anche la celebrazione dell’eucaristia). Nella sua rapida essenzialità essa ci “ripresenta” realmente il mistero pasquale e noi, rinnovando solennemente le promesse del battesimo, scegliamo di anno in anno di seguire Cristo Signore e lasciare il male.

In realtà la Veglia Pasquale fa parte di un’unica azione liturgica che comincia il giovedì sera con la lavanda dei piedi alle ore 18,30 e prosegue il giorno dopo nella liturgia della Passione (sempre 18.30). È il “Triduo pasquale”, nel quale la Chiesa celebra, in un’unica liturgia di tre giorni, gli eventi della redenzione.

Oltre a questi appuntamenti ci sono anche altre preziose occasioni di preghiera: giovedì pomeriggio, alle 16.30 ci sarà la lavanda dei piedi per i bambini e i ragazzi. La sera, dopo la Messa per i giovani e gli adulti, continuerà l’adorazione per tutta la notte (dalle 21.00 alle 7.30). Quest’anno saranno i capi scout a preparare la preghiera fra le 21.30 e le 22.30. Venerdì, alle 21.00, nel piazzale della chiesa inizieremo la Via Crucis. Sabato mattina la Croce rimane esposta in chiesa per l’adorazione. La domenica di Pasqua le S. Messe avranno il consueto orario festivo. Per confessarsi: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì pomeriggio, come pure tutta la giornata di sabato i sacerdoti saranno disponibili per la riconciliazione. E da ultimo ricordo che nei primi tre giorni della Settimana Santa ci sarà l’adorazione dalle 9.00 del mattino alle 18.00 di sera.

Raccomando a tutti, se e come possibile, la partecipazione al triduo. Poi si fa come si può.

don Gianni

Confessarsi per Pasqua

Inserito il 25 Marzo 2012 alle ore 07:50 da Don Gianni Antoniazzi

Venerdì prossimo, 30 marzo, alle ore 21.00 ci sarà la celebrazione penitenziale per Pasqua con le confessioni individuali. Vi invito a non mancare. L’appuntamento è per gli adulti e i giovani dall’università in su. Fra le parabole del Vangelo c’è quella del “figlio prodigo”: è un racconto incompiuto.

Il figlio minore, spesi i soldi, decide di tornare: meglio essere servo in casa del padre che vivere da guardiano di porci. Gli bastava un po’ di pietà per se stesso: nonostante tutto restava pur sempre un figlio. Invece il padre gli usa misericordia piena, lo abbraccia, fa festa. Ma ecco l’altro figlio, il maggiore: risentito, non vuole partecipare alla gioia della famiglia. Anche per lui il padre esce di casa, pregandolo di entrare, ma il racconto tace la conclusione.

Una parabola incompiuta, appunto. Il lettore è portato ad identificarsi con questo secondo figlio: mai del tutto lontano da Dio, mai peccatore logorato dalla vita e forse poco capace di restare in casa col cuore. Bisogna decidere: o fuori o dentro.

È per questo che vi invito a non trascurare il sacramento della riconciliazione pasquale: perché tutti abbiamo un gran bisogno del perdono di Dio, non solo i più lontani. Tutti: a cominciare da me.

don Gianni

Troppi scandali per amare questa Chiesa?

Inserito il 18 Marzo 2012 alle ore 08:09 da Don Gianni Antoniazzi

Un articolo di fondo forse più lungo, non più pesante del solito. Non si riferisce alla nostra parrocchia. Nasce da fatti, anche tristi, che tutti  troviamo nei giornali.

Qualche volta si parla di “cristiani senza Chiesa” per indicare una realtà molto diffusa: persone che, pur mantenendo la fede in Gesù Cristo Salvatore, rifiutano l’appartenenza alla comunità cristiana e vivono come se essa non ci fosse. Di più. L’indagine del Convegno di Aquileia rileva la crescita di coloro che percepiscono la Chiesa come un ostacolo e una contraddizione rispetto al Vangelo. Noi intuiamo che non si può vivere una fede senza Chiesa: “il cristiano solo, non è cristiano”, ripetevano con sapienza i padri. Questo per due ragioni: senza la comunità nessuno verrebbe generato alla fede e, in secondo luogo, accogliere Cristo significa vivere il suo comando: “amatevi come fratelli”. Subito nasce la Chiesa di coloro che si perdonano e si amano nel Signore. Essa dunque va accolta come un dono fatto da Cristo sulla croce: “Ecco tua madre!” e va “presa con sé”, tra i doni più preziosi (Gv 19,27).

Tuttavia vivere in comunità è un esercizio di amore che costa. Certo qualcuno ama la Chiesa cercando in essa un nido caldo, ma non sa cosa sia l’amore. Amarla significa anche soffrire per lei, desiderarla più fedele, maggiormente plasmata dal Vangelo, più conforme a Gesù Cristo. Nel corso della storia molti cristiani hanno osato parole profetiche anche quando pochi nella Chiesa volevano ascoltare. E così non solo hanno sofferto per lei, ma talvolta hanno anche finito per soffrire a causa sua.

Sicuramente fra i discepoli di Cristo ci sono persone segnate dal mistero dell’iniquità: si vedono corruzione, sete di potere, compromessi oppure paure, pigrizia, adulazione. In questo caso il cristiano diventa un uomo “mite” a immagine di Cristo: non accetta gli errori, ma cambia la storia senza violenza, usa piuttosto  la testimonianza di un amore radicale. Questa è la santità.

Ci sono accuse di ogni tipo: pedofilia, interessi di potere, commistione col male. È l’ora della tentazione, ma occorre credere più che mai alla fedeltà di Cristo al suo “Corpo”, occorre amare questa “sua carne” anche quando appaiono i segni del peccato.

La vera differenza è tra quanti negano il proprio peccato e immaginano di salvarsi da soli e quanti invece sperano nella salvezza della Croce. La Chiesa non è e non sarà mai perfetta. Ci offre però l’incontro con Cristo Via, Verità e Vita. Per questo l’abbraccio.

don Gianni Antoniazzi

In Quaresima niente azzardo

Inserito il 11 Marzo 2012 alle ore 07:48 da Don Gianni Antoniazzi

Per il tempo di Quaresima la Chiesa veneziana ha proposto una forma di digiuno: quella dai giochi d’azzardo che troppi soldi portano via alle nostre famiglie e all’economia reale

Per cinque anni sono stato sacerdote al Lido di Venezia, nella parrocchia dove il Casinò si trasferiva per i mesi estivi e di persona ho potuto constatare quanti malanni siano nati in quell’ambiente.

Adesso il casinò sembra in crisi al punto che il Comune pensa di venderlo e tuttavia la cosa non mi rallegra perché vedo che il gioco d’azzardo è addirittura aumentato, solo che i giocatori investono tanti risparmi altrove. C’è sicuramente il superenalotto, ci sono forme di gratta e vinci, ma più ancora si sta diffondendo la moda dei giochi d’azzardo via Internet che stanno conoscendo una vera e propria esplosione.

Basta digitare in un motore di ricerca le parole “Casinò Online” e vedere i risultati. Il successo è tale che queste realtà non solo pagano la pubblicità in televisione ma sponsorizzano squadre sportive, offrono soldi ai nuovi giocatori (anche 100€) e crescono di continuo in numero e in clienti. Così si rovina l’economia reale.

I risparmi di molti se ne vanno con la speranza di fare il colpo della vita. Ma in realtà i colpi li prendono le famiglie. L’unico a guadagnarci è lo Stato. Con la giustificazione che è meglio legalizzare piuttosto che lasciare nell’ombra, tiene per sé cifre da capogiro. La Quaresima è l’occasione giusta per mollare tutto e tornare a guadagnare col sudore della fronte.

Pensiamoci.
Tante volte è più facile di quanto sembri: basta buttare i codici d’accesso e trovare un passatempo più sano e meno costoso.

Il parroco

I negozi della nostra zona

Inserito il 4 Marzo 2012 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

I negozianti della zona hanno espresso un disagio. Come parroco desidero manifestare la mia personale vicinanza ai commercianti del territorio e chiedo di riflettere sul futuro.

In questo periodo più volte i negozianti della zona hanno espresso il proprio disagio. Da una parte c’è la presenza dei centri commerciali che, coi prezzi tirati all’osso, soffocano il resto del mercato. Dall’altra parte c’è la questione dell’apertura domenicale: in questo modo le catene commerciali grattano il fondo del barile e mettono sempre più scompiglio nelle botteghe tradizionali. Infine, per noi di Carpenedo, c’è la prospettiva che possa cambiare la viabilità con la chiusura totale di Via Trezzo.

Come parroco desidero esprimere la mia personale vicinanza ai commercianti del territorio e chiedo di riflettere attentamente sul futuro. Gli anni passano e diventeremo più vecchi: ci farà sempre più comodo avere sotto casa un negozio dove prendere gli articoli necessari. Non possiamo finire come il centro storico di Venezia, dove, per trovare un negozio di alimentari, bisogna fare un quarto d’ora di strada. Ebbene: se fra qualche anno vogliamo avere qualche servizio nel territorio, adesso dobbiamo dare più sostegno, anche con scelte concrete.

Ai commercianti domando due cose: di mantenere  i prezzi più bassi possibile e di offrire ai clienti la cortesia di un rapporto di fiducia personale. è  una carta vincente che nessun centro commerciale può dare. Se qualcuno poi lo desidera sono ben lieto di invocare man mano la benedizione del Signore in ogni attività commerciale (gratis s’intende): l’ho già fatto con chi mi ha chiesto, ma ho un po’ di pudore a farmi avanti con gli altri. Basta telefonare in segreteria e indicare il momento più opportuno.

don Gianni Antoniazzi

Proposte per la Quaresima

Inserito il 26 Febbraio 2012 alle ore 08:06 da Don Gianni Antoniazzi

Sono quaranta giorni per ritrovare il volto pulito della nostra dignità

Cari amici, il tempo di conversione e penitenza ci chiede una marcia in più. Non si tratta di una fatica maggiore ma, al contrario, di togliere forza ai pensieri negativi ed eliminare il peso delle distrazioni superflue per fare spazio a Dio, fonte di energia e origine di ogni attività. Per la Quaresima vi sono tre proposte.

Primo: dal 28 febbraio, ogni martedì alle 20.45,  al piano terra del Lux faremo la catechesi per gli adulti. Si partirà dal testo della scrittura divina per esporre il pensiero cristiano su alcuni temi della vita quotidiana. Ci sarà tutto il tempo per discutere e chiarire. Vi invito.

Secondo: come negli anni scorsi proponiamo la S. Messa feriale delle 18.30, durante la quale pregheremo per le necessità delle varie vie della parrocchia. Questa settimana sono invitati gli abitanti di: lunedì 27 febbraio via Poste Nuove e via Sagredo; martedì 28 via Negri e via Rismondo; mercoledì 29 via Manzoni e via Del Rigo, giovedì 1° marzo viale Garibaldi, rotonda Garibaldi e piazza Carpenedo; venerdì 2 via Grimani e via Nievo; sabato 3 via del Parco, via Bixio e via Cavalletto. È un modo in più per avvicinarci all’Eucaristia.

Terzo: nei venerdì di Quaresima, al momento del pranzo, ci sarà in chiesa qualcuno che proclama la parola di Dio, di modo che, chi accetta di fare un pasto più frugale, possa trovare il nutrimento della Parola. Anche la sera, durante la cena, la chiesa resterà aperta, senza però l’aiuto di qualche lettore.

don Gianni Antoniazzi

Quaresima: digiuno, preghiera, carità

Inserito il 19 Febbraio 2012 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Giovedì grasso abbiamo fatto festa insieme per il carnevale. Allo stesso modo, mercoledì prossimo 22 febbraio, insieme cominciamo il cammino della quaresima.

Insieme, perché la penitenza di ciascuno sia sostenuta dall’aiuto e dall’esempio di tutti. Insieme perché il Signore non ha mai voluto che gli uomini andassero verso di Lui isolati ma uniti e perciò forti. La quaresima diventa così il tempo propizio per la nostra liberazione dal male, per allontanarci dalle nostre fragilità, per mettere a tacere quella parte dell’uomo che meno ci onora e far risplendere il segno di Figlio di Dio.

La Chiesa ci propone alcuni strumenti. La preghiera quotidiana, il digiuno, la carità fraterna. Quanto alla prima vi invito alle lodi del mattino (ore 7.30) oppure ai vesperi della sera (ore 18.15). Quanto al digiuno ci viene proposta l’attività dello scorso anno: ridurre un poco il cibo al venerdì ed entrare in chiesa all’ora di pranzo per leggere la parola di Dio. Quanto alla carità continueremo a proporre ai ragazzi la cassettina “un pane per amor di Dio”: noi adulti sappiamo quanti poveri la parrocchia si sforza di aiutare  e senza scuse facciamo il possibile per sostenerli.

don Gianni

Due parole sul nuovo Patriarca

Inserito il 12 Febbraio 2012 alle ore 08:02 da Don Gianni Antoniazzi

Il futuro patriarca Moraglia ci ha rivolto un saluto pubblicato ormai ovunque.
Domanda “aiuto, collaborazione, assunzione di corresponsabilità”: in questo forse troverà una diocesi un poco disincantata. Tanti hanno detto la stessa cosa e poi han fatto da soli. E d’altra parte non biasimo. Capisco che il Vescovo deve rispondere davanti a Dio e agli uomini: meglio tenga per sé l’ultima parola nelle decisioni.
Rivolge il suo saluto “in primis ai parroci” e anche per il passato ha mostrato di credere nella vita di parrocchia.

Si riparta dunque dalla vita comunitaria, così radicata e forte nel passato del nostro Veneto. Temo però che vi siano pochi preti rispetto alle attese: tutti figurano ascritti ad una parrocchia, ma per le regole interne al sostentamento del Clero che altrimenti non dà lo stipendio. Forse non tutti sentono in egual misura la vocazione al servizio pastorale del gregge.

Poi saluta i “carissimi giovani” e dice “voglio incontrarvi al più presto”. Qui spetta a noi fare un passo in più: non è possibile che dopo la cresima tanti lascino la comunità cristiana. Infine “saluta rispettosamente gli uomini e le donne non credenti”. Applaudo. Bene che il vescovo non si lasci circondare semplicemente dai “suoi” ma vada in cerca anche dei lontani. E se un giorno dovessi parlargli gli suggerirei di venire a celebrare le cresime in parrocchia. Nell’arco di un decennio avrebbe incontrato di sicuro la più parte di coloro che non mettono mai il piede in chiesa.

don Gianni

S.E. MONS. FRANCESCO MORAGLIA nuovo PATRIARCA DI VENEZIA

Inserito il 5 Febbraio 2012 alle ore 07:49 da Don Gianni Antoniazzi

Tutti  chiedono chi sia il nuovo vescovo. Le risposte di Internet non bastano: bisogna aspettare di incontrarlo. Si chiama Francesco Moraglia. Si dice sia un uomo completo. Sarà comunque necessario conoscerlo prima di dire qualche cosa. Lo accogliamo col cuore.

Formato in teologia, attento alla preghiera, pienamente inserito nel solco della tradizione cristiana ma anche sensibile alle questioni sociali: in occasione delle alluvioni in terra ligure avrebbe mandato i propri seminaristi e altri giovani della diocesi a spalare il fango dalle strade. Avrebbe partecipato in prima persona a qualche corteo di lavoratori.

Riportiamo i dati oggettivi. È nato a Genova il 25/05/1953; è diventato sacerdote nel 1977; eletto alla sede vescovile di La Spezia nel 2007 fu ordinato vescovo nel 2008. È presidente della Fondazione “Comunicazione e Cultura” della CEI e dottore in Teologia Dogmatica. Docente di cristologia e antropologia ha collaborato per il Giubileo dei Presbiteri. Ha tenuto corsi di esercizi spirituali e conferenze per religiose. Sono stati pubblicati alcuni suoi articoli di presentazione di documenti della Santa Sede sull’Osservatore Romano.

Entrato in diocesi di Venezia, troverà una strada in salita. La vita esige che i conti siano pagati. Sei mesi senza vescovo sono un tempo pesante: sicuramente la sua scrivania sarà intasata di lavoro. Lo sosteniamo.

don Gianni

Madonna Candelora

Inserito il 29 Gennaio 2012 alle ore 08:24 da Don Gianni Antoniazzi

Giovedì 2 Febbraio 2012: Presentazione di Gesù al Tempio e Purificazione  della  Beata Vergine Maria.  Nella nostra chiesa solenne celebrazione nella Santa Messa delle 18.30.

Giovedì prossimo, la chiesa celebra una liturgia antica e suggestiva nella quale ricordiamo la presentazione di Gesù al Tempio e l’offerta di 2 colombe per il suo “riscatto”. Mistero dell’esistenza, questo, dell’offerta di ciascuno per la salvezza del fratello. Alle 18.30 partiremo dal monastero di Clausura e, con la luce benedetta delle candele accese, ci recheremo in processione fino alla chiesa. Secondo la tradizione la candela sarà poi portata a casa e qualcuno la accenderà per invocare la luce nelle difficili scelte della vita. Tutti siamo invitati. Confidando nel buon tempo, speriamo di essere davvero numerosi.

don Gianni Antoniazzi

« Articoli precedenti Articoli successivi »